24 May 2020

Good to be back


Back in the water, at last.

The ‘good season’ is here (and it has been here for weeks and weeks) and finally I got to see the Ocean and catch some waves.

We went to Noosa to search for easy conditions, since our shoulders and backs were (and are) all gone rotten.
Last Saturday it was overcast, cool, and the big swell from SE was reduced to small, fun waves at Little Cove and National Park.
The proficient surfers must have been to other places, looking for big waves and measures their dicks against each other’s. So, the good old home spots at Noosa were left to beginners and kooks like us. Thank you, guys.

We got a lot of waves and our shoulders were asking for mercy after not even 2 hours. I had fun but was also bummed by mistakes and wipeouts that were simply the results of 2 months without practice (not to mention the last 12 months, in general) and fitness.
Since the forecast was looking good, we couldn’t resist and went for a second session on Thursday. 

Somehow Thursday was better. Similar day, similar conditions, but better.

We went out at Little Cove and then sat mid-way through to National Park.
We got a few immediately. They were hip high and kind of fun, but most of them were closing out too soon for our tastes. We could see what appeared to be better waves in the distance and were wondering whether it would be a good idea to go there.
After yet another close-out I saw my friend paddling away. I wasn’t totally convinced, also because paddling too much was going to make me catch less waves. So I waited and watched. Meanwhile the tide was going out and suddenly my little spot started working properly. I got four or five waves in close succession and they were perfect, small, steep and fast. I started practicing cross stepping and finally got the occasion to do it with a super steep face (although small). I was expecting disaster, but the board didn’t move and kept slicing the water like a knife. In one occasion it was so perfect that I performed a second cross-step, reached the nose with my right foot (I’m goofy surfing right), and then put my left foot there as well. I lost control almost immediately, but it was my personal best. Both feet on the nose, for real.

After sometimes, while going back and forth playing this game, I saw the ‘rouge wave’ coming. This is also known as the clean-up wave. But in this place and day, the rouge wave was a head high, classic, perfect Noosa right.
Obviously, I just go a small one and I was out of position. I cursed my destiny and refrain from paddling out fast. There were 5 guys in line and there was no way that this one was for me, anyway. So I kept cool and paddle steadily out to the left.
The guy on the wave wiped-out. My friend wasn’t ready and lost it. And old man bailed out before taking the drop. Tree guys out, two left.
I kept paddling out and left, and kept watching.
One guy took the drop and failed. I kept paddling. The last guy didn’t even try! The perfect wave was empty and its wide beautiful wall was closing on me all the time.
I didn’t expect I could have this chance. It was very late and I was going to get a very steep drop. But nothing compared to some of Kirra’s. I couldn’t let it go without trying. I turned the board at the very last second and the wave got me even before I paddled. I got up and pushed right, going down the line without trouble. Down and up, down and up, down and up, racing through Little Cove, finally, this sensation again! But the third time I did something wrong and wiped-out from the top. Nevertheless, it has been fantastic.

My friend came back, and we kept catching nice little rides, including a couple of very long waves the we shared in tandem.
Again, at the two hours mark we were cooked. Long waves at Noosa means a lot of paddling. Fortunately the wind came up by then and the low tide was changing the behavior of the wave. So it wasn’t too bad to go out by then.
I don’t remember having undisturbed fun in Noosa for a long time. What a place.



Geography of Noosa - click to enlarge



Finalmente.

Certo, i locals non solo non si son fermati, han pure surfato di piu' del solito. E certo, avrei potuto andare all'alba e fare il finto tonto, e surfare come hanno fatto in molti pure da Brisbane. Ma quando sei cresciuto qua e questa pandemia sostanzialmente rimane un'idea vaga che succede ad altri, in altre parti del mondo, e' molto piu' facile dimenticarsene.

In ogni caso in questi mesi ci sono state onde a quintalate.
Questa settimana non era affatto piccolo e Noosa era l'opzione migliore per le nostre spalle ratrappite e la quasi totale mancanza di fitness.

Sabato era una giornata fresca e coperta.
Siamo entrati a Little Cove ed abbiamo scoperto che tutti i bravi surfisti erano a misurarsi chi ce l'aveva piu' grosso sfidando onde importanti da qualche altra parte. Abbiamo ringraziato.
Abbiamo surfato a volonta', tra National Park e Little Cove, dominando principianti ed anziani su onde ad altezza fianchi. Purtroppo la ruggine c'era tutta e ho commesso un sacco di errori sparsi dovuti a muscoli inefficienti e appesantiti.
Ma ci siamo divertiti ugualmente e la situazione settimanale garantiva ancora giorni di onde in quantita'.
Non abbiamo resistito e ci siamo tornati giovedi.
Giornata quasi identica ma onde in qualche modo migliori. E zero esperti, nuovamente!

