Showing posts with label Lettura del giorno - Today readings. Show all posts
Showing posts with label Lettura del giorno - Today readings. Show all posts

27 January 2022

The Breach

Cyclone Seth left its mark on the coast just north of Brisbane.

The sea town of Caloundra sits on a rocky headland nearby a complex waterway system and the northernmost tip of Bribie Island. Here Bribie Island is a dozen meters wide and some km long. 

The tides are always very strong and the sand banks at the mouth of the river (if you can call it a river) are always shifting (and surfing there is always a pain for a reason or another).

The force of the storm combined with the king tide made a breach along the skinny finger of the island creating another mouth hundreds of meters wide.


The authorities said they are not going to do anything about it because it’s a natural event (and there’s no business involved, I would add).

But the community is excited. Beside the opportunity to witnessing such great and yet unharmful event, there’s a lot of speculation for what lies ahead.

In fact, there’s some suggestion that the new flow of water will progressively favour the new mouth, filling up the old one with sand. This event would give Caloundra access to the old tip of the island by foot, creating a new beautiful, amazing, long beach. And that’s not all, of course. 


Without the river, new more stable waves could be born on the current surf spot, while new left and right could form beside the new spit.

It’s impossible to predict but there’s a lot of excitement, curiosity, expectation in the community.




------



 Durante il passaggio del ciclone Seth e' successo un piccolo grande evento marino, a nord di Brisbane.

In prossimita' di una localita' chiamata Caloundra esiste una lingua di terra larga pochi metri, ma lunga chilometri, che altro non e' che la punta estrema di una isola di sabbia, l'ennesima di questa zona, chiamata Bribie. Bribie Island contribuisce a creare uno dei tanti ipercomplessi sistemi costali di questa regione, dove fiume e mare si incontrano, si mischiano e creano estuari di sabbia, mangrovie, forti correnti, squali e paesaggi incantati.

La furia scatenata di Seth, in concomitanza con le maree particolarmente alte di questo periodo, ha fatto si che la lingua di sabbia e mangrovie ed altri arbusti abbia ceduto nel suo punto piu' sottile, creando una breccia.

Clicca per ingrandire

E' famoso il racconto secondo il quale la stessa cosa accadde piu' di un secolo fa a Stradbroke Island, poi divisa in part nord e parte sud. Ma come al solito vedere un evento del genere davanti ai propri occhi e' tutta un'altra storia.

La braccia attuale e' larga diverse centinaia di metri e gli esperti affermano che il "danno" sia irreparabile. Tuttavia, per via della natura dell'evento, non c'e' nessuna preoccupazione o intenzione di far qualcosa in merito, dato che si tratta della normale evoluzione della costa (e dato che non ci sono strutture umane coinvolte, aggiungo io).

Clicca per ingrandire

Tuttavia la comunita' locale osserva con gran curiosita' e trapidazione.

Infatti le fortissime maree e correnti oceaniche che modellano incessantemente questi sistemi marini, porteranno sicuramente ultieriori novita'. La nuova breccia cambia infatti completamente la fluidodinamica del posto e qualcuno si aspetta che diventi la "foce" preferita dalle maree. Mentre la rimanente parte nord di Bribie, e la relativa vecchia "foce", possano essere riempite di sabbia, donando alla comunita' di Caloundra una "spiaggia aggiuntiva" di cui godere.


Clicca per ingrandire

Per non parlare delle onde.

Surfare in quella foce e' sempre stata una opzione per disperati in giornate primaverili con il costante vento da nord. La corrente del fiume e' sempre tale che o si viene risucchiati dentro o portati fuori, rendendo impossibile riposarsi anche soli 30 secondi. I banchi di sabbia cambiano continuamente ed al contenpo le onde oceaniche si formano sopra un fiume in movimento creando una dimanica difficile da gestire che non ho ancora capito del tutto ma che so di odiare.

I locali ovviamente affermano che se non piace a noi pendolari non siamo tenuti ad andarci.

Ma a parte questo, se nei prossimi anni l'attuale foce si riempisse di sabbia potrebbero nascere nuove e migliori onde, non soggette alla forza del fiume. Per non parlare della nuova breccia che potrebbe creare onde surfabili sia alla sua destra che a sinistra. 

Insomma c'e' gia' grande attesa per il futuro di Caloundra e per le sue onde.




26 November 2021

Waiting

 This is officially another la Nina year.

They say summer should see plenty of waves and more than 50% chances of at least 4 cyclones forming somewhere out at sea. (and a lot of rain, off course)

At the moment 2021 has been very surf-poor for me and there's no sign of any change yet.

Surfing makes me always longing for the next wave, the next session, the next week, the next month, the next season. The next anything. It seems it's never now. Almost never. Always waiting.

Let's wait for the summer then, for a change.


Experts say..


Questa estate, che inizia a breve, e' stata dichiarata ufficialmente stagione di La Nina.

Gli esperti dicono che arriveranno onde in quantita' e pure cicloni tropicali. Piu' del  50% di probabilita' di averne almeno 4, di cicloni. E pioggia, tanta pioggia.

Sino ad ora il 2021 e' stato molto povero di onde, per me. E a parte quello che dicono gli esperti, non ci sono segni di cambiamento, al momento.

Surfare mi fa vivere in costante desiderio della prossima onda, della prossima sessione, della prossima settimana, del prossimo mese, della prossima stagione. E' sempre la prossima volta, praticamente, mai adesso. Quasi mai adesso. Sempre in attesa.

Ed allora aspettiamo questa estate e la profezia di onde. Aspettiamo, tanto per cambiare.



18 October 2021

Shocking children!

 It's funny.

In this article a couple of parents from the States say how scared they were to see children going in the water in Australia.

"But, as he watched the kids – some so young, they could barely tie their shoes – facing waves, rips and other surf conditions he'd never seen adults attempt, he was shocked by the parents watching on with complete calmness, confident their kids would be OK."

And that's what I was saying in this post here! It's not just me then :)




Pensa un po'.

In questo articolo una coppia americana parla di come sono rimasti di stucco a vedere i bambini australiani entrare in acqua in certe condizioni (all'interno delle attivita' organizzate dei surfclubs). 

