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13 April 2026

Lombok Surfing - review

I've been to Lombok, south coast, near Kuta, for a surf vacation.
Here's my two cents.

The places are beautiful but plagued with poverty, plastic and trash. The locals burn the trash and often the air is stingy and unhealthy, depending on the wind direction.
I'm not accusing anyone here.
The locals are victim of the white colonialism that lasted for centuries, and now are coping with the effect of consumerism and capitalism and globalisation, that again are all products of western countries.

Following the sad Bali example, the locals have now created a sort of underground, unregulated economy that rotates around the surf tourism.
You can find a decent range (considering the location) of surfboards to hire pretty much everywhere, and at the beach  you can also find a boat ride, food, drinks, beach umbrella, deckchairs, photos and drone images.
All cheap, all easy, all without any liability paper of insurance cover, mind you.

Now this creates a problem that drove me insane.

Since the island is now the target of young wanna-be-influencers, there are hundreds of people who wants to try surfing at any given moment. And they don't have a clue of what they are doing. How can they?
Only, the locals take them on the boats and bring them to surf spots that normally would be unreachable by these smartphone users.
Not only that, they get pushed into waves that I wasn't able to get for probably my first whole year of paddling, or more.
And so you see some amazing, clean easy 1.5m wave coming for you, but you are surrounded by two dozen people all getting pushed into it, and then smashed one way or the other, leaving you with no option than going straight while avoiding surfboards and bodies.

I managed to score waves away from the main breaks, finding my personal spot, or when the crowd was less intense. 
I didn't see a bigger break called Geropuk outside, and I believe that should not have any beginners, even tough I wouldn't be on it.

Generally the waves I saw are easy, fat and rolling, perfect for longboarding and really a lot of fun.

A spot for shortboarders is Seger Beach. We saw locals doing some nice hardcore manoeuvres over there, away from the silly beginners business. To note that it's a short ride compare to other spots.

The best one, but also the most impacted by clueless people, is Tanjung Aan beach.

It's a beautiful closed bay, with a round reef in the middle.
The wave comes up and shapes up as crescent moon, taller in the middle. You could start in the middle and pick your favourite side, or start from the sides toward the middle. Either way, you will cut back and walk on the deck fifty times before it's over.

I would love to see it bigger that 1.5 and without the clueless crowd. 

Overall, Lombok seems to be a perfect location for longboarders, less for shortboarders.
But many spots are infested but hordes of complete beginners that get pushed into waves they shouldn't face.


Complete chaos at Tanjung Aan

Sono stato a Lombok, sulla costa sud, vicino a Kuta, per una vacanza surf.

I posti sono bellissimi, ma afflitti da povertà, plastica e rifiuti. I locali bruciano la spazzatura e spesso l’aria è pungente e poco salutare, a seconda della direzione del vento.

Non sto accusando nessuno.

I locali sono vittime del colonialismo bianco durato secoli e ora stanno facendo i conti con gli effetti di consumismo, capitalismo e globalizzazione, che sono anch’essi prodotti dei paesi occidentali.

Seguendo il triste esempio di Bali, i locali hanno creato una sorta di economia sommersa e non regolamentata che ruota attorno al turismo surfistico.
Puoi trovare una discreta gamma (considerata la posizione) di tavole da surf da noleggiare praticamente ovunque, e in spiaggia trovi anche passaggi in barca, cibo, bevande, ombrelloni, lettini, foto e riprese con drone.
Tutto economico, tutto facile, tutto senza alcuna responsabilità legale o copertura assicurativa, sia chiaro.

Questo però crea un problema che mi ha fatto impazzire.

Dato che l’isola è diventata una meta per giovani aspiranti influencer, ci sono centinaia di persone che vogliono provare a surfare in qualsiasi momento. E non hanno la minima idea di quello che stanno facendo. Come potrebbero?
Solo che i locali li portano in barca e li accompagnano su spot che normalmente sarebbero irraggiungibili per questi utenti da smartphone.
Non solo: li spingono sulle onde che io non riuscivo a prendere nemmeno nel mio primo anno intero di surf, o forse più.

Così ti ritrovi un’onda perfetta, pulita, facile, di un metro e mezzo che arriva verso di te, ma sei circondato da due dozzine di persone che non hanno idea di quel che deve succedere e vengono spinte, per poi cadere da una parte o dall’altra, lasciandoti come unica opzione quella di andare dritto evitando tavole e corpi.


Sono riuscito a prendere qualche onda lontano dai picchi principali, trovando il mio spot personale o quando la folla era meno intensa.

Non ho visto uno spot più grande chiamato Geropuk Outside, e credo che non dovrebbe avere principianti, anche se non ci scommetterei.

In generale, le onde che ho visto sono facili, piene e morbide, perfette per il longboard e davvero molto divertenti.

Uno spot per shortboard è Seger Beach. Lì abbiamo visto locali fare manovre serie, lontano dal caos dei principianti. Da notare che è un'onda relativamente corta rispetto ad altri spot.

Il migliore, ma anche il più colpito dalla presenza di persone inesperte, è Tanjung Aan.

È una splendida baia chiusa, con una barriera corallina circolare al centro.
L’onda arriva e prende forma come una mezzaluna, più alta al centro. Puoi partire dal centro e scegliere il lato che preferisci, oppure partire dai lati verso il centro. In ogni caso, farai cutback e camminerai sulla tavola cinquanta volte prima che finisca.

Mi piacerebbe vederlo più grande di 1,5 metri e senza la folla di inesperti.

Nel complesso, Lombok sembra una destinazione perfetta per i longboarder, meno per gli shortboarder.

Ma molti spot sono infestati da orde di principianti assoluti che vengono spinti su onde che non dovrebbero affrontare.



20 March 2025

Uncle Alfred

 2024 has been short in satisfaction, surfing wise.

2025 started ok, then cyclone Alfred arrived, and I managed a few sessions before hell broke loose.

Here’s a video of the amazing waves we got, again, before it all turned into a disaster.



Il 2024 e' stato avaro di surf e relative soddisfazioni.

Il 2025 e' iniziato senza troppi entusiasmi, e poi e' arrivato il ciclone Alfred. Sono riuscito a surfare delle belle onde prima che si scatenasse l'inferno, a Noosa. Mentre a giu' a Kirra era gia' fuori scala.

Ecco un video dell'evento a Kirra, prima del disastro.


13 November 2023

62?

I was at the pool, making laps as usual.

The place getting busier by the week, as warmer and warmer evening come to us.

Anyway, when I was done and ready to go, this guy in the other lane asked me what I was doing with my bodyboard. When I told him I was doing surfing paddling training he was interested and told me he was a surfer too. Tall, big, blond, older than me, with a thick American accent, I thought he could have been Leroy from Big Wednesday.

He told me he was 62, from California, and getting back into surfing after a 10 years hiatus.

But he was struggling with the pop up: too slow, he said, and weak legs, no power.

I suggested push ups, squats and burpees during the week, but he was not so enthusiastic at the idea. Probably he was more about talking about stuff than actioning stuff. You know? But that's ok.

Later that evening I thought about that number: 62.

I wonder in what shape I will be at that age.

62 is not much, considering the people I see among the waves. But nothing is granted. Will I be able to keep it up? I don't know.

I just know that I can't stop. And so I keep driving to the cost every time I can. Trying to surf as much as I can. And the gym, and swimming. It takes time and endless planning, and juggling with other stuff. Without it, I could do more and different things, and be less tired and so on and so forth. 

But the number of times that I could be surfing is a finite number. And it's diminishing. 

And I didn't find anything that is as good as surfing a good wave. The water, the sun, the adrenaline, the joy. I just must keep going until I can.  

Bloody 62.




Nuotavo in piscina come al solito.

L'arrivo del caldo ha fatto aumentare il numero degli utenti, come succede tutti gli anni, ed ho passato gran parte del tempo ad inseguire ed essere inseguito da altri nuovatore/trici.

Di solito pero', siccome gli australiani sono australiani, la maggior parte della gente sparisce intorno alle 19, lasciandomi l'ultima mezz'ora piu' o meno in pace.

Ieri invece, conclusa l'ultima vasca, c'era ancora un tizio nella corsia accanto, alto,  e biondo, che mi ha rivolto la parola. Voleva sapere cosa stessi facendo a cavallo della mia tavoletta "bodybord" di polistirolo e plastica. Gli ho risposto che era il modo migliore per allanere le spalle ed il collo per la posizione tutta particolare sulla tavola da surf. Ed e' venuto fuori che era un surfista anche lui. Californiano, con accento da film e il suo aspetto generale, poteva essere benissimo Leroy, il surfista pazzo di Un mercoledi' da leoni. 

E' venuto fuori che era dieci anni che non surfava ed adesso che ci si stava nuovamene dedicando aveva difficolta' col pop-up, l'atto del saltare sui piedi, il momento piu' critico della serfata. Aveva, ed ha, 62 anni. Quando gli ho detto la mia eta' mi ha trattato come fossi un ragazzino. Io gli ho consigliato di darsi agli squat e burpies in palestra e magari usare una tavola piu' lunga e stabile.

Non sembrava molto entusiasta all'idea di allenarsi in palestra. Ed ho quindi pensato che avesse poche speranze di migliorare.

Ma soprattutto, piu' tardi, un pensiero mi e' vebuto in testa: ed io?