Inizialmente le onde si presentavano bene ma erano corte, chiudendosi in un close-out che non dava vie d'uscita.
Vedevamo piu' in fondo, verso Boiling Pot, onde piu' alte ed invitanti, ma c'era da remare un po'. Eravamo indecisi. Dopo l'ennesima corsa breve vedo il mio compare remare via. In modalita' risparmio energia ho preferito stare a guardare da lontano e valutare.
Ma mentre lui sedeva largo ad espettare un turno in uno spazio di mare evidentemente piu' affollato, da me le onde hanno preso a sistemarsi e le cavalcate so diventate via via piu' lunghe.

Ora la paretina si alzava verticale ma dava ancora un attimo di tempo per passare e continuare, avendo spostato il peso in avanti in cerca della velocita' massima. Dopo verie ripetizione ho iniziato a camminarci e ho fatto un passo incrociato proprio sulla parete, cosa che di solito evito per paura di cadere. Invece la tavola filava in diagonale come niente fosse, dandomi ancora piu' coraggio. Il top l'ho raggiunto quando ho fatto un doppio passo incrociato e ho portato il piede destro proprio sul muso. La tavola non dava segnali negativi ed allora ho portato anche l'altro piede davanti. Ho perso l'equilibrio quasi subito, ma e' stato un momento che mi ha gasato. Un vero e proprio, per quanto breve, nose-riding.

Ad un certo punto, dopo una caduta, ho visto in lontananza l'onda anomala, quella che in giornate di onde serie diventa onda killer, o clean-up, come dicono qua, perche' fuori misura, si rompe e travolge tutti senza scampo, lasciando poi il mare pulito, libero di surfisti.
L'onda anomala arriva sempre, anche quando il mare e' quasi piatto. Nel qual caso arriva di 30cm, ma pur sempre fuori scala. Il segreto e' essere nella posizione giusta. Ma solitamente questa posizione e' troppo lontana dalla media delle altre onde, e nessuno aspetta invano un miraggio. Va a culo. E per quello quasi tutti vengono spazzati via.
In ogni caso, giovedi l'onda anomala era un'onda ad altezza persona, con un lungo muro aperto, pulito e con una certa potenza. Praticamente, semplicemente la classica, goduriosa onda perfetta di Noosa. Finalmente!

Ovviamente ero fregato. Mi son trattenuto dal remare a manetta per uscire, sapendo che non sarebbe mai toccata a me. C'era uno sopra, ovviamente, e altri quattro surfisti tra me e lei. Ho preso a remare con calma in diagonale per togliermi almeno di mezzo.
Dopo pochi secondi il tipo sopra ha sbagliato ed e' caduto!
Il primo dei quattro si e' girato disperato, me era gia' troppo tardi. Persa. Io continuavo a remare in diagonale.
Un signore di una certa eta' ha preso a remare, ma all'ultimo secondo ci ha ripensato, proprio sulla cima dell'onda. Niente.
Io continuavo a remare, il muro in avvicinamento ed il mio cervello alle prese con la triangolazione dei punti di impatto e di partenza. Partenza?
Il terzo della fila non si e' tirato indietro, l'ha presa, e' corso giu', e non sapendo fare il bottom turn e' stato mangiato da una valanga di schiuma. Io continuavo a remare. Ora gli scenari si moltliplicavano. Fiatone. Guardavo l'onda, il picco, il muro, velocita' di avvicinamento, il quarto surfista, un ragazzo inesperto. L'ho visto girare la tavola ma poi e' rimasto seduto, facendola andar via sotto il culo. Aveva visto giusto perche' anche la da lui un secondo dopo e' diventata una valanga. Non potevo crederci: vuota!
La mia uscita in diagonale mi aveva portato invece nel punto giusto. Quasi. Mancavano forse due secondi. Il muro ora si alzava minaccioso anche per me. Lasciare o tentare? A Kirra questi muretti sono normale amministrazione. Dai! Ho girato la tavola, messo giu' il muso, piegato le ginocchia per portare i piedi sopra al culo e spostare il peso avanti, ho messo il primo braccio in acqua per spingere ma era gia' tardi. La tavola e' partita senza il mio intervento. Ho sentito la valanga al mio fianco e mi son tirato su, preoccupandomi di andare in diagonale e scappare avanti. E d'un tratto era mia. Facile. Giu' in diagonale, virata, su, spruzzo d'acqua in cima girando, giu' nuovamente. Ho ripetuto il gioco tre volte. Alla terza ho sbagliato qualcosa e' son caduto. Ma che figata! Quanto tempo era passato dall'ultima volta?