"..ma stando a guardare i bambini (alcuni cosi' piccoli da saper appena allacciarsi le scarpe) affrontare le onde, le correnti e condizioni di mare che non aveva mai visto affrontare agli adulti, rimase shockato dalla completa calma dei genitori, sicuri che i bambini sarebbero stati ok.." 

Che e' praticamente quello che dicevo io in questo post di qualche tempo fa! 

12 August 2021

Fare amicizia coi vicini - an old post

The following is a translation of an older post.
Check the English version here.


                       


Ho scoperto di non aver mai tradotto un post del 2017 che prende spunto da un altro blog.
Lo faccio ora, perche' meritava, e merita ancora.


Making friends with the neighbours.

L'ho detto in passato e lo ripeto: se passate di qua in cerca di qualcosa di interessante da leggere, andate a leggere anche questo blog, menzionato anche sulla sinistra, di Rebecca Olive.

Ci sono troppe pagine internet sul surf completamente inutili. Gente che vuole essere identificata come surfista, ma che si limita a pubblicare centinaia di foto inutili, viste e riviste, capiate, vuote, proponendo zero contenuti e zero pensieri.

Invece Rebecca scrive. Un sacco. Ed e' un piacere da leggere. E' concentrata sul surf femminile e sulla discriminazione -in acqua e non- che affligge questo mondo. Ma anche cosi', moltissimi suoi post toccano i nervi giusti.

Ce ne sono 3 in particolare che mi coinvolgono e da cui prendo spunto adesso. Questi 3 sono The ocean doesn't care (All'oceano non importa), Sitting wide (Seduta fuori), e Stupid women.

Leggere questi post mi fa vivere una varieta' di emozioni che non posso sintetizzare in un singolo, breve commento. Ho avuto bisogno di leggere, pensarci, e rileggere pure. Rebecca e' un caso rarissimo di surfista che condivide emozioni e pensieri a lungo macinati.

E' di Byron Bay ma al tempo di questo post viveva a Brisbane. E dunque leggerla mi ha dato l'impressione che stesse vivendo una tormentata trasformazione. Quella che porta da essere local ad essere un surfista pendolare, del weekend. E finalmente, per me, ora, nei suoi testi trovo -anche- riconosciuto gli sforzi che ho sempre dovuto fare io, che smettono di essere lamentele di uno sfigato e acquistano valore. Diventano realta'.

Riporto alcune frasi prese qua e la' che mi hanno colpito.
Quelle che piu' hanno a che fare con le mie esperienze. Solo ad esempio.

"Prendere onde di merda non e' un problema quando puoi surfare tutti i giorni. Ma quando essere in acqua diventa raro, allora lascia il segno."
Ecco, io non ho mai pensato che prendere onde di merda potesse non avere nessun effetto su un surfista. Per me e' una eventualita' impossibile, dato che surfare per me e' sempre stato un tentativo alla settimana che, se fallito, implica delusione, scoramento, e 6 nuovi interminabili giorni di attesa.

"..surfare tutti i giorni rende la gente anche piu' affamata di onde, e meno capace di apprezzare il momento, rispetto a chi ci va meno. Eppure vedo queste persone [che ci vanno meno], me inclusa, trattate come se avessimo rinunciato alla causa, come non fossimo davvero surfiste/i."
Ecco qua.
Questa frase conferma le mie paure e fa male. Non ci vivo al pensiero di essere considerato meno per via del fatto che surfo meno di altri. Che razza di ragionamento e'? Non lo accetto, non dopo il tempo che dedico incessantemente ad incastrare le cose della vita per riuscire a trovare il tempo per allenarmi ed andare, nonostante tutto. E' un insulto. Il mio surfare si traduce in un impegno mentale e fisico che chi vive davanti alla spiaggia non puo' comprendere e che non puo' che far sembrare LORO dei pigri che fanno surf per puro caso.

"..significa anche che appartenere ad un posto e' diverso, si appartiene per che ci si va, non perche' lo si dichiara proprio"
Questo mi piace. Ed e' vero.
Sono innamorato dei posti che frequento. Non posso fare a meno di notare le montagne, il cielo, la luce, la forma della costa, le foci, gli alberi, gli edifici, i colori e tutto il resto. E finisco per conoscere i bar, i ristoranti, i parcheggi, le vie, i marciapiedi, le scorciatoie, le rocce, le correnti, le maree, le docce, i bagni e pure i locals che rivedo sempre. Provo un senso di appartenenza identico a quello della mia isola.

"Prendere onde quando si vive lontani non e' facile. E' un premio sudato, basato su decisioni specifiche e impegno. Quando sei molto impegnato lontano dal mare, andare a surfare significa prendere un giorno di ferie o attendere il weekend, e/o non incontrare gli amici, o non fare cose in casa, o non stare a letto anche se si e' stanchi, oppure non consegnare in tempo un lavoro, o lasciar perdere una miriade di altre cose che hai deciso di non prioritarizzare. E quando surfare implica tutto cio', allora surfare significa tanto."
Esatto! Davvere tanto!

"Stavo seduta fuori [sulla spalla delle onde] per piu' ragioni che semplicemente per la mia abilita' o la mia tavola. Stavo seduta fuori perche' non mi piace la competizione in un line-up affollato. Non im piace lottare per le onde, non mi piace doverle vincere. Surfo perche' non mi piacciono gli sport competitivi o di squadra. Surfo perche' mi piace stare in acqua, nella natura, a modo mio."
Rebecca qua mi ha dato da pensare.
Ed ho scoperto che se a me non piacciono le lotte nei line-up affollati, e' perche' non sono abbastanza bravo, giovane ed aggressivo per poter vincere la lotta. Se lo fossi domani, come per magia, allora andrei la in mezzo a prendermi la rivincita. Idelamente.
Ma e' anche vero che poi probabilmente lascerei perdere in ogni caso, perche' come dice lei, io vado la per divertirmi e distrarmi, a godere della bellezza del mare e della strana magia di cavalcare l'energia delle onde.
E' pur vero pero' che stare seduto fuori e' sempre stata l'unica opzione per me, mentre per lei e' una -relativamente- nuova dimensione.