62 anni non e' molto, considernado le persone che vedo in acqua normalmente.

Ma ce la faro' io a tenermi in una forma accettabile?

Non ne ho idea.

L'unica cosa che posso fare e insistere. Continuare a viaggiare tutte le volte che e' buono, e la palestra, e la piscina. Senza il surf avrei molto piu' tempo per fare e pensare ad altre cose. E meno acido lattico in circolo e magari anche dormire meglio.

Ma il numero di volte che andro' ancora a surfare e' un numero finito, che si assottiglia. 

E non ho trovato nulla che mi dia le emozioni che mi da il surf: il sole, l'acqua, l'adrenalina, la soddisfazione, il divertimento, la gioia. 

Posso solo continuare.

Maledetto 62.



06 May 2022

Not surfing

I’m sorry I’ve been away but things got in the way and I haven’t been surfing. Flood, work arrangements, friends like refugees, covid disease and stuff are fucking up my passion.

 It has been extremely frustrating and still is. I don’t want to spend time now complaining like a child so I’ll just stop here and wait for a better moment. 


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Mi dispiace esser stato via per cosi’ tanto ma una serie di cose si sono messe in mezzo tra me ed il surf: una alluvione, amici come riugiati, lavoro in remoto con tante variazioni, covid che aumenta, poi diminuisce, poi mi contagia, malessere, mareggiate, strade interrotte e cosi’ via. 

Ma non vorrei stare qua a piagnucolare quando nel mondo succedono cose piu’ gravi. Ed allora mi zittisco in attesa di ritrovare la forma, la mia routine, e le onde. 


04 January 2022

2022 starts with a bang! Cyclone Seth was here

 The festivities have been crazy.

Instead of being melting hot, the last 2 weeks have been cooler than every December I have ever saw in Queensland. It rained like hell, and the ocean has been flat. 

Flat up until last week, when the tropical cyclone Seth formed up in front of our coast and sent huge waves this direction. 

With these conditions Noosa, as always, was the only place for most surfers to enter the water safely.

Now, add the fact that Noosa in summer is always packed, really packed, that the pandemic made all QLD resident book their vacation in QLD, and then half Australia came up here as well, and you’ll get to a stand-still traffic situation that blocked Noosa for hours for several days in a row. Then also add the fact that in the water there were reaaally good surfers, but also 2 hundred more.

Mix it up, shake it, and you get the best receipt to make me stay home and give up my chances (0.001%) to score some waves.

I’ve managed to surf a bit before the cyclone, but nothing else.

I really hope to get some waves next weekend, after everyone else has been satisfied by the cyclone. 


Enjoy these videos - Noosa - Point Cartwright - Kirra:






Periodo pazzo.

Di solito da queste parti ci si squaglia a Natale, ma quest'anno e' stato ventoso, fresco, piovoso, grigio e il mare piatto.

Sino alla settimana scorsa, quando all'improvviso si e' formato il ciclone tropicale Seth proprio davanti alla costa ed ha sparato onde notevoli sulla costa (facendo anche danni).

Quando si incazza cosi' Noosa e' uno dei pochi posti in cui la gente normale puo' pensare di surfare. Ed e' dove anche io sarei andato e sono sempre andato in passato. Ma quest'anno si e' avuta una combinazione micidiale di vacanza natalizie, queenslanders che sono rimasti in Queensland per via della pandemia, australiani del sud che son venuti lo stesso, e Noosa che e' sempre piena anche in fredde giornate invernali, figurati cosi'. 

Risultato: strade bloccate tutti i giorni per diverse ore, 300mila surfisti in acqua, impossibile pensare di far qualcosa.  

E cosi' son rimasto a guardare. Ho rinunciato.

Ero riuscito a far qualcosa giusto prima del ciclone, ed ora spero che tra qualche giorno, con gli altri sazi di onde, riesca a raccogliere qualche briciola.

Consolatevi con alcuni video dell'evento.




26 November 2021

Waiting

 This is officially another la Nina year.

They say summer should see plenty of waves and more than 50% chances of at least 4 cyclones forming somewhere out at sea. (and a lot of rain, off course)

At the moment 2021 has been very surf-poor for me and there's no sign of any change yet.

Surfing makes me always longing for the next wave, the next session, the next week, the next month, the next season. The next anything. It seems it's never now. Almost never. Always waiting.

Let's wait for the summer then, for a change.


Experts say..


Questa estate, che inizia a breve, e' stata dichiarata ufficialmente stagione di La Nina.

Gli esperti dicono che arriveranno onde in quantita' e pure cicloni tropicali. Piu' del  50% di probabilita' di averne almeno 4, di cicloni. E pioggia, tanta pioggia.

Sino ad ora il 2021 e' stato molto povero di onde, per me. E a parte quello che dicono gli esperti, non ci sono segni di cambiamento, al momento.

Surfare mi fa vivere in costante desiderio della prossima onda, della prossima sessione, della prossima settimana, del prossimo mese, della prossima stagione. E' sempre la prossima volta, praticamente, mai adesso. Quasi mai adesso. Sempre in attesa.

Ed allora aspettiamo questa estate e la profezia di onde. Aspettiamo, tanto per cambiare.



01 November 2021

10 years

10 years of surfing.

It sounds like a lot, but there’ a significant difference between the span of time in which I’ve tried to learn to surf and the time I spent learning to surf.

We have 54 weekend in a year. And that’s pretty much how many times I can surf in a year. But you have to take out the time when conditions or social commitments impede me from going. Then you have to take out the time when I had some injuries, when I was sick, when I travelled, when I went back to Italy, when I had surgery, when there was a lockdown and so on..
Basically, I fluctuate between a dozen and forty something attempts a year. 
And a local could do what I’ve done in 10 years in just 365 day, potentially. Then, we could argue that the time I spent in the water is not the time I’ve spent surfing. So, ten years, really it sounds like a lot but it isn’t much at all. 

As I wrote before, I started only because someone gave me a surfboard and my friends insisted that I should have tried it. 
It was October 2011, and only in December I got the first real rush of adrenalin from surfing. It was a tiny left and being in the sweet spot the surfboard appeared to be going forever. That’s when I really thought I wanted to do it again. At that stage I thought that with a bit of practice I could have been doing stuff like the others.  I didn’t know what I was in for: how long it takes and the constant promise -that become a spell- of being ‘almost there’.

Also, it changed the way I see the sea. 
Initially I didn’t get why my friends suggested a place instead of others. Everything was the same to my eyes. Then practice trained my brain and I started to see the structure, like Neo when he sees the Matrix. In my still limited experience, I can now see the effects of the wind, the tides, the rips, the refraction and the reflection. I understand what the others are doing, and I can tell why beginners can’t catch a wave of why the fall.

Sometimes I look at sea scape paintings and can tell if the author knew what he was depicting or if he was just going with imagination.

Also, when I go back to Sardinia, in summer, and see a flat, placid Mediterranean Sea, I struggle to enjoy it. It’s like being in a empty, abandoned Olympic Stadium, full of echoes of legendary performances, but inevitably sad and decadent. But I can’t tell my peers. I pretend it’s great.

At the beginning I recorded hours of footage with the GoPro. It was cool because I could see my pop-ups and stance. How I was evolving. But then I realized I needed to see myself from the beach to better related to others’ videos and progress from there. So I stopped using the GoPro and I kind of miss that. Sometimes when I look at the footage I relive the waves and the emotions and the stoke of the day, and it’s a pity that I don’t have that anymore.

My goal is to be like one of the many aussies in the water. Average, decent surfer that can have fun. I don't ask too much. I've been thinking I'm almost there for years. In fact, I'm almost there. I don't need much. Just to put together a few things. Almost there, believe me.





My first wave, my first day as surfer. October 2011




10 anni di surf.

Sembra tanto ma in realta' c'e' un abisso tra questo lasso di tempo, nel quale ho tantato di praticare il surf, e il tempo in cui ho praticato surf. 
In un anno ci sono 54 settimane. Dunque un anno di surf per me significa indicativamente 54 weekend in cui andare a provarci. Ma bisogna togliere tutte le volte che, per condizioni ambientali o impegni personali, non mi e' possibile farlo. Poi bisogna togliere le volte che ho avuto infortuni, le volte che mi sono ammalato, le volte che ho fatto viaggi senza surf, le volte che son tornato in Italia, quando son finito all'ospedale, i lockdown e cosi' via.
Insomma, le mie annate di surf si riducono, negli anni peggiori, ad una decina di tentativi, e nei migliori ad una quarantina all'anno.

Cio' significa che chi vive davanti alla spiaggia in 365 giorni potrebbe potenzialmente fare quello che io ho fatto in 10 anni. 
Ci sarebbe poi da calcorare quanto tempo -in acqua- abbia passato in piedi sopra la tavola e quando seduto ad aspettare, ma vabbe'. Ci siamo capiti.

Come scritto in precedenza, ho iniziato senza convinzione solo perche' avevo ereditato involontariamente una tavola sgangherata ed alcuni amici insistevano che dovevo provarci.
Era appunto ottobre e ricordo che il primo momento di vera gioia arrivo' solo a dicembre, quando su una sinistra minuscola trovai il punto magico e la tavola non si fermava piu'. Quello fu la vera prima volta in cui pensai che volevo assolutamente rifarlo.
Inoltre pensavo che con qualche ora di pratica avrei potuto fare cose, un po' come tutti quelli che vedevo intorno a me. Mai avrei pensato alla lentezza dei progressi ed alla sensazione infinita di esserci quasi che mi ha imprigionato sin dal giorno di quella sinistra.  