Il mio amico e' poi tornato da me e abbiamo continuato a prenderle, piccole, facili, divertenti, lunghe. Le remate sempre piu' faticose. Alcune le abbiamo fatte pure in tandem, e sostanzialemente abbiamo fatto quello che volevamo senza competizione degna di nota.
Alle due ore eravamo sfatti.
Ma fortunatamente si e' alzato il vento e la marea, in perenne cambiamento, ha cambiato nuovamente i paramentri. Cosi' siamo usciti sapendo di aver beccato la finestra migliore per quella mattina.
Non ricordo di aver surfato Noosa cosi' senza competizione degna di nota per chissa' quanto tempo.
Che posto. Che bello.

ps: alla fine, stando alla app, abbiamo percorso in acqua 7.700 metri. Metti che abbia sbagliato del 20%. Sarebbero 6.300 metri. Di questi farei 40% onde, 60% remate. Piu' di 3km di remate senza allenamento!



24 April 2020

Covid-19 or Locals only

Where did I have been?

Nowhere. Literally nowhere.
Confined in my house, looking at the tragedy of Covid-19 unfolding through tv and social media.

Australia has been lucky. The 'lucky country' they say. Well, never been more true.

It appears that a combination of time, safe measures and policies, hot weather, sunlight, low density population, low number of residential buildings have played a role in keeping the numbers down.

So we didn't witness the tragedy that's still unfolding around the globe.
But we have been, and still are in partial lockdown.

In terms of surfing that means that, a part from some places where beaches are literally closed to public, locals could have a go and exercise and surf, provided that social distancing is there and there are no social gathering.

The rest of us, too far from the beaches, are virtually locked into our local, urban areas. No surf.

I don't feel like to cry about it, since there are things happening that would make me sound too stupid.

On the contrary, I have resentments against the locals who basically never stopped surfing.

"Dad, how was it and what did you do when there was that plague that killed so many people? 
I don't remember. I was surfing. I just kept surfing and didn't even notice. Good times!" 


Click to enlarge and count how many surfers at Superbank during Covid-19 outbreak.
Click to enlarge. Noosa, same story.

Dov'ero finito?
Da nessuna parte.

Chiuso in casa a guardare l'evolversi di questa tragedia chiamata Covid-19 attraverso la tv e i social media.

L'Australia e' stata fortunata. Come noi parliamo di Bel Paese, loro dicono Lucky Country.
Mai nomignolo fu piu' azzecato.

Una combinazione di tempistiche (di arrivo del virus), misure restrittive, tamponi, social distancing, bassa densita' della popolazione, bassa incidenza dei condominii, e a quanto pare anche luce solare e caldo hanno contribuito a tenere giu' i numeri.

Cosi' non abbiamo, per ora, sofferto la crisi attraverso cui sono andati e vanno molti paesi.
E siamo in parziale lockdown.

I merito al surf significa che a parte alcune spiagge letteralmente chiuse, la gente puo' recarsi al mare a fare esercizio fisico, e surfare. Ovviamente senza raggruppamenti e attivita' sociale.

Ma gli altri, quelli delle aree urbane, sono confinati virtualmente ai loro quartieri. Niente surf.
Locals only, come veniva scritto in molte spiagge a partire dagli anni 70, per far capire che "gli stranieri" del paese accanto non erano i benvenuti.  Quella scritta vergognosa ora resa legittima dalla situazione.

Ma no ho voglia di pianegere per questo, dato la gravita' della situazione.

Al contrario, me la prendo nuovamente coi locals, che forti della loro casuale fortuna, continuano a surfare come e piu' di prima, avendo meno concorrenza in acqua.

Basta cliccare le foto e contare.

"Papa', ma tu cosa ricordi della pandemia? Com'era? Cosa facevi?
Niente, Andavo a surfare e non mi sono accorto di niente. Bei tempi senza tutta quella gente!"


02 March 2020

Drunk! - My Wavegarden Cove experience

For details and info about surfing at URBNSURF, check this post.



It's dark when we arrive. And cold. And it rains.
In Melbourne can be winter any day of the year.

We jump in the van heading towards the hotel and I look out the window in search of the wavepool. When I see lights, like a football field, I know it's it. The van goes around it and I can see the entrance, and people, and waves, and surfers on the waves.
It's surreal. It's URBNSURF.

At the hotel I can hear a familiar sound