"Stare seduta fuori mi ha insegnato come surfare al di fuori della line-up, e a dar valore a cose diverse dallo status e dalla performance. Mi ha aiutato a diventare piu' paziente in acqua, ad aspettarmi meno, e lasciare piu' spazio per chi ha meno abilita' di me. Seduti fouri ci sono meno cose in gioco: i takeoff sono meno impegnativi, la folla e' piu' diradata e c'e' meno ego. Non sempre, ma spesso."
Strano.
Per me e' sempre stata una costrizione che mi fa soffrire. Ovvio, anche io non mi aspetto molto il piu' delle volte, ma una sessione deludente mi butta giu' in ogni caso.
Poi certo, io voglio divertirmi. Passo spesso il tempo a sorridere, chiacchierare con gli amici, e mi piace molto anche vedere gli altri fare qualcosa di bello. Salutare e vedere altre facce sorridenti mi allevia l'animo. E alle volte devo trattenermi dall'andare a dare consigli ai principianti.
Pero', ecco, io non saprei dire se il mare mi abbia insegnato qualcosa.
Forse che potrei essere una persona migliore? Non so.

"Non provo rispetto per le persone solo basandomi sul loro surfare."
Ovvio!

"Per me il miglior surfista in acqua e 'colui che prende le onde, ma che sa anche lasciarle agli altri, che sa godere dal vedere anche gli altri divertirsi, che non surfa alle spese degli altri."
Parole sante!

"Stare seduta fuori mi aiuta ad essere una surfista migliore. Mi fa vedere meglio, capire meglio, sapere di piu'. Mi aiuta ad avere piu' pazienza e meno aspettative. Mi aiuta ad apprezzare meglio le onde che prendo, e godere di piu' del tempo in acqua."
Non puoi capire il mio sollievo quando finalmente mi siedo in acqua e posso pensare a quale onda raccogliere!

Grazie Rebecca per il tuo scrivere, e per le cose a cui mi fai pensare.


22 November 2019

The dilemma

In the picture some frames from the latest video released by Wavegarden in Melbourne. Specifically the intermediate wave, Malibu style.

That's what I want. That's my ideal wave. Not big, not small, just a lot of fun.
Sometimes I find it in Noosa or Coolangatta, but together with another 100 people.
So I can't wait to surf this for some hours, without interferences. 

Only, I have a dilemma: do I book it right or left?
Let me explain.
I'm goofy but here in QLD I surf 90% of the time the rights points.
So, if I want to get back in the ocean and feel any improvement, should I focus only on rights?
Or should I do 50-50?
Or enjoy the lefts and fuck it?






Intermediate wave at Wavegarden - Melbourne. Click to enlarge



Nelle foto alcuni frame dell'ultimo video rilasciato dal Wavegarden di Melbourne dove presentano l'onda per livello intermedio, stile Malibu.

Praticamente cio' che sogno ogni volta che vado al mare. La mia onda ideale. Non grande, non piccola, puro divertimento. Ogni tanto la trovo, specie a Noosa e Coolangatta, ma ci trovo anche 100 persone sopra, sotto, davanti, dietro, di lato, di su e di giu'.

Penso quindi che, appena possibile, o prima possibile, la prenotero' per qualche ora.
Solo che devro' decidere se farla a destra o sinistra.
Nel senso: sono mancino ma surfo 90% delle onde a destra, qua nei point destri della zona. Son tutte onde destre.

Che faccio? Come devo spenderli sti soldi?
Prenoto solo destre per fare il massimo in vista delle future andate al mare?
Faccio 50-50?
Me ne frego e faccio solo sinistre per scatenare finalmente il mio lato buono?


05 September 2019

Change is coming

Forbes published an article about waves pools, stating that in UK wave pools have been the cause of a 40% increase of people practicing surfing, in 2 years.

Although we can discuss on those numbers and on what kind of surfers those pools are creating, at the moment there are 13 Wavegarden pools under constructions around the world, and probably another dozen using other patents.

Things are changing and the athletic side of surfing will be reshaped very soon toward new scenarios.
It is silly to say that that's bad. Like for every thing, changes bring opportunities, challenges, and move the culture forward.

Thing will be different. To what extent we can only speculate. 
Facing the change, silly persons cry out and are left behind, smart persons are curios and take whatever advantage they could. 
I wanna be smart. I won't get a new job, I won't get rich, but I will improve my surfing.


This pic belongs to Wave Pool Magazine



La rivista Forbes ha pubblicato un articolo sulle piscine ad onde, una idea datata che solo negli ultimi dieci anni e' diventata realta' grazie alla capacita' di calcolo raggiunta dai moderni cervelli elettronici.

L'articolo afferma che in UK l'attivita' del Wavegarden, aperta da alcuni anni, ha contribuito ad un aumento dei praticanti del 40% in due anni. Una cifra esagerata che probabilmente non rispecchia la realta'. Ma non mi interessano i numeri esatti, ne tantomeno discutere, come fanno gli haters, gli odiatori di mestiere della rete, sulla qualita' e sulle capacita' di questi supposti surfisti cresciuti, o che cresceranno in piscina invece che al mare.

Il punto e' che la gente ci va. E che in questo momento ci sono 13 altre Wavegarden in costruzione in giro per il mondo, ed un'altra dozzina pronta a partire con altri brevetti.
Il cambiamento e' in arrivo. E noi possiamo solo speculare su cosa sara' il surf tra 50 anni.

Ma e' sciocco lamentarsi del progresso. In ogni campo il progresso porta al cambiamento, all'adattamento, a difficolta', a dover capire, ma anche opportunita', nuove idee, ed evolve la cultura dello sport.
Davanti al cambiamento gli sciocchi piangono. Gli altri vanno avanti.
Io voglio andare avanti, nel mio piccolo. Invece di spendere i soldi per andare al mare, quando potro' spendero' i soldi per avere una decina o piu' di onde perfette tutte per me, su cui ripetere gli stessi movimenti, ed imparare, piu' in fretta, e meglio.
Non vedo l'ora.
Avanti tutta!


07 June 2019

Life is short go surf - Russian readers!

I’m getting a ridiculous amount of view from Russia! Way out of scale of what is the modest average of this blog.

Also, this traffic is very much attracted by one 2 years old post called “Someone else’s post” that links to another guy’s blog. The only thing attractive that I can think of is this sentence: life is short, go surf.

So now I’m doing 2 things.
-1 Writing life is short, go surf to see if this post attracts people as well (and maybe delete that old one)
-2 Asking the Russian readers to leave a message! Are you actual persons?

Cheers

19 March 2019

About surfing.

About surfing, or, what I think about it.