E' poi incredibile pensare a come inizialmente non vedevo il mare. 
Un amico "ci portava" nel posto giusto ed io entravo in acqua senza capire che differenza avrebbe fatto andare da un'altra parte.
Solo la pratica ha costriuto nella mia testa l'immagine del mare e delle sue onde, e come funzionano, e come cosa e' buono e cosa e' male. 
Ora vedo cosa succede, vedo l'effetto delle maree, del vento, vedo i rip, la difrazione, la rifrazione, capisco le manovre degli altri, quello che stanno cercando di fare, le anticipo nella mia testa, vedo perche' i beginners non riescono a prenderle, e perche' cadono.
Ovviamente la mia rimane una comprensione comunque limitata. Ma e' comunque bello "vedere". 
Ogni tanto mi scopro a leggere il mare nei quadri, e capisco immediatamente  se il pittore andava di fantasia o meno, e se anche lui vedesse affettivamente il mare nel modo giusto.

Ma poi, in proposito, c'e' anche il lato negativo. Quando rientro in Sardagna d'estate e son tutti innamorati di una mare immobile, con una battigia minuscola, senza maree significative, e senza una fauna visibile. Faccio finta di niete ma "bello" non e' piu' quello che penso. E come se fossi in un autodromo, o stadio olimpico abbandonato. C'e nell'aria l'eco di gesta leggendarie e la promessa di nuove, future, ma anche tanta desolazione al presente. Ma non posso dirlo.  

Per i primi anni sono andato in acqua quasi sempre con la GoPro ed ho filmato ore ed ore di cadute ed onde sprecate nei modi piu' diversi. Era utile vedere il pop-up e la mia postura, ma quando ho cominciato a sfruttare meglio le onde, mi sono accorto che avevo bisogno di vedermi da piu' lontano per capire meglio le dinamiche e paragonarmi alla gente filmata su Youtube. Ad un certo punto ho quindi lasciato perdere. 
Un po' mi dispiace perche' quando rivedo quei filmati mi tornano alla mente intere giornate, onde specifiche, e sensazioni varie che da diversi anni non registro piu'. 

Il mare mi ha insegnato qualcosa?
Non lo so. Forse che devo riuscire ad avere pazienza, a stare sereno. Non saprei. Forse sto imparando ad avere meno aspettative e godermi di piu' il momento. Forse. 
Il mio obiettivo, da anni, e' quello di poter far parte della media. Confondermi coi surfisti che mi circondano, come uno dei tanti. Capace di divertirsi.
Sono anni che penso che ci sono quasi. Ed infatti ci sono quasi. Mi mancano giusto alcune cosette. Ci sono quasi. Ancora un poco e ci sono.


12 August 2021

Fare amicizia coi vicini - an old post

The following is a translation of an older post.
Check the English version here.


                       


Ho scoperto di non aver mai tradotto un post del 2017 che prende spunto da un altro blog.
Lo faccio ora, perche' meritava, e merita ancora.


Making friends with the neighbours.

L'ho detto in passato e lo ripeto: se passate di qua in cerca di qualcosa di interessante da leggere, andate a leggere anche questo blog, menzionato anche sulla sinistra, di Rebecca Olive.

Ci sono troppe pagine internet sul surf completamente inutili. Gente che vuole essere identificata come surfista, ma che si limita a pubblicare centinaia di foto inutili, viste e riviste, capiate, vuote, proponendo zero contenuti e zero pensieri.

Invece Rebecca scrive. Un sacco. Ed e' un piacere da leggere. E' concentrata sul surf femminile e sulla discriminazione -in acqua e non- che affligge questo mondo. Ma anche cosi', moltissimi suoi post toccano i nervi giusti.

Ce ne sono 3 in particolare che mi coinvolgono e da cui prendo spunto adesso. Questi 3 sono The ocean doesn't care (All'oceano non importa), Sitting wide (Seduta fuori), e Stupid women.

Leggere questi post mi fa vivere una varieta' di emozioni che non posso sintetizzare in un singolo, breve commento. Ho avuto bisogno di leggere, pensarci, e rileggere pure. Rebecca e' un caso rarissimo di surfista che condivide emozioni e pensieri a lungo macinati.

E' di Byron Bay ma al tempo di questo post viveva a Brisbane. E dunque leggerla mi ha dato l'impressione che stesse vivendo una tormentata trasformazione. Quella che porta da essere local ad essere un surfista pendolare, del weekend. E finalmente, per me, ora, nei suoi testi trovo -anche- riconosciuto gli sforzi che ho sempre dovuto fare io, che smettono di essere lamentele di uno sfigato e acquistano valore. Diventano realta'.

Riporto alcune frasi prese qua e la' che mi hanno colpito.
Quelle che piu' hanno a che fare con le mie esperienze. Solo ad esempio.

"Prendere onde di merda non e' un problema quando puoi surfare tutti i giorni. Ma quando essere in acqua diventa raro, allora lascia il segno."
Ecco, io non ho mai pensato che prendere onde di merda potesse non avere nessun effetto su un surfista. Per me e' una eventualita' impossibile, dato che surfare per me e' sempre stato un tentativo alla settimana che, se fallito, implica delusione, scoramento, e 6 nuovi interminabili giorni di attesa.

"..surfare tutti i giorni rende la gente anche piu' affamata di onde, e meno capace di apprezzare il momento, rispetto a chi ci va meno. Eppure vedo queste persone [che ci vanno meno], me inclusa, trattate come se avessimo rinunciato alla causa, come non fossimo davvero surfiste/i."
Ecco qua.
Questa frase conferma le mie paure e fa male. Non ci vivo al pensiero di essere considerato meno per via del fatto che surfo meno di altri. Che razza di ragionamento e'? Non lo accetto, non dopo il tempo che dedico incessantemente ad incastrare le cose della vita per riuscire a trovare il tempo per allenarmi ed andare, nonostante tutto. E' un insulto. Il mio surfare si traduce in un impegno mentale e fisico che chi vive davanti alla spiaggia non puo' comprendere e che non puo' che far sembrare LORO dei pigri che fanno surf per puro caso.

"..significa anche che appartenere ad un posto e' diverso, si appartiene per che ci si va, non perche' lo si dichiara proprio"
Questo mi piace. Ed e' vero.
Sono innamorato dei posti che frequento. Non posso fare a meno di notare le montagne, il cielo, la luce, la forma della costa, le foci, gli alberi, gli edifici, i colori e tutto il resto. E finisco per conoscere i bar, i ristoranti, i parcheggi, le vie, i marciapiedi, le scorciatoie, le rocce, le correnti, le maree, le docce, i bagni e pure i locals che rivedo sempre. Provo un senso di appartenenza identico a quello della mia isola.

"Prendere onde quando si vive lontani non e' facile. E' un premio sudato, basato su decisioni specifiche e impegno. Quando sei molto impegnato lontano dal mare, andare a surfare significa prendere un giorno di ferie o attendere il weekend, e/o non incontrare gli amici, o non fare cose in casa, o non stare a letto anche se si e' stanchi, oppure non consegnare in tempo un lavoro, o lasciar perdere una miriade di altre cose che hai deciso di non prioritarizzare. E quando surfare implica tutto cio', allora surfare significa tanto."
Esatto! Davvere tanto!

"Stavo seduta fuori [sulla spalla delle onde] per piu' ragioni che semplicemente per la mia abilita' o la mia tavola. Stavo seduta fuori perche' non mi piace la competizione in un line-up affollato. Non im piace lottare per le onde, non mi piace doverle vincere. Surfo perche' non mi piacciono gli sport competitivi o di squadra. Surfo perche' mi piace stare in acqua, nella natura, a modo mio."
Rebecca qua mi ha dato da pensare.
Ed ho scoperto che se a me non piacciono le lotte nei line-up affollati, e' perche' non sono abbastanza bravo, giovane ed aggressivo per poter vincere la lotta. Se lo fossi domani, come per magia, allora andrei la in mezzo a prendermi la rivincita. Idelamente.
Ma e' anche vero che poi probabilmente lascerei perdere in ogni caso, perche' come dice lei, io vado la per divertirmi e distrarmi, a godere della bellezza del mare e della strana magia di cavalcare l'energia delle onde.
E' pur vero pero' che stare seduto fuori e' sempre stata l'unica opzione per me, mentre per lei e' una -relativamente- nuova dimensione.

"Stare seduta fuori mi ha insegnato come surfare al di fuori della line-up, e a dar valore a cose diverse dallo status e dalla performance. Mi ha aiutato a diventare piu' paziente in acqua, ad aspettarmi meno, e lasciare piu' spazio per chi ha meno abilita' di me. Seduti fouri ci sono meno cose in gioco: i takeoff sono meno impegnativi, la folla e' piu' diradata e c'e' meno ego. Non sempre, ma spesso."
Strano.
Per me e' sempre stata una costrizione che mi fa soffrire. Ovvio, anche io non mi aspetto molto il piu' delle volte, ma una sessione deludente mi butta giu' in ogni caso.
Poi certo, io voglio divertirmi. Passo spesso il tempo a sorridere, chiacchierare con gli amici, e mi piace molto anche vedere gli altri fare qualcosa di bello. Salutare e vedere altre facce sorridenti mi allevia l'animo. E alle volte devo trattenermi dall'andare a dare consigli ai principianti.
Pero', ecco, io non saprei dire se il mare mi abbia insegnato qualcosa.
Forse che potrei essere una persona migliore? Non so.

