27 October 2016

A photo #8

On SwellNet today there's this pic as "front cover":



This is Rachlan Rombouts surfing in NSW, Australia.
Some would say: "today you'd need a shortboard..."

I love it.

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Foto publicata oggi su SwellNet.
Si tratta di  Rachlan Rombouts, in NSW, Australia.
E penso a quando alcuni dicono: "oggi ti ci vuole una short.."

Fantastica.



21 October 2016

Carveboard Review

It’s a busy time in my life with a lot of things going on. And with a never ending season of horrible surfing conditions!
So it’s time to write a new review: the Carveboard review!

As you may know from this post I already had the Surfstick.
It’s a good training skate and a lot of fun, but it has two major drawbacks. The first one –irrelevant to me- is that it’s not a common skate and therefore not good as a mean of transport or anything different than carving. The second one, more to the point, is that allowing you super carving power, with more leaning and tighter turns than usual skates, it needs near perfect tarmac to perform. Or else you are on the ground.
That’s why at the end I got the big brother, with tires for wheels.

The Carveboard is big and heavy. You have to check the tires pressure and adjust them to your ability and the slope you have at hand. Thinking of going around with it it’s just out of question.
Apparently they are not making this model anymore. I believe that the limitations I listed have been the major factor in its lack of success among skaters. And that’s the point. This is a product made to train surfers. But it is officially a skateboard, and it seems there’s no market for it in the skateboard world! 

And it’s a shame, because it’s really, really fun! 
I love it.

 
An easy slope


The tires don’t care if the road is dirty, or if there’s some crack on your path. You just go down the slope and carve, carve and carve and have fun until the bottom.
A part from the grip, I think this big training object suits me more than the little brother. It’s at least one meter long and heavy and kind of slow to turn. It fits my longboard needs properly.
(For shortboarders is probably better the Surfstick) 
You only need to restrain yourself from steering with your front foot, as it will translate in a big mistake on the water!

I think this is a great tool and a lot of fun. And it couldn’t be different if Barton Lynch (1988 world champ) uses it in surfs camps*!

Thumbs up!

*They use the Australian made Streetboardz, identical to the American Carveboard.






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Even when not pushing, you reach interesting angles - Interessanti inclinazioni anche in discese leggere
Original Carveboard and Surfstick


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E’ un periodo pieno in cui ho la testa impegnata un una miriade di cose, il tutto condito dall’assenza costante e snervante di onde decenti.

E’ quindi tempo per una nuova review.

Ma partiamo dal principio.
Come sapete da questa review, posseggo lo Surfstick della Carveboard.
E’ uno strumento molto divertente per affrontare le discese e sicuramente aiuta quella che in inglese si chiama muscle memory per quanto riguarda poi la pratica del surf.
Ha due limitazioni. La prima, che per il contesto di questo blog e della mia vita e’ assolutamente irrilevante, e’ che non e’ uno skate nato per andarci in giro. Il suo particolare design lo rende inadatto ad un uso differente da quello per il quale e’ stato pensato, cioe’ fare carving in discesa.
La seconda e’ che essendo in grado di fornire alte inclinazioni e raggi di curva ristrettissimi, necessita di asfalto buono e pulito. La perdita di aderenza e’ facile da raggiungere e le culate non sono mai troppo lontane. Ed al mio culo quarantenne fanno male.
Questo e’ il motivo per il quale ho poi comprato anche il Carveboard originale, con pneumatici.

Questo modello e’ lungo circa un metro, ha 4 penumatici di una buona misura ed e’ un oggetto pesante da portare in giro.  Usarlo come un comune skate e’ ancora piu’ insensato dell’altro.
La casa prodruttrice Americana sembra abbia abbandonato la produzione di questo specifico modello, probabilmente proprio per questi fattori. Immagino che il popolo dello skate non abbia aprezzato questa sorta di scomodo mostro alieno.

Ma il popolo dello skate non coincide col popolo del surf e qua credo stia l’inghippo. Il Carveboard viene chiamato skateboard solo per somiglianza, ma e’ evidentemente uno strumento a parte concepito per fornire ai surfisti quella aderenza e capacita’ di carving che gli skate semplicemente non hanno. Solo che ricade nel marcato degli skateboard, all’interno del quale non esiste questa domanda, evidentemente.

Ma com’e’?
E’ una figata.
I pneumatici sono incollati all’asfalto e la presenza di foglie, crepe e pietroline non ha praticamente nessuna influenza sulla vostra capacita’ di carvare/sterzare (e non farvi male!).
E’ necessario trovare la pressione dei pneumatici giusta per garantirvi la corretta velocita’ di discesa. Differenti inclinazioni necessitano di differenti pressioni ( ameno che non siate dei fenomeni).
Una volta trovata la giusta combinazione, passarete il tempo a cercare discese sempre piu’ lunghe, perche’ fermarsi e’ un peccato! E’ addictive.

 Una discesa in relax

Ritengo che per chi come me usa il longboard, il peso e la grandezza del mezzo si addicono allo scopo. Impostare le carvate utilizzando le braccia e girando il busto come si dovrebbe fare con la tavola, rende veramente simile l’esperienza, specie a buone inclinazioni d’asfalto.
Si fa anche esperienza con quella compressione e rilascio di cui parlano gli istruttori di surf.
(Per lo shortboard credo sia invece meglio il modello Surfstick, link fornito all'inizio.)
Consiglio di resistere alla tentazione di curvare col piede frontale, che sul longboard e’ un errore grave. 
  
Sia queste che il modello minore sono molto divertenti, e per quanto riguarda il cross training, e’ certamente un prodotto degno di nota.
D'altronde ci sara’ un motivo se Barton Lynch ,campione mondiale 1988, lo usa nelle surf school australiane*!


*Ufficialmente usano lo StreetBoardz, prodotto in Australia, assolutamente identico.






12 October 2016

Are cyclones coming this way?

This article on SwellNet says we can aspect more cyclones this summer.
But it seems it doesn't mean waves all the time.

"Dr Andrew Watkins is the Climate Prediction Services Manager at the Bureau of Meteorology and he said Australians should expect an average to above-average tropical cyclone season, due to neutral to weak La NiƱa conditions in the tropical Pacific Ocean."

So.. good news, or what?
mumble.. mumble..


05 October 2016

At the pool


This is what I've been doing for the last 18 months.
2Km, twice a week. That's 40 laps a session, with a pop up at the end of everyone.
I'm 40 now and if I want to enjoy my weekend surf session, I can't just turn up and paddle out.
I also do other stuff, but this is the most important.








Questo e' cio' che faccio da quasi due anni a questa parte.
2km di vasche due volte alla settimana, con un pop up alla fine di ogni vasca.
Ho 40 anni e non posso piu' pensare di presentarmi in spiaggia nel weekend senza aver fatto una mazza per il resto del tempo.
Ovviamente faccio anche altro, ma questo e' cio' che mi consente di godermi le onde.