I feel the need to write this down, to spell it out.
So, here we go.

For me surfing is not a philosophy.
Every time someone mentions the word philosophy nearby the word surfing, I never find an explanation of said philosophy. It’s just a good story to tell, it seems. Well, I discard that. 

For me surfing is not a lifestyle.
Just because I go surfing in the weekend I don’t think I have a distinctive lifestyle that puts me apart from those who likes to play footy or skying in the spare time. That’s not enough.
Talking about lifestyle seems to be a way to be cool at all costs.
What if I like play chess every evening? Do I get a chess lifestyle?

Surfing doesn’t take me closer to mother-nature than a walk in the bush. 
You can pay attention or you can just walk by. As a matter of fact, I pollute the planet for my enjoyment among waves. Like every surfer, in fact. 

Surfing doesn’t make me wise and I’m not becoming a Zen master.
I spend my time checking the waves and the others. If it gets flat I desperately wait for more. If it gets bigger I try to not hurt myself. Sometimes I have fun with friends, sometimes I’m all alone. But whatever the session is, I’ve never found karma or enlightenment, in me or in the others around me.
Quite the opposite, surfing brings out my selfish worst, creating tension with my partner and problems with my social life. Beside, I met some really shit people in the water.

Surfing doesn’t make anyone cool.
Millions of people surf, and having a surfboard is like having a bicycle. If you surf, you are just  like everyone else.

I recognise that some exceptional people have a connection with the ocean that goes beyond what we normally experience. They are few and they are special, like sport champions. We can admire them and possibly learn from them. They do have a different lifestyle and a different understanding of the act of surfing and the ocean. But they are exceptions.

Surfing is addictive to many people.  
I explain this with 3 factors:

1-Being in the Ocean is beautiful. Everyone loves it and going to the beach has been a beloved activity since spare time has been available.

2-Surfing is a fun activity. And it lets you have fun in a fantastic, beautiful setting.

3-The fun is limited. Way more limited than any other activity that I can think of. The scarcity of satisfaction keeps you wanting more and never satisfied.

I surf because I have fun. 
I don’t dress differently, I don’t live differently, I don’t think differently. I just go to the beach and have fun whenever I can.
And I’ve never met philosophers or Zen master in the water.



Surfing is a beautifully fun activity. That's more than enough to explain it.


Vorrei chiarire cosa penso del surf.
Vorrei chiarirlo perche' leggo continuamemte cose che non coincidono con la mia esperienza. E spesso son cose scritte da gente che e' molto simile a me, di cui dunque dubito la veridicita' delle loro parole.

Quindi ecco qua il mio pensiero in merito. Per chiarirci.

Per me il surf non e' una filosofia.
Tutti quelli che pronunciano o scrivono la parola filosofia accanto alla parola surf non hanno mai spiegato in cosa constista questa filosofia. Di sicuro, anche se esistesse, non mi riguarda.

Per me il surf non e' uno stile di vita.
Non credo che chi giochi a calcetto o chi vada a sciare abbia uno stile di vita unico e differenziato dal mio solo perche' fanno una cosa diversa da me nel tempo libero. Non e' sufficiente per affermare una cosa del genere.

Il surf non mi rende piu' saggio e non mi trasforma in un maestro Zen.
In acqua passo il tempo a guardare le onde, studiare gli altri e la mia posizione. Penso solo a prenderne un'altra e se capitano dieci minuti di piatta ho l'ansia di prendere la prossima. E se invece il mare si ingrossa mi viene l'ansia di tornare sulla terra ferma senza traumi. Alle volte dico cazzate in compagnia, altre sto in silenzio solo come un cane. Se mi diverto sono felice. Se la folla non mi lascia surfare mi innervosisco e bestemmio. Non ho mai cercato il karma e non ne ho mai visto l'ombra, ne in me ne nei surfisti intorno a me. Non sono diventato una persona migliore ed anzi il surf ha accentuato il mio egoismo che crea problemi di coppia e di vita sociale. In compenso in acqua ho visto un bel numero di persone di merda.

Il surf non mi mette in contatto con la natura piu' di quanto lo faccia una passeggiata nei boschi. Per surfare, di fatto inquino il pianeta. Come tutti, anche quelli che parlano di visioni mistiche e simbiosi con l'oceano mentre rilasciano paraffina in acqua. 

Il surf non mi fa figo e non fa figo nessuno. Il surf e' una attivita' praticata da milioni di persone di entrambi i sessi e di qualsiasi eta'.
Non c'e' niente di speciale nel fare surf. Nelle nazioni come l'Australia e gli USA, per dirne due, tutti coloro che vanno regolarmente al mare posseggono una tavola da surf da qualche parte. Cosi' come in ogni famiglia in italia c'e' una bicicletta. Il surf e' una ovvieta'.

Io riconosco l'esistenza di personaggi eccezionali che vivono il mare in modo diverso dal mio. La loro comprensione e simbiosi con l'acqua e le onde va oltre la mia esperienza ed il mio universo. In qualche modo li ammiro, cosi come si ammirano i grandi sportivi in generale o le persone che lasciano il segno nei loro rispettivi campi.
Tuttavia essi sono una cerchia ristretta.

Ritengo che la dipendenza da surf, di cui soffro e che contagia molti, sia il frutto di tre fattori.

1- Stare al mare, in acqua, e' bello. Lo si fa da quando il tempo libero e' entrato a far parte della vita sociale. E prima ancora lo facevano a loro modo i marinai e gli esploratori.

2- Surfare e' bello. Potersi divertire mentre si sta in acqua e' il massimo. Coniuga bellezza e divertimento.

3- Il divertimento che il surf regala arriva col contagoccie. Nel provare si riconosce il potenziale ma si e' in costante carenza di soddisfazione. La carenza crea desiderio, come in tutti i campi.

Io surfo perche' mi diverto. Non vesto diversamente, non vivo diversamente, non penso diversamente. Semplicemente il sabato vado al mare ed invece di sdraiarmi ad abbronzarmi mi metto a giocare.

E le persone che mi circondano in acqua nel weekend sono idioti come me.
E non ho mai visto ne mai incontrato filosofi od illuminati sulla via della GoldCoast.


12 December 2018

Polemico

This post is directed to the italian readers and it's not worth it to translate it all.