"Non provo rispetto per le persone solo basandomi sul loro surfare."
Ovvio!

"Per me il miglior surfista in acqua e 'colui che prende le onde, ma che sa anche lasciarle agli altri, che sa godere dal vedere anche gli altri divertirsi, che non surfa alle spese degli altri."
Parole sante!

"Stare seduta fuori mi aiuta ad essere una surfista migliore. Mi fa vedere meglio, capire meglio, sapere di piu'. Mi aiuta ad avere piu' pazienza e meno aspettative. Mi aiuta ad apprezzare meglio le onde che prendo, e godere di piu' del tempo in acqua."
Non puoi capire il mio sollievo quando finalmente mi siedo in acqua e posso pensare a quale onda raccogliere!

Grazie Rebecca per il tuo scrivere, e per le cose a cui mi fai pensare.


03 June 2021

The circus

Over time I've seen all sort of tricks in the water.

I've seen people jumping high on shortboards, riding tubes, beautiful hang-ten, switch-foot, stylish drop-knee turns, and also people doing handstands, couples doing figures like a ballroom competition, dogs surfing better than me, spins and slides without fins...

But I've never seen anyone takin-off going backward. Yet.

Some weeks ago this guy with a longboard was paddling out when he saw a wave coming (no need to say that I was waiting for it nearby, but obviously right then he was in priority over me). So he decided to paddle backward and -without worrying about where he was going- he got it that way. He popped-up going backward, turned the board like an helicopter blade and away he went, like everything was normal.

And I was there, on the shoulder, trying to catch the leftovers. Just try to imagine how many waves I didn't get while surrounded by these guys training for the circus.



In acqua col tempo ho visto fare di tutto.

I salti con le tavolette, corse dentro al tubo, hang-ten spettacoltari, switch foot, drop knee turns, la verticale sulla testa, coppie in figure da balletto classico, cani disinvolti, tavole da 15 piedi, giravolte senza pinne...

Ma non avevo ancora visto uno partire in retromarcia.

Qualche settimana fa sto giovanotto sul longboard ha visto un’onda arrivare mentre remava fuori. Allora ha remato al contrario, all’indietro, e senza guardare dove andava ha preso l’onda al contrario. Dopodiche’ si e’ alzato andando all’indietro, ha girato la tavola come fosse la pala di un elicottero ed ha continuato normalmente in scioltezza.

Ed io ero li, che tentavo di raccogliere gli scarti lasciati da questi marziani. Immaginate quante onde non ho potuto prendere in mezzo a questi che facevano il circo. 



08 April 2021

In the dark

Days of darkness, deluge, wind, tempest and lockdown.

Sunday afternoon I saw a possibility and navigated to Noosa, where I could challenge a thousand others for a single wave.

Not a great idea. Waves were big and the level was high. I just got a few, which I spent surfing around others rather than thinking on what to do. A few more time I was positioned right to get one of those anomalies, but there were so many people in front of me that I bailed out. I couldn’t see where to go safely!

However, after many days of boredom and nothingness, I kept calm and cool. 
It was good just to be there. Under the rain, running away from the killer sets, looking at the silver surface of the water, seeing dolphins having fun, sharing the excitement with the other, the eagerness to get one, the beauty of the waves, while all other humans were on the couch.

Probably it wasn't worth the drive. But it has been good for my soul.




Time to go


Sono stati giorni di buio, vento, freddo, nubifragi, mareggiate, lockdown.

Domenica pomeriggio ho intravisto uno spiraglio, e mosso dalla disperazione ho navigato sino a Noosa, dove era possibile entrare in acqua a contendersi onde grandi e potenti con un migliaio di altre persone.

E' stata l'ennesima pena. Solo una manciata di scarti presi, surfati pensando a schivare gli altri invece che gestire le onde. Un po' di volte ero pure pronto a partire in posizione strategica, dopo lunghe attese, ma davanti a me, quasi due metri piu' in basso, mi son ritrovato una distesa di corpi e tavole talmente fitta che non ho avuto il coraggio di buttarmici. Troppo pericoloso. 

Tuttavia, dopo tante giornate in catalessi, questa volta sono rimasto sereno.

Anzi, mi e' piaciuto stare la. Sotto la pioggia, a schivare onde stupefacenti e surfisti bravissimi; a guardare la superfice dell'acqua color mercurio; a vedere delfini saltare e giocare poco lontano; a condividere con gli altri la frustrazione e la bramosia di prendere almeno un'onda; a dire sono qua in mezzo a vivere questo momento particolare, con l'adrenalina, mentre l'umanita' e' a casa sul divano.

E' stata l'ennesima pena. Ma e' stato anche bello.

24 February 2021

Overhead!

 

Too big, too small, too big again.

There’s no in between these days!

Last weekend I gave up, expecting 3ft and finding waves double overhead. The weekend before I ended up surfing barely 1ft with the performer longboard, since the other one was under repair. The one before I had to go to Noosa to find the right (smaller) size for me.

My craving for improvement is forever left unsatisfied, forever postponing the day I can surf enough to make a step forward.

Looking those big waves from the beach was also good, even though I didn’t see anyone ripping those monsters. It made me feel better as we are used to see impressive things on the internet, but then normal surfers are not that far from me, actually.

 On a side note, surfing the Brett White -performer- 9.1 longboard on super small waves made me realise how much that board is wasted in my hands. This board helped me progress, and it’s super on steep walls. But I mostly surf small waves, and the Sea Plane 9.1 by Beau Young is giving me the right balance for my usual sessions: loose enough to have fun, but steady and heavy enough to learn to nose ride.

Now I’m even thinking of buying a 100% nose rider board. I’m tempted. I feel it can be the right time.


Double overhead at Kirra! 



Non ci sono mezze misure. O gigante o minuscolo.

Sono andato convinto di trovare 3 piedi e mi sono trovato davanti 3 metri serissimi.
La volta precedente era piccolissimo e la volta prima sono dovuto andare a Noosa per evitare mostri.

Ho in testa delle cose da provare e l'idea di poter migliorare, ma rimando all'infinito all'occasione giusta.
Ho finito per stare a guardare le onde e i giovani scavezzacollo che si sono cimentati. Alla fine, in un giorno non publicizzato (forse inaspettato un po' per tutti) di onde grandi, le persone in acqua non facevano nessun numero particolare. Segno che forse non sono cosi' lontano dalla media del surfista comune.

Tornando alla giornata di onde minuscole, sono entrato con la performer perche' l'altra era a riparare per via di un'onda assassina a Noosa. Ovviamente stavo usando la tavola sbagliata, ma la cosa interessante e' che ne ho percepito l'inadeguatezza, allo stesso in modo in cui a suo tempo mi sono convinto di doverne provare un'altra. La Brett White 9.1 e' fantastica su pareti alte e ripide, ed a suo tempo mi ha aperto un mondo di possibilita'. Pero' alla fine io surfo, o cerco di surfare onde medio piccole, e la Sea Plane 9.1 di Beau Young si e' rivelata piu' adatta a me. Abbastanza sciolta sulla coda per divertirsi, ma stabile e pesantuccia per farti camminare e stare sul naso.   

Ora addirittura sto pensando a prendere un log totale, cioe' un noserider senza compromessi. A vedere gli altri che fanno noseriding mi accorgo che la tavola li aiuta in certi frangenti. Mumble mumble.. 



20 January 2021

On a super small day

It was small and getting smaller under the incoming tide.

The beach breaks in the area were super busy so I went to the usual, almost flat, point.

Everyone was near the beach and I went further out were I saw some white water. I guy followed me immediately and after I got the first wave he told me that "It was the first ridden wave in an hour!" "I'll keep that in mind then!" I replied paddling back.
And I got another one. And a dozen more. All terribly mushy and stupid. But I was surfing anyway. People followed and soon we had a small crowd around the spot I picked.
They were all beginners and nobody challenged my dumb supremacy on a dumb wave. I saw the guy who was predicting failure getting more and more frustrated. And embarrassed by his inability to catch those waves while I was going back and forth in the same spec of water. He left soon, poor guy.

Then the tide went further up and waves disappeared for real.  
It felt strange being the proficient surfer among the small crowd, when usually I am the one who has to fight to catch one.



I should have gone for a beach break but the good spots were taken by bloody kids!



L'altro giorno ho involontariamente imbarazzato uno. 

Era quasi piatto e tutti stavano piu' o meno vicino riva. Io pero' vedevo un po' di schiuma in fondo, verso il molo, ed ho deciso di andare da quella parte. 
Mi ci sono recato che ero solo, ed immediatamente un tipo mi ha seguito. 
Neanche un minuto di attesa ed ho iniziato a remare per un'onda che sembrava fattibilee. L'ho presa, moscia, ho girato a sinistra per rimanere nel pocket ed ho planato che ero gia' sopra le prime rocce. Non c'e' molta strada dove andare e mi son fermato. Come ho remato per tornare al punto di partenza il tipo mi ha detto: "E' la prima onda presa che ho visto nell'ultima ora!" "Oh no" ho risposto "Allora non mi faccio illusioni". (La cosa suonava pero' strana, perche' all'alba con la bassa marea sicuramente i locals stavano surfando.) 
In ogni caso dopo forse un minuto ne ho preso un'altra, simile alla precedente. E sono immediatamente arrivati altri ragazzi e ragazze. Il punto scelto da me si e' affollato con una decina di persone in 5 metri quadrati. Non ho preso tutte quelle buone che passavano (buone si fa per dire), ma ho continuato a prenderle a buon ritmo. Gli altri non solo non mi intralciavano, ma non si mettevano sul picco neanche quando mi spostavo. Ed il tipo che sosteneva fosse una giornata insurfabile, non riusciva a prenderle neanche la. Ho notato il suo imbarazzo nel verdermi fare continuamente avanti ed in dietro e la usa incapacita' di prenderne una. Dopo poco e' uscito, probabilmente demoralizzato. 

Poi la marea ha continuato a salire e le onde sono davvero sparite. Ma mi ha fatto un effetto strano essere quello piu' esperto in acqua e essere circondato da persone che non osavano intralciarmi. Effetti magici dell'estate e della folla di vacanzieri. Ovviemente se fosse stata una giornata degna avrei dovuto sudarle tutte come al solito.

03 January 2021

One wave #4

One wave is what I surfed the other day at Kirra.
I thought it was going to be another small day and didn’t pay too much attention at the forecast. I was wrong.
From the beach it looked like I could manage it and actually I was able to pass the breakers without too much drama. But boy!
The ocean was alive, the currents were very strong and amazing and terrifying (for me) set of waves were rolling in, exploding like thunders.
I’ve seen some walls of water more than 2m tall and 200m wide coming in, breaking perfectly from the pier for a 100 meters, then becoming a total closeout behind me.
I paddled, and paddled, and paddled, just to stay out of trouble.
After twenty minutes I was thinking of how to get back to the beach safely. After thirty minutes I thought it was possible to surf some of them. After forty minutes I gave up on the idea, since I couldn’t sit still. After fifty minutes I was really tired and decided to just get one and go back to land.

How peculiar. I’ve ridden waves of similar size before, at Kirra even, but in days were the ocean looked like more like a pond.

Some hours after that I was at the supermarket, watching people doing their business and thinking of were I was just before. The walls of water, the thunders, the spray, the silence among the surfers, the paddling to safety, the beach far away and the immense body of water. Restless water.
Sometimes it seems like visiting another dimension (beautiful or scary), and seeing things that other humans can’t. 

Am I lucky or just stupid?

 

 

A beach break. From the car-park waves look always small, don't they?

Un’onda è quella che ho surfato sabato a Kirra.

Non sono stato molto attento alle previsioni ma pensavo sarebbe stato piccolo come al solito.
Invece era abbastanza grosso.
Dopo aver fatto il solito viaggio in macchina non volevo rinunciare senza provarci. Ho guardato un poco e notato dei momenti di pausa. Ho visto il noto canale e pensato di poterne prendere qualcuna più o meno come al solito.
Sono entrato con calma, ho remato, aspettato, sfruttato il canale, e remato ancora per superare i frangenti al momento giusto. A parte la fatica dell’ultimo lungo sprint, ed una valanga in testa, mi son ritrovato fuori senza grossi patemi. Ed è stato la che mi sono reso conto dell’errore.
L’oceano è una bestia strana. Ogni volta è diverso.
Questa volta l’acqua, bellissima e calda, era inquieta. Era una mareggiata attiva. Il solito fiume trasversale era in piena e spingeva verso nord a velocità sostenuta. Per qualche motivo insolito la corrente spingeva anche verso riva, portandoti facilmente nella zona di impatto. E le onde arrivavano in set di 3 o 4 bombe, grandi e a tratti spaventose. Le peggiori e allo stesso tempo le più incredibili erano muri d’acqua credo oltre i due metri, larghi forse 200, che occupavano l’orizzonte. Rompevano mirabilmente davanti al molo di pietra, ma poi diventavano un enorme, terrificante close-out. Altre erano più localizzate, ma sempre gonfie ed in procinto di esplodere.
Sono riuscito ad individuarne alcune più docili, aperte a destra, che avrei potuto provare a prendere, ma avrei avuto bisogno di osservarne con calma alcune e scegliere bene il punto di partenza. E non mi era possibile. Tutte le volte che mi sedevo tornavo indietro verso il disastro. In pratica mi son ritrovato a remare ininterrottamente solo per tentare di stare al sicuro.
In acqua questa volta c’erano pochi ragazzi australiani, giovani, biondi come da stereotipo, con le tavolette. Niente persone di una certa età e solo due col longboard, oltre me. Una ciurma esigua per il posto ed il periodo.  Tutti i vacanzieri hanno lasciato perdere e forse avrei fatto meglio a far lo stesso pure io.
Ho remato. E remato. E remato. Schivato valanghe e remato ancora. Dopo venti minuti pensavo a come prenderne una per tornare in spiaggia senza essere travolto. Dopo trenta ho pensato che forse qualcuna l’avrei potuta prendere. Dopo quaranta ho lasciato perdere. Dopo cinquanta la stanchezza cominciava ad essere seria ed ho deciso che dovevo tornare in spiaggia. Ho fatto passare un set grosso e preso con fatica uno scarto seguente, che per fortuna mi ha portato a riva.
Era da molto che non mi ritrovavo a cospetto di onde serie, e ancor di più in un mare così irrequieto.
Piu’ o meno le stesse onde, o di grandezza simile, le ho anche prese in passato, pure a Kirra, ma in giornate in cui il mare al cospetto sembrava uno stagno.
Sono due giorni che ci penso.
Qualche ora dopo ero al supermercato a fare la spesa. Circondato dalla solita gente indaffarata.
Mi tornavano in mente le onde enormi (per me) che ho visto passare, gli spruzzi d’acqua, il boato, la visione della spiaggia lontana, la gente a remare per schivare la prossima valanga. Il silenzio di noi essere umani nel frastuono di quelle onde. L’acqua. La distesa d’acqua infinita ed incazzata.
Molte persone non avevano idea del mondo parallelo in cui ero stato poco prima.
Alle volte è proprio come essere in un'altra dimensione (bella o meno bella) che gli altri non possono vedere.
 

31 December 2020

Waiting for 2021

Near the end of 2020.

A stupid year that gave more waves than usual and during which I surfed way less than ever.

Since I started the year at the wavepool, the destiny had to find a way to slow me down, not wanting to risk me doing real progress. So, in this me-centric vision, the pandemic was made to stop me.

Yes, things were bad all over the world. Still are. So, let's just leave this year behind with the childish idea that from tomorrow morning everything will be alright. 
 

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 E volge dunque al termine questo anno disgraziato.

Un anno che mi ha pure preso per il culo dato che ha sfornato mesi di onde, si, ma in piena pandemia.

Avendo iniziato con una indigestione di surf alla wavepool, il destino ha pensato bene di fermarmi e trasformare il 2020 nell'anno in cui ho surfato di meno in assoluto. 

I progressi. I fantomatici progressi che credo di riuscire a fare continuano ad essere spalmati su tempi biblici, o ere geologiche. Avessi altri 40 anni di tentativi come Mose' in un deserto acquoso, forse riuscirei ad arrivare alla terra promessa di belle manovre e nose-riding stilosi.

Invece il surf prima mi esalta e poi mi deride, ricordandomi, specie in questo annus horribilis, quanto poco tempo si ha a disposizione. 

Venga dunque il 2021. Nella ingenua speranza che da domani mattina sia tutto meglio.

 

22 December 2020

The left!

 Got it!

 I went in the area with the idea of surfing on the north side and find a nice size and no wind. But the forecast was wrong, and the conditions were poor, wind affected. So, I just drove around with no expectations and finally saw the left point working!

I rushed to the water in fear of the coming tide and started to take the measures of the place. We were just a bunch of people there, while all the others were surfing the more famous beach break and the river mouth (which I can't stand it for it's stupid currents and disappointing rides).

I'm so used to go right back-hand that surfing left it's weird and it doesn't come as immediate as you would imagine.

Anyway, the place it's an actual Queensland point break. Nice, clean rolling wave, just small in comparison to the famous places. Ideal for fun longboarding.

Unfortunately, the bottom seems to be sort of deep water and while seemingly good waves crash on the rocks, it doesn’t take much for the tide to bury all the rest in too much water. The wait grew longer and longer, and I left the place in just over an hour.

 I guess overall it's a fun alternative for the locals, but not worth commuting for.

I'm happy I was finally able to try it and to snatch few rides out of a stupid wind-affected day.  



This was another day


Trovata!

Sono andato in zona a surfare sull'altro lato aspettandomi onde un po' grandi e qualcher ora di tregua dal vento.

Invece il vento era gia' forte e le onde pessime. Sono andato allora a dare uno sguardo alla sinistra, giusto per, e con mia grande sorpresa era li a srotolarsi vicino alle rocce.

Ho tentato di fare in fretta perche' sapevo che con le forti maree di questo periodo sarebbe bastato poco tempo perche' scomparisse sotto un metro d'acqua di troppo.