Suffice to say that in every article in the Italian surf world, people mention things like "true surfing spirit" and the "lost surfing lifestyle".
You would understand my confusion when I read such things written or spoken by people that discovered surfing the other day. What lifestyle are they talking about?? Pizza and mafia?
FFS..



------------


Non sopporto la retorica degli italiani.

In questa intervista c'e' questa domanda:

"credi che si sia perso oppure no il vero spirito del surf? Cioe' prima era uno stile di vita.. ora lo e' sempre?"

Vorrei capire la definizione di "vero spirito del surf" e a quale "stile di vita" ci si riferisce.
Sul primo punto non ho proprio idea.
Sul secondo, contando che il surf e' diventato uno sport di massa da quando canonicamente Gidget usci' nelle sale (1959), e che si sa che la plebaglia che segui' non fa testo, lo stile di vita al quale si allude e' evidentemente quello antecedente, degli americani (californiani) e australiani dell'east coast anni '50. Una massa di sbandati, ignoranti, nullatenenti e nullafacenti che dedicarono la vita al divertimento tra le onde, vivendo spesso in automobile e spostandosi continuamente, buona parte dei quali fini' poi per morire di overdose negli anni 70. 
In che modo questo abbia a che fare con l'esperienza degli italiani contemporanei cresciuti ai tempi dei paninari e/o di striscia la notizia non me lo spiego. E come si possano rimpianegere "quei bei tempi perduti" che nessuno ha vissuto e' un mistero.
Se la risposta ai miei dubbi sta invece nelle parole del buon Nicola, ossia che un tempo non c'era la tecnologia ad aiutare e si conoscevano meglio gli elementi in gioco, da un lato ritengo che la domanda sia comunque in esubero di retorica, dall'altro credo che si possa anche tutti rimpianegre quando le lettere venivano scritte a mano e consegnate di persona. Fatto che incideva sul tempo dedicato a scrivere, sulla attenta scelta del destinatario, e che diventava un importante momento di riflessione e spesso introspezione.
Comunque sia, oggi, un esercizio fine a se stesso e probabilmente sensa senso.


11 October 2018

Americans.. or Americans! or Self-doubt

I don't know what to think of it.

This guy created -and is now selling- a foam board for paddling in a swimming pool. 
He says tha paddling in this way is better than just swimming and that your wave count will increase.

Now, I believe that paddling that way is effective, even though I'm not able to quantify it and provide meaningful measures against swimming.
And here's the thing: I've been doing the same thing since 2015, when I had to recover from surgery. I spent $20 on a bodydoard and asked permission at my local swimming pool.
Here's a video I took.

Also, at this link on fb, you can see people in Milan using finless shortboards in the same way. They have been doing it for some time as well.

Now what puzzles me is: it never occurred to me (and I bet to those guys in Milan) that I could make something that already exist and try to sell it to make money.
(Actually, $400 sounds like too much to really get a big market, but that's beside the point).
And I get a weird self-judgment feeling from this fact.
Am I stupid?
Did I miss on a chance to make money (at least, potentially) and/or create a small business?
Or it's just that Americans can't stop thinking about money?
(This is a big generalisation/stereotyping/judgmental sentence, I know).

Is the truth in the middle?



My own surfinshape board: 20$
La mia versione da 20 dollari


Sono perlesso.

Ho appena scoperto questo tipo che ha creato una tavoletta per praticare le remate in piscina.
Sostiene che sia meglio del nuotare e che i benefici tra le onde sono garantiti.

In realta' so gia' che funziona perche' lo faccio dal 2015, da quando ho dovuto fare riabilitazione ad una spalla a seguito di un intervento chirurgico. Il fisioterapista mi disse che, oltre alla solita roba, se volevo ritrovare la forza per remare l'unico modo era remare! Cosi' comprai una bodyboard da 20 dollari e chiesi il permesso alla piscina locale.
Ma non sono in grado di darvi cifre e studi comparativi col nuoto. Semplicemente mi ci trovo bene, specie per la fatica al collo.
Questo e' un mio filmatino.

Inoltre, a Milano, c'e' gente che fa la stessa cosa con delle tavolette.

Insomma, cio' che mi lascia di stucco e' il fatto che questo tipo si sia messo a produrre una roba superflua e che tenti di venderla a US$400!

Certo, non credo che questo possa andare lontano con quel prezzo. Ma e' il concetto, l'approccio che mi crea dubbi.

Sono forse un fesso a non averci pensato?
Mi sono fatto scappare una occasione per fare qualche soldo, vendendo una tavola o un metodo?
O sono gli americani ad essere incorregibili a tentare di far soldi con ogni cazzata?

La verita' sta nel mezzo?



20 September 2018

The perfect wave?

'The search for the perfect wave' is part of the surfing storytelling, that mythology that surfers keep telling to each other even though you can't really find much of it in the water.
I got bored of it pretty soon. The 'search for the perfect wave' doesn't mean much to me, along with a lot of other stuff.
And I've just found an article that makes me think I may not be wrong, after all.

It's fascinating how modernity creates strong contradictions for those poor souls in search of the perfect wave! 
Let's start from the Kelly Slater's wave.
Mechanically it is perfect. And when surfers talk about perfect waves they mean exactly that: mechanically flawless. And that's exactly the reason why the world went wow! when people first saw that man-made wave.
Nevertheless, lots of people (should we say haters?) keep throwing shit at it and at wave pools in general, arguing about the loss of the true surfing experience, and citing elements of surf mythology that, according to them, are irreplaceable. Things such as the contact with Mother Nature, the fight with the elements, the unpredictability of the ocean and so on.

But surprisingly (or maybe not, in  fact), the other day I read this article by Nick Carroll, in which he says that during the last day of competition at the Surf Ranch, some athletes requested an extra left because one of theirs wasn't exactly the same as the others. It wasn't fair competition!
This fact makes me smile.

So, on one side you have people, unknown surfers, who teaches you what surfing should be according to an old and questionable mythology, and on the other side you get the pros that destroy the same mythology not only competing in a pool, but complaining for a wave that is not 100% the same as the others!

It is clear then that the beloved unpredictability of the Ocean is just bullshit. Something you have to put up with only because you don't have other options. But if you do have other options..
Words VS reality.

So, yea, in the same way the 'search for the perfect wave' sounds to me just like another empty myth.
(Once upon a time a few lucky ones did go searching for waves, but 99.9% of today surfers are not going searching for anything, ever.) 
And anyway, the hilarious thing is that if you are really searching for it, your search is over. The perfect wave is there in Texas, and soon in many other pools/locations. In a few more years all of us will get a taste of a perfect wave (like those guys).
But I understand it's an hard fact to accept.


My search for the perfect wave: the travel agency gave me destinations to chose from, and the giude took me to the best spot of the day. What a search!                                                                                                                                                La mia ricerca dell'onda perfetta: l'agenzia di viaggio mi ha consigliato, e le guide locali mi hanno portato nello spot giusto. James Cook spostati.



La 'ricerca dell'onda perfetta' fa parte di quella narrativa del surfista che viene constantemente ripetuta nonostante molti dei suoi elementi siano ormai lontani dalla realta' (ammesso che lo siano mai stati, reali).
A me comunque ha stancato molto presto. Non trovo riscontro tra la retorica del surfista (o del fare surf) e la realta' in acqua.

Ma una recente lettura mi spinge ora a parlarne.
Dal mio punto di vista e' infatti interessante vedere come la modernita' crei contradizioni affascinanti per gli sfortunati ricercatori dell'onda perfetta. 
Prendiamo l'onda artificiale di Kelly Slater. Dal punto di vista meccanico (che e' indubbiamente il fattore principale, direi unico, che caratterizza la fantomatica onda perfetta), e' di fatto un'onda perfetta. La sua perfezione e' stata esattamente il motivo che ha catturato l'attenzione del mondo.
Ma una folla di surfisti si e' dichiarata immediatemente contro questa bellezza. Le motivazioni sono dubbie e confuse. Argomenti come il mancato contatto con la natura, la mancata battaglia contro gli elementi, la mancata sorpresa di una previsione sbagliata, il principio che dovresti pagare mentre surfare sarebbe gratis la fanno da padrona. Tutte considerazioni opinabili e che non si soffermano mai sulla qualita' (perfezione) o meno di questa onda artificiale. 

Ma a questa sorta di dibattito zoppicante, si e' appena aggiunto un nuovo elemento, che e' poi il motivo per cui sto scrivendo.

Ho letto in questo articolo di Nick Carroll che durante l'ultima giornata di gara al Surf Ranch e' stata aggiunta una undicesima onda alla competizione, una sinistra, perche' alcuni atleti si erano lamentati che la loro sinistra non fosse stata perfetta come le altre.
E sorrido sodisfatto davanti allo sgretolamento della narrativa del surfista che cede sotto i colpi inferti della realta'.

Cio' significa infatti che mentre orde di presunti puristi denigrano le wavepool dall'alto della loro esperienza e saggezza marina e ti insegnano cosa dovrebbe essere il surf, i pro, che di esperienza evidentemente non ne hanno, non solo sono stati i primi a cimentarsi con questa creazione, ma chiedono anche un' onda extra perche' quella a loro capitata non era esattamente uguale alle altre.
Capirete che i conti non tornano.

Il gota del surf mondiale ci dimostra come l'imprevedibilita' del mare, quell'esperienza mistica tanto amata, sia in realta' una condanna dalla quale scappare appena possibile. L'imprevedibilita' e' rifiutata persino per dettagli minimi in una piscina. E cosi' facendo distrugge un elemento essenziale della narrazione del surf.

Parallelamente anche la cantilena dell'onda perfetta e' solo un mito. Che il surfista di Voghera non vuole abbandonare, per non accettare il fatto che la sua -presunta- ricerca sia finita. 
Ma di fatto l'onda perfetta c'e' ed e' a portata di mano (e presto o tardi tutti ci faremo un giro).
Ma capisco che sia un destino atroce per chi e' morbosamente attaccato alle storielle.


27 July 2018

Meanwhile in Bali

The south sea has created some powerful storms recently.

Australia got a series of cold fronts and cold winds all across the south part and up to here in Queensland.
Then gargantuan waves arrived on the west coast (mostly underpopulated) with few images available on social media.
Now those same waves arrived in Bali.

This is Uluwatu in what is considered to be his biggest size in decades.
I'd love to hear some first hand accounts of this event!


The last guy is really surfing it, not just running for his life!


 L'oceano del sud si e' scatenato nelle ultime settimane.

Prima ha sparato venti ghiacciati su tutto il sud dell'Australia che si son sentiti sin quassu' in Queensland. Poi sono arrivate onde giganti sulla costa ovest, per lo piu' spopolata, e di misura ragguardevole altrove.

Ora quelle onde, dopo aver viaggiato migliaia di chilometri e attraversato diverse latitudini, si stanno schiantando sul reef dell'Indonesia a tutta forza.

Il video mostra lo spot di Uluwatu, a Bali.

Mi piacerebbe tanto sentire racconti di prima mano. 
Spettacolare. Terrificante. Affascinante. 


18 July 2018

No leash, not a good idea

It seems that The Pass, in Byron Bay, is badly affected not only by the crowd, but also by those who surfs without leash.

The article in the link says that the number of incidents is raising and that locals are asking for legal consequences for those who loses their boards.
I agree.

Firstly because most of those longboarders are just acting as if they were in the 60s and they accurately dress up to give a very specific image of themselves: something like eremites looking for karma. Everything in them, sons of social media, is fake to my eyes.

Secondly because their senseless egocentrism can badly hurt the others. It is not acceptable. And after all, if you are looking for karma and the perfect wave, you shouldn’t be in the most crowded spot of the coast. Australia gives you plenty of empty, beautiful alternatives.

The girl cited in the article got some broken ribs and a punctured lung! This is just not acceptable.
This implies medical expanses, x rays, weeks of pain and possibly loss of income.
There’s no justification.



this pic belong to its owner



A quanto pare a The Pass, Byron Bay, paradiso del longboard, c'e' una invasione di persone che surfa senza legrope.

Si tratta di un "ritorno alle radici" di chi pratica il longboard, che per il proprio gusto personale, sceglie di mettere in pericolo tutti gli altri. 

Il problema e' presente un po' ovunque ma essendo Byron un posto affollatissimo, gli incidenti si moltiplicano, e i locals, gia' esasperati dall'invasione di stranieri, ora chiedono che surfare senza legrope diventi una offesa da codice civile.