In acqua eravamo 7 (tutti gli altri a surfare la ben piu' nota spiaggia e foce del fiume, in balia del vento e della corrente bizzarra del fiume. Non sopporto quel posto.), poi una quindicina, poi nuovamente una manciata.

Ho fatto in tempo a prenderne alcune decenti, provando l'insolita -per me- esperienza di fare il pop-up e surfare sul lato 'dritto' per poi tornare indietro di spalle. Devo dire che l'onda ha qualita', si srotola abbastanza bene e presenta qualche sezione da interpretare dovuta ovviamente al fondale, roccioso. Un vero e proprio point break come gli altri piu' famosi, solo su piccola, piccola scala. Ed ovviamente prono a scomparire in fretta.

E cosi' e' stato. Le attese si sono subito allungate e dopo poco piu' di un'ora ho lasciato perdere, dovendo pure giocarmi le ultime onde visibili con gli altri avventori del luogo.

Il giorno che l'ho vista per la prima volta doveva essere al suo meglio. Mi rendo conto che e' una alternativa divertente e sfiziosa per i locals, ma non vale un viaggio apposito, purtroppo. Se non in tempo di lunga astinenza.  

In ogni caso soddisfatto dell'esperienza e di aver strappato una surfatina al vento avverso.

20 November 2020

Beggars

 Beggars are not choosers, tells me the old guy with his longboard on his head.

It’s 6am and there’s tiny swell coming from the East, just enough to be visible with high tide. But I can’t wait for the afternoon because the northerly winds will be back soon. It’s here and now, or never.

I’m standing under a tree, trying to avoid the ludicrous heat of the sun, and I’m assessing my inexistent options. 

Beggars are not choosers, tells me the guy passing by. 

Bloody hell. I’m a beggar. I’m begging for some waves. I’ve been begging for days. Weeks. Years. I cant’s stop doing that. And now I really need some. 

I walk back to the car and decide to embrace my condition. Like an addict. Yes. I’m going there and I’ll catch tiny stupid waves. I’m not a chooser. Give me what you got. It’ll do. Just give it to me. 






Beggars are not choosers - I mendicanti non possono scegliere, mi dice l'uomo di mezza eta' con il longboard sulla testa.

Sono le 6 del mattino e un piccolo moto ondoso arriva da est. Guisto il tanto di essere percepibile nell'alta marea. Ma non posso aspettare il pomeriggio a causa dei soliti venti da nord che inizieranno a soffiare presto. E' adesso o niente.

Guardo il mare all'ombra di un albero, cercando di evitare il sole ed il caldo esagerato di questa mattina rovente. E ripassando mentalmente le mie opzioni inesistenti. Calcoli inutili.

I mendicanti non possono scegliere, mi dice il tipo mentre passa.

Ma porca miseria. Me ne accorgo solo ora. A lui e' bastato uno sguardo. Sono un mendicante. Chiedo la carita' da giorni. Settimane. Anni! E non riesco a fermarmi. E ora ne ho davvero bisogno.

Torno alla macchina e decido di accettare la mia condizione, come un tossicomane. Si. Andro' in acqua e mi mettero' a raccogliere mozziconi di onde. Stupide, minuscole onde. Non sono nella condizione di scegliere. Mare, dammi quel che hai! Qualsiasi cosa! A questo punto non importa. Me lo faro' andare bene. Semplicemente, dammelo.

03 November 2020

Bloody left

 Since I saw her in September I’ve been there at least 4 times.

500km of road (one way) just for her, for nothing.
And yet this must be her season. The silly season of northerly winds that make this coastline cry. That is until the new year. Then, she will be definitely gone.
But I fear she was an exception anyway. I must have seen a mirage. An oasis in the desert. I thought it would have been easy to find her again. But no, this wave is like a ghost.
No winds or swell from the south side, and that much was clear. But also the right size and tide are very important. Very, very picky wave.

Sunday I woke up at 6am, by 6.30 I was driving, at 8 I was cursing in the car park, not only against the tide but also against the wind, already wrong. The wave was barely visible. There was just me, a fisherman, and some other observers, although without surfboards or bags, or even the drive. Easy life, the locals.

My plan B turned out to be poor as well. Just a stupid day for surfing, basically. This wave was supposed to be my solution for this stupid days, but it is becoming a pain instead.
No problems. The locals can find a window of suitable conditions in the next few days, as usual.  Not me. I’m home waiting, as usual.
Sometimes I wonder how the hell I learned what I learned.

 

1.5m from NE. Are you kidding me?

 

Maledetta sinistra.

Da quando l’ho vista a settembre ci son passato almeno 4 volte. Circa 500km (solo andata) di spostamenti per andarla a trovare, e lei niente.
Eppure questa e’ la sua stagione. La stagione idiota dei venti da nord che fa penare questa costa sino a gennaio. Dopodiche’ rimarra’ invisibile, impossibile.
Sospetto che fosse una eccezzione. Ho visto sicuramente un miraggio. Un’oasi nel deserto. Era la’ davanti a me e ho pensato fosse semplice ritrovarla. Invece no.
Niente venti dal quadrante sud. Niente mareggiate dal quadrante sud, ed era chiaro. Si mareggiate da est, ma a quanto pare al di sotto di un metro non si degna. Se poi arriva angolata da nord-est allora deve pompare. E la marea, quella in ogni caso deve essere bassa. Ma proprio bassa.

Oggi dava un metro e mezzo a 7 secondi da nord-est in calata. Il vento anch’esso da nord, avrebbe girato da sud per le nove del mattino. Bassa marea al pomeriggio, quando sarebbe stato troppo tardi.
Mi sono svegliato alle 6, alle 6.30 ero in macchina. Alle 8 ero parcheggiato davanti al miraggio, col vento che aveva gia’ girato incasinando l’acqua, e sopratutto l’alta marea a seppellire il tutto. Niente. Schiuma solo sulle rocce, un pescatore, ed alcuni osservatori come me, ma senza tavola, bagaglio e un’ora d’auto come il sottoscritto. Bella la vita dei locals.
Il piano B prevedeva una surfata sul lato opposto, ma lo swell, angolatissimo da nord e l’alta marea rendeva triste anche quella opzione, con le onde dirette sulle rocce invece che alla spiaggia. Solo 3 disperati in acqua.

Niente surf. Non c’e’ problema. I locals possono trovare una finestra buona questa settimana, come sempre, da un lato o dall’altro. Io a casa, ad aspettare, rimandare.
Alle volte mi chiedo come abbia fatto ad imparare quel poco che ho imparato.

 

30 September 2020

A left!

I was about to write my frustration about always surfing goofy with right waves, when I’ve found this little fun left. 
I could have seen this way before if only I had the time to go around exploring. But I don’t have the time. I 'm very curious and I can’t wait to surf it. The only problem is that this is an exception and I fear (suspect) it works only as exception.. 
I didn’t surf in the last 3 weeks and I can’t wait. 
 
 
 

 The guy should have had a long..


Stavo giusto per scrivere che son stufo di surfare sempre di rovescio, ed ho trovato questa sinistra carina.
 
Il problema e' che e' una eccezzione ed e' probabile che funzioni raramente. Certamente e' una opzione in piu'. E sicuramente ci avrei potuto surfare molte volte in questi anni se solo avessi avuto il tempo di girare alla ricerca di onde e vederla. Ma il tempo mi e' sempre tiranno. 
Sono molto incuriosito e son fermo da tre settimane. Ho una voglia da impazzire. 

25 August 2020

Slow

Sometimes I still make this mistake.

I turn hard and I fall.

Sometimes you need to go back to the basics. But the problem is always the same: practice. I don't surf enough to improve as much as I'd like.

The other day I thought that I surf 3 to 4 times a month. There are a lot of people who do that in a week. It's like the story of the twin brother that goes traveling at speed light and come back younger than his brother. Two different timelines. That's me. The others are going at speed light while I'm getting older.

I'm frustrated. 

 

 



Qualche volta faccio ancora cosi'.

Mi butto per una curva poderosa e mi ritrovo in acqua. Mi butto in acqua.

Certe volte e' necessario tornare a ripassare i principi di base. Ricordarsi di spostare i piedi, di fare questo e quello. Ma non e' possibile farlo in modo programmato surfando solo 3 o 4 volte al mese, in posti affollati e con onde che non ti danno cio' che serve. E moltissime persono attorno a me fanno 3 o 4 sessioni in una settimana.

E' come la storia dei fratelli gemelli. Quello che parte alla velocita' della luce e poi torna meno invecchiato dell'altro. Due linee temporali differenti. Io sono quello che rimane a terra. Divento vecchio facendo progressi da tartaruga.

Frustrazione.



02 March 2020

Drunk! - My Wavegarden Cove experience

For details and info about surfing at URBNSURF, check this post.



It's dark when we arrive. And cold. And it rains.
In Melbourne can be winter any day of the year.

We jump in the van heading towards the hotel and I look out the window in search of the wavepool. When I see lights, like a football field, I know it's it. The van goes around it and I can see the entrance, and people, and waves, and surfers on the waves.
It's surreal. It's URBNSURF.

At the hotel I can hear a familiar sound: the ocean. But it's not that. It's the sound of man-made waves, and it's exactly the same. I can't wait for tomorrow.

At breakfast I ate a lot in preparation to the number of waves that I'm gonna get, all for me. I don't want to miss out.

We enter. It's a nice place. There's people everywhere. And waves, and surfers on them. I'm excited, people are excited. Usually in Australia for sport activities you get a lot of safety instructions. Here I want explanations and precise instructions.
We get nothing. It makes me nervous.


Ten minutes to go and finally we gather near the lifesavers tower. A typical Australian 'no worries' bogan surfer tells us few useless notions and sends us out. He also says waves are starting. So people rush in, but I'm carrying 9ft, 10kg surfboard with me. I try to speed up and as soon as I put my foot in the wet cement I slid down, ass on the ground. Perfect. My official debut at URBNSURF is the saddest I could imagine. A classic me. But there's no time to self-pity. The surfboard is fine and I want to get there.

The waves appear while we are still paddling. We go up and down and sideways. It's an alien setting. I'm trying to keep my board from hitting the pier of the others and I don't have time to understand what's happening. Soon it's my turn and I have no idea of what should I do. There are waves, but there are no waves coming at me. I turn my board and do as the others. A wave appears like magic. And it's too steep. Seriously? I try to save it but I fail. I get the washing machine treatment.

I try the get out of the way and in the process I find myself fighting against the water and the surfboard like a kook. I try to get a dignified appearance but I'm only wasting time and energies. There I go, I think, my usual kook/me, what a waste of money.

Finally I get back in line. I'm not the only one who failed, but this is not a relief. The carousel starts again. Up and down we go, current, traffic, it's messy. Again comes my turn and I don't know what the fuck should I do. There are no waves at the horizon, there is no horizon, I can't take aim at shit. I just move away from the external wall, the peak of the wave, then it's time to paddle. Still too steep. I grab the rail. I fail.


I get out of the way while I collect more waves on my head. What the fuck am I doing here? My wife, my friends, hundreds of people are watching me. Today, of all days! Why this? I go around again. My friends are unhappy as well. We suck. I'm frustrated and upset. WTF. I swear I can do this shit. I swear I surfed bigger waves that this. I swear!

I decide I need to do it my way. These blokes with shortboards take off near the wall and literally drop into the wave. I can't copy it. I need room. When the guy in front of me takes position, I go behind him, further back than anyone else. I also aim sideways, near the line. Get out of my way. Fuck your drop and your wall. The water disappears, then comes up. I place myself carefully on the board and paddle hard. I feel the wave sucking. I got it. Fuck it. This one is mine.

I do some little turns, exploring. The wave is nice and easy. Ok. I get back in line.

I go for another one, I push too much sideways and I loose it from below my feet. Fuck me. At least I'm beside the line and I take position right away.

I go for another one one, get it, and I ride it all the way to the last bit. Doing nothing, just riding it.

I get another one, I try to cross step. The nose dives. That's ok. But I find myself in the wrong spot and I have to fight the rip to get back in line.

I get another one, they are all different. This time I turn left. It's useless. Not a problem, just that I'm again in the wrong spot and I have to paddle hard. Wtf.

I get another one, and this time my cross step has a better timing. I stay near the nose for a couple a second. Not bad. I finish near the pier and this time it's an easy ride to the line.

I'm kind of having fun, but still uncomfortable. The pool is an alien place and everything goes too fast to understand things.

I get another 6 waves, trying to get into the rhythm. Meanwhile the wave seems to get bigger and I feel a little better.

The siren tells us it's over. At the end I surfed a good number of waves, but am I happy?

Lunch break. I look at the others in the water. Some fail, some are great. The excitement is still high and we are busy talking. I feel I don't have the time to really think about the waves. Also, I spent a lot of energy fighting the water. This is a sort of high intensity training! At least my back is still ok.

It's us again.
This time a girl gives us more info and says that we'll go through 3 different settings, making the waves bigger. She also point to a little flag on the wall as a take-off marker. Wtf. She comes in with us.


The carousel starts.
I keep true to my personal take-off. I don't care about the flag. I explore the waves and I start to have fun. The girl announces the changes and it's exciting. I try few more time to cross step, but like before, I become alive when the waves get bigger. Now I draw big arches in the water using all the face and keeping the speed. It feels great. The wave now reminds me of National Park, Noosa. There are no sections, yes, but it's very similar in shape. Not bad at all!

This time when the it's over I'm disappointed. We were really getting into it.
There's no frustration anymore and we are happy.

I spend the evening thinking about the 7'6. Should I use it tomorrow?
Don't change board mate! Put on a 2+1 but keep it simple. Yea, you may be right.

I wake up with sore shoulders and neck. I'm stiff like a piece of wood. 2 hours of constant exercise in the water is more than a usual session. My back is tired.

The carousel starts and I'm not sure I'm gonna last.
The water wakes me up, finally. I surf conservative. I don't want to waste energy. The take-off is ok now and I'm trying to paddle less. I also aim to finish near the pier. This is influencing how I manage the waves. But when I try something new and fail, it's a punishment.
The board is very responsive, but I'm not enjoying it as much. I'm missing the spring effect of the single fin. I'm surfing mechanically.
When it's over I'm surprised I'm still going.

Lunch break, I lay down on the lawn.
I'm going back to single fin. There's no time left for the 7'6. Or better, there's no strength left in me to try it. But consideringmy my limited fitness and  my funny back it could have been even worse.

The carousel starts.
I'm drunk of waves. I would go home if I didn't pay already.
I got too many waves in a too short time. And above all, I didn't manage to focus on the surfing, thinking about errors and solutions. This experience is out of scale.
I let the carousel carry me around.

The single fin gives me back the smile. Finally I can compare immediately my sensations. Things are clear. My feet can now tell me the solution of a long lasting dilemma. Repetition. Repetition is a luxury. God bless repetition.
Even though I'm tired, I'm really enjoying this session. I'm still conservative, yes, and I'm not taking advantage of this time to improve things, I know. But I'm simply, happily surfing.



The siren. My marathon is over.
I got more that 50 waves in just over 24 hours. This is crazy. It's a different reality. This amusement park makes you happy and punishes you at the same time.
I'm exhausted and happy.
Now I'm convinced: this place is a lot of fun and also great for your improvement. I understood my fins and felt my limitations. Once at home I'll look at the videos and will work on my shortcomings.

I'm drunk, satiated. I want to go home and rest.
But I know I'll be back.




--------------Italian--------------

Se cercate piu' dettagli sul surfare all' URBNSURF, leggete qua.



Arriviamo al buio, freddo e sotto la pioggia. A Melbourne ogni giorno puo' essere inverno, non importa il mese. Stento a crederci. 
Saliamo sul pulmino che ci porta all'hotel incastrando a malapena le enormi tavole. Questo e' strategicamente ad un passo dal parco ad onde e guardo fuori dal finestrino per trovarlo. 
D'un tratto dei lampioni illuminano la notte. Non e' un campo sportivo, e' l'URBNSURF.
Il pulmino fa il giro e ci passa davanti. Vedo l'entrata, la gente, l'acqua, le onde e surfisti che fan manovre! Sembra uno scherzo.
Vorrei andarci subito ma mi trattengo. Ci attendono lunghe giornate.
Il pulmino si ferma, scendiamo e sento un sottofondo familiare: il mare. Ma non lo e'. E' invece il rumore delle onde create dall'uomo. E non c'e' differenza.

L'indomani faccio colazione e mi riempo la pancia. Non vorrei avere un calo di zuccheri in un momento cruciale. La promessa di una valanga di onde tutte per me mi gasa e temo di fallire.

Arriviamo, entriamo. Guardo le gente surfare e stento a crederci. Sono onde vere, e la gente fa quello che vedo fare in oceano. Amici e familiari occupano gli spazi del parco giochi per adulti. E' un bel posto. C'e' un timido sole, ma non caldo. Avevo scommesso sulla muta lunga ed infatti Melbourne non si smentisce.
Nessuno ci da istruzioni, ed essendo abituati a lunghe introduzioni ogni volta che si va a fare una attivita' sportiva in Australia, troviamo la cosa snervante. Proprio qua la fanno breve?


Quando finalmente arriva l'ora, ci vestiamo e ci uniamo agli altri vicino alla torretta dei bagnini. Un equivalente del burino romano ci introduce alla piscina facendo il facilone "no worries" in stile australiano. Noi vogliamo dettagli e spiegazioni che non ci vengono fornite. Dice solo entrate di qua, se cadete andate di la, divertitevi. Si, ma che devo fare? Niente.
Poi mentre ci invita ad entrare in acqua dice che mancano pochi secondi al via. Il genio. Le persone avanti a me inziano a correre. Si lanciano con le loro tavolette. Ma io ho nove piedi e 10kg di tavola sotto il braccio. Non faccio in tempo a pensare di stare attento che scivolo! La mia entrata ufficiale all'URBNSURF e' una culata sul fondo di cemento, davanti a tutti. Non mi sorprendo neanche. Saro' sempre piu' vicino a Fantozzi che a qualsiasi eroe. "Vado? Vadi!" La tavola e' salva. Mi dimentico dell'imbarazzo e mi sbrigo a seguire gli altri.

Le onde arrivano -dal nulla- che stiamo ancora remando. Cominciamo a fare le montagne russe mentre gli altri partono. La fila avanza e  non c'e' tempo di pensare. Dove mi devo mettere? Che devo fare? Quando? Tento di non far sbattere la tavola contro il pier centrale o contro le tavole intorno a me, e guardo gli altri, ma non ho tempo di capire. Tocca a me. Giro la tavola. Arriva un'onda non so da dove. Remo. E' troppo ripida! Sul serio? Tento di salvare la situazione ma e' troppo tardi. Travolto. 

Aspetto di colpire il pavimento o di essere colpito dalla tavola ma non succede. Mi preoccupo di non intralciare chi mi segue e l'onda successiva mi travolge ancora. Prendo la tavola, aspetto la terza onda per cavalcare la schiuma come da istruzioni, ma quando arriva mi travolge ancora invece di spingermi! Cerco allora di ricompormi e di fare le cose con calma. Faccio passare ancora altre onde mentre arrivo dove l'acqua e' piu' bassa. C'e' una corrente assurda e lotto come un beginner contro la mia tavola. Penso: ecco come ho speso i soldi, a fare la figura dell'idiota mentre gli altri si divertono. Un mio classico. Un'ora per fare il giro! "Kook" scritto sulla fronte.

Raggiungo finalmente la fila. Mi rendo conto che anche molti altri hanno cannato la partenza, ma non cambia molto. La giostra riparte. L'acqua mi agita, spinge su, giu', avanti, dietro, stare in fila e' un lavoro, e nel mentre c'e' chi cade e chi surfa.
Tocca nuovamente a me. Che cazzo devo fare? Non c'e' niente all'orizzonte, non c'e' neanche l'orizzonte, non vedo l'onda, come mi regolo? Questa volta sto lontano dal muro esterno. Parto alla cieca. L'onda magica arriva dal nulla. E' ancora molto ripida. Salto e afferro il rail esterno. Ci sono quasi ma spingo troppo e mi pianto dentro l'onda. Travolto.

Riemergo. Mi tolgo di mezzo meglio che posso e mi prendo un altro giro di onde in testa. Ma che ci faccio qua? Mia moglie, amici, e centinaia di sconosciuti mi stanno guardando. Proprio oggi. Ma perche'? Rifaccio il giro. Anche i miei compagni di viaggio sono neri in faccia. Soldi buttati. Facciamo schifo. Mi girano le palle. Eppure, lo giuro, ci so andare e ho preso onde alte il doppio di queste! Lo giuro! 

Osservo ancora. Questi coglioni con le tavolette sono accanto al muro e stanno letteralmente cadendo sull'onda. Un drop nel vero senso della parola. Io non parto cosi'. Non posso copiare. Devo anticipare. Voglio spazio. Manca poco. Decido di fare a modo mio. Mentre quello davanti si mette in posizione mi infilo dietro di lui, piu' indietro rispetto a tutti quanti, e punto decisamente a destra. Che gli altri si spostino. Fanculo il muretto ed i loro drop. Vedo l'acqua sparire, poi salire, controllo che l'adesivo sul muso sia distante il giusto e remo forte. Sento il risucchio e il culo che si impenna. Questa volta ce l'ho. E che cazzo. Vado.

Accenno qualche curva, in esplorazione. L'onda e' facile e divertente. Finisco e mi rimetto in fila. Ok.

La successiva spingo troppo in diagonale, salgo troppo e me la faccio scappare, nuovamente come un cretino. Bestemmio, ma mi ritrovo accanto alla fila e mi affretto e riprendere posizione.

Ritento ancora. Presa. Questa volta la faccio tutta in modo conservativo sino all'ultimo centimetro. Senza infamia e senza lode.

Ne prendo un'altra e accenno un passo incrociato. Il muso affonda e cado. Va bene lo stesso. Ma raggiungere il line-up da qui e' piu' difficile di quanto sembri. C'e' corrente.

Ne prendo un'altra, son tutte leggermente diverse, questa volta alla fine giro a sinistra. Inutile. Vabbe'. Ma sono a centro vasca e per qualche motivo sono nuovamente contro corrente! 

Ne prendo un'altra. Questa volta il passo incrociato ha una tempistica migliore e rimango vicino al muso per qualche secondo. Decente. Finisco al punto giusto e questa volta trovo il rip che mi porta in fila.

Forse mi diverto, ma non sono a mio agio. Le dinamiche della vasca sono strane. E' come scoprire un nuovo break senza fermarsi un'attimo a guardare dove sei. 

Ne prendo altre 6 cercando di capire come sfruttarle. Nel mentre le onde son diventate piu' grandi. Qualcuno afferma che abbiano cambiato setting. Adesso il muro d'acqua e' piu' serio ed inzio a girare meglio.  

Suona la sirena ed esco perplesso. Alla fine ho surfato. Ma mi sono divertito o no?

Pausa pranzo. Guardo gli altri in acqua. C'e' chi cade e chi fa i numeri. Tra eccitazione e chiacchiere non riesco a concentrarmi sulle onde e sul da farsi. Mi sdraio sull'erba. Ho remato troppo lottando contro le onde e la corrente. Questo e' un esercizio piu' intenso che in mare: non ci sono le pause a cui sono abituato! Almeno la schiena al momento non mi ha tradito.

Tocca nuovamente a noi.
Stesso tran tran. Ma questa volta una ragazza ci spiega che useremo 3 settings, ogniuno di venti minuti, via via piu' grande. Ah ecco! Indica una bandierina che non avevo notato per il take-off ed entra in acqua anche lei a tenerci d'occhio.

Parte la giostra.
Resto fedele al mio metodo personale e ora il take-off non e' piu' un problema. Me ne sbatto della bandierina e continuo a stare piu' in dietro degli altri. Esploro le onde. Inizio a divertirmi. La tipa annuncia i cambi di setting ed e' eccitante. Accenno qualche passo incrociato, ma come prima mi trovo meglio verso la fine quando spinge di piu'. Adesso disegno begli archi sfruttando tutta l'altezza dell'onda e conservando velocita'. Ci provo gusto. Ripeto l'esercizio diverse volte e il sorriso prende posto sulla mia faccia. Quest'onda e' figa. Ricorda National Park a Noosa, solo che non ha sezioni e si ammoscia alla fine, ma niente male davvero! 
Questa volta quando suona la sirena sono, siamo dispiaciuti. Proprio adesso che abbiamo ingranato!
La frustrazione e' sparita e sono, siamo contenti.

Passo la sera col dilemma: domani provo la 7'6 o no? Soluzione suggerita: insisti col 9 piedi e casomai metti su il 2+1. Non cambiare tavola proprio ora. Ok, forse hai ragione.

La mattina mi alzo con le spalle imbalsamate. Due ore intense a remare e circa 30 pop-up si fanno sentire. La schiena duole.

Entro in acqua senza sapere se riusciro' a fare un'ora intera. 
Parte le giostra. L'acqua fresca mi sveglia, finalmente. Surfo ma cerco di risparmiare energie. Ora per il take-off cerco addirittura il modo di remare meno, se riesco. E cerco di concludere sempre vicino al pier per sfruttare la corrente amica. Questo influenza la gestione dell'onda. Quando accenno qualche passo e cado, il conto e' salato. L'acqua gira in tondo, si, ma solo in punti precisi.
La tavola risponde ma non da' quel feeling che sentivo ieri. Gira sui binari ma manca quell'elastico, quella tensione e rilascio che crea il single fin. Manca la gioia. Surfo in modo meccanico e non faccio niente degno di nota. Suona la sirena. Sono ancora vivo e sono sorpreso. Ok, moribondo, diciamo. Ma non ho goduto come nella seconda sessione.

Mangio e mi sdraio sull'erba per rilassare i muscoli. 
Decido di tornare in acqua col single fin. Non c'e' piu' tempo per la 7'6. Anzi, non c'e' piu' il fisico.
In realta' dato il poco allenamento ed i recenti problemi alla schiena, poteva andare anche peggio.

Riparte la giostra.
Ma sono ubriaco di onde. Sazio. Se non avessi gia' pagato andrei pure.
Sono troppe in pochissimo tempo. Ma soprattutto non ho avuto modo di ragionare, studiare il da farsi. Capire gli errori e pensare alle contromisure. E' un'esperienza fuori scala. 
Non ho idee e non ho risorse. Cosi' lascio che la giostra mi porti in giro.
Il pinnone pero' mi rida' il sorriso. Finalmente posso comparare immediatamente le sensazioni. Le cose diventano chiare. Il lusso della ripetizione. Benedetta ripetizione. I piedi oggi non hanno piu' dubbi, dopo che mesi in oceano avevano sollevato solo domande, in mille condizioni diverse.
Nonostante la fatica me la godo, ma non ho forze per fare cose nuove e magari cadere e lottare contro la corrente. Sto sprecando una buona occasione per progredire, lo so, ma sto anche semplicemente, felicemente surfando. Disegno archi.


Suona la sirena. La mia personale maratona e' finita. Ho intascato piu' di cinquanta onde, tutte buone, in 24 ore o giu' di li'. Una pazzia. Una realta' distorta, in un parco giochi che premia e punisce.      
Sono uno straccio ma sono anche felice. 
Si, ora sono convinto: questo posto e' divertente ed utile. Ho risolto le pinne e sentito i miei limiti. Con calma potro' vedere gli errori e pensare ai rimedi.

Ubriaco, sazio e stanco. Non ne posso piu'. 
Ma so gia' che tornero'.