Io concordo.
Da un lato, essendo gli anni 60 passati da 50 anni, non sopporto vedere gente nata ieri che si veste, concia ed atteggia da frichettoni per sentito dire, alla finta ricerca del karma, e che documenta tutto sui social. Gente finta come i dollari del monopoli.

Dall'altro mi sale l'embolo al pensiero di essere vittima di un incidente causato da questi imbecilli, che se proprio devono trovare il karma potrebbero andare a farlo in spiagge deserte (ed in Australia c'e' l'imbarazzo della scelta) invece che in posti affollati come il Colosseo.

L'articolo riporta l'esempio di una brasiliana alla quale una tavola persa ha rotto alcune costole e bucato un polmone! Io penso che in questi casi una scusa non basti. Qua si dovrebbe risarcire il danno: visite medice, lastre, settimane di dolori, assenza da lavoro.. 

Non e' accettabile.

28 June 2018

Gender disparity

The picture here is about the Billabong Pro Junior series in Ballito, South Africa.
As you can see from the numbers, the girl won half of her male colleague.
Honestly, it's disgusting.

And a lot of people on social media thought the same, flooding the organisers with messages of protests and hate.

The guys of the contest explained that gender discrimination had nothing to do with the money prize, and that it was calculated solely based on the number of inscriptions/participants in the male and female contest. With males outnumbering the female competitors.

While the explanation makes sense, I still wonder why there's such a distinction.
I agree on the fact that they should have 2 separate contests in order to give the female participants the same chance to win (not because of abilities, because of numbers and probabilities).
But why splitting the money prize of 1 category (Pro Junior) in 2 uneven fields?
Why making things so that you have a class A winner and a class B winner?

I'm not checking on google, but I bet it's all the same across all sports and all categories around the world.
Well, that doesn't make the issue less relevant.

That picture is disgusting.
It's about time to make things differently.




La foto che vedete, relativa alla premiazione del Billabong Pro Junior series in Ballito, South Africa, ha creato molte polemiche sui social.

Sinceramente anche io, se l'avessi vista per tempo, avrei provato disgusto per la differenza in premio al vincitore maschile e femminile. Verrebbe da vomitare.

Gli organizzatori della competizione, travolti dalle ire della gente sui social, si sono affrettati a spiegare che il premio e' dato dalla somma delle iscrizioni dei partecipanti. E poiche' c'erano, ed in generale ci sono iscritti piu' maschi che femmine, ecco data la differenza.

Una spiegazione apparentemente esauriente.

Se non fosse che, a mio parere, la foto con quelle cifre belle in mostra continua a farmi schifo.
Allora mi chiedo: perche' dividere le iscrizioni tra maschi e femmine? Mi sta bene che ci siano due gare distinte, perche' dato che i maschi son di piu', e' piu' probabile che vincano la maggior parte delle gare. 
Ma la categoria Pro Junior e' una. Perche' non sommare tutte le iscrizioni e dividerle in parti uguali tra i vincitori?
Come puoi avere un vincitore che vale il doppio dell'altro?

Ora, senza neanche guardare su google, son convinto che questa discriminazione si applica a tutti gli sport, a tutti i livelli.
Ma questa non e' una giustificazione.
Sarebbe ora che le cose cambino.

Potete dirmi quello che volete, ma quella foto fa schifo.


21 June 2018

Crying at the office

When you check the surfcam and get stabbed!  :o
I didn't even press play.. I was already crying..




Quando arrivi a lavoro e prima cosa controlli le webcam in attesa del sabato.
E ti prende un colpo al cuore ancor prima di premere play! :o


31 May 2018

Wavepool near Brisbane

It seems Brisbane and the Gold Coast will have a wavefpool as well.
Unfortunately things are going very slow for this project.
C'mon, everybody, we don't have hundreds of years!

All the details here:
Webber wavepool




Sembra che anche Brisbane -e la Gold Cost- avra' la sua wavepool.
E' una buona notizia. Spero solo che si muovano a realizzarla. Qui si invecchia e non si puo' aspettare anni! :)
Dettagli qua.

09 May 2018

Wave pools? Yes, at one condition..

I'm in favour of wave pools.

I don't get those who keep saying it's rubbish. I think most of those comments are just haters having fun, and the rest is people who argue about connection with the ocean and other fairy tales. They are the same surfers who won't ditch wax for alternative solutions because "waxing is part of surfing" (?), and so fuck the ocean.
Perfect reasoning.

One one side, I think that wave pools are a natural progression of the sport. It's just logic. And on the other hand, there's an element which for me is fundamental in the debate: wave pools introduce an environment where everybody is equal.
The great, real, fantastic, underestimate characteristic of surfing in a pool is that there's a virtual waiting line that surfers have to respect.
Everyone in the line has the same right to surf a great, perfect wave on his/her own term.
Do you understand what I'm saying?
It's the end of the rule of the jungle that manages the line-ups around the world, and the beginning of equality.
No bullies or dickheads could prevent any humble, Sunday surfer from surfing the best wave available. And have fun in safety.

Sometimes I wonder if this is the real reason why many surfers seem to be against wave pools: equality! Same waves, same number of waves, same waiting periods for all.

Now, the tragic thing is I just found out a new wave pool technology (by American Wave Machines) that makes all the usual marketing promises, with a very distinctive characteristic:
'PerfectSwell® runs with no lines, wave count limits, or rules other than traditional surf etiquette'.

I can't believe my eyes! Are this guys for real?
So, they will let overcrowd the pool and let the surfers to work it out for themselves!?
Do they really want someone to pay a ticket to watch the bullies surf?
No wave counts limits means exactly that if you fight your way through, you can catch whatever wave you want.

I'm speechless.
I think they are missing the exact reason why everyday surfers would pay for it: waves guaranteed for everyone.
Honestly, I can't believe this model would work.
Wave Pools are not a reality yet, and  surf-rage is already part of the game?
Seriously?

So, I'm in favour of wave pools, at one condition:
no bloody line-ups in them.


This pic belongs to AWM


Sono favorevole alle wave pools.

Personalmente non capisco quelli che si stracciano le vesti all'idea, e penso che molte argomentazioni contro siano fragili come l'argilla e comunque non sincere.
Ed in piu' tantissimi si appellano al contatto con la natura e altri concetti simili, quando quasi tutto cio' che queste persone fanno per surfare fa male all'oceano e all'ambiente: tavole, mute, leash, benzina, crema solare, cera.. tutto.

Al contrario, io sono pro piscine perche' penso che consentano di praticare il surf in sicurezza -per tutti-, e sopratutto hanno la reale possibilita' di annullare la legge del piu' forte che vige nelle line-up, introducendo invece il principio di eguaglianza che chiunque -nei paesi avanzati- si aspetterebbe in merito a qualsiasi attivita' sociale.
In una piscina ad onde ci si mette 'in fila' virtuale e tutti, potenzialmente, possono surfare le onde migliori possibili. Senza che nessuno abbia il potere di precludare la magia di un onda perfetta a chi surfa meno.
La piscina ti da accesso ad un'onda di qualita' da provare piu' e piu' volte in perfetta uguaglianza, come il migliore dei surfisti. Senza bulli, idioti e locals a fare proclami.

Questa e' la vera rivoluzione del surf in piscina: uguaglianza!
Questo e' il motivo per cui io pagherei serenamente un biglietto per farlo.

Ma mi arriva ora invece una doccia gelata. Scopro un dettaglio che mi fa subito cambiare idea e che spero non si avveri. Ovviamente si tratta di avidita' umana.

Spulciavo qua e la il sito dell'American Wave Machines, super pompato in questi giorni, dopo aver rubato la scena ai pro nella piscina di zio Kelly. Si prospettano nuovi orizzonti per le piscine ad onde: nuova tecnologia, onde migliori e traduardi piu' ambiziosi.
Ma scopro che promuovono una piscina ideale dove le onde -testuale- 'non avanzano in linee, non c'e' un limite per il singolo surfista, non ci sono regole se non quelle delle line-up'.

Ecco qua il vero disastro.
I businessmen americani hanno gia' trovato il modo per rovinare tutto.
Nessuna regola, nessun ordine stabilito nelle loro piscine. Nessun limite al singolo surfista.
Tutti dentro, e poi cazzi vostri se non riuscite a prendere un'onda per colpa del traffico. L'importante e' pagare.
Ma vi immaginate in un ambiente limitato come una piscina quanto piu' facilmente si possano scaldare gli animi?
Ma veramente questi vogliono ricreare anche il peggio del surf?
Come possono non capire che l'unico motivo per il quale qualcuno possa pagare un biglietto e' la certezza di surfare un tot di onde stabilito?

Le piscine ad onde rappresentano una opportunita' unica per molti, e sono ancora lontane nel tempo per quasi tutti, come miraggi.
Ma l'avidita' pare aver gia' cambiato i termini del gioco.

A queste condizioni allora dico no anche io.
Non per la perdita ipocrita del contatto con la natura, ma per la perdita di un'opportunita' di uguaglianza mai esistita nel surf.

Al line-up autogestito in piscina dico no. Neanche per sogno.
Non ha senso.

12 April 2018

Never Say Never


I came across this nice book by Nat Young titled Surfing Fundamental.
As I was flipping the pages I ended up on one about surfing pools.

No matter the topic, but when I hear ‘it will never happen’ I shake my head. Not because I know best, but because ‘never’ is such a definitive word that it doesn’t really apply to many things. Especially if it’s about humans and humans related ‘things’.

These days I hear a lot of ‘never’ associated with electric cars, for examples. Wherever you read comments, there are too many ‘difficulties’ for the common man to be able to accept the idea that electric cars are really coming.
I don’t know why. Or better, I know it (instinctive fear and refusal of changes), but I will never really understand it.

So, here we are. Nat Young sharing his wisdom on surfing and saying that surfing pools will never deliver. Just because 20 years ago nobody had the technology, the money and the interest in making it work. Funny enough, Nat young is being proven wrong by his own -and most celebrated professional surfer- colleague.

Just don’t say ‘never’ man!



Never Say Never Nat!



Curiosavo tra le pagine di questo piacevole libro di Nat Young intitolato Surfin Fundamental, e sono incappato in una pagina dedicate al surf in piscina.

Al di la dell'argomento, mi viene l'orticatia quando qualcuno dice che una determinata cosa o fatto non succedera' mai. Specie se si tratta del genere umano e delle sue azioni. Perche' 'mai' ha una connotazione cosi' definitiva, universale, che non puo' possibilmente essere accostata all'immensita' del tempo. 

Al giorno d'oggi, per esempio, leggo ovunque commenti contrari all'arrivo dell'automobile elettrica. Per il lettore medio e' troppo 'difficile'. Troppi ostacoli. Come dover preparare le stazioni di servizio (ricarica) intorno al mondo. Un argomento surreale. Mi immagino le stesse persone un secolo fa dire: l'automobile? non funzionera' mai! E poi devi costruire strade ovunque! Impossibile! E la benzina dove la trovi? Impossibile! Stessa cosa.
(E comunque le auto elettriche stanno arrivando, statene certi. Basta leggere)

E' un atteggiamento comunissimo che non capisco. Si, si tratta di rifiuto e paura del cambiamento. Ma dentro di me rimane un mistero.

E cosi' il buon vecchio Nat ci dice che le piscine ad onde non funzioneranno mai.
Solo perche' quando ha scritto il libro nessuno aveva l'interesse, i soldi e la technologia e la voglia per provarci.
Sorrido al fatto che proprio il suo sucessore piu' illustre sta invece trasformado completamente lo sport. E' solo questione di tempo ormai.
Sorrido soddisfatto e penso: ma perche' cazzo non avrebbe dovuto mai funzionare? e' solo questione di fisica e soldi.

Morale: semplicemente non usate il 'mai', o la sparereste veramente grossa.




15 February 2018

Enough said!

Experts say this is a special event, different from the usual cyclones.
They say it's gonna be bigger than what people have seen in the last decades.

I wonder if that'd be really the case.
But I also wonder if I'll be able to ride something at Noosa where we have the accommodation booked for the weekend..

Wait and see..

from SwellNet website


Dicono che questa volta e' speciale, diverso dai precedenti cicloni.
Dovrebbe essere piu' grande e non influenzato dai venti locali.
Uno spettacolo inserfabile per i comuni mortali.

Mi chiedo se sara' cosi' dato che altre volte poi non ho visto le onde enormi di cui si parlava.
Ma mi chiedo anche se, in ogni caso, potro' surfare qualcosa, dato che nel weekend saro' a Noosa.

Wait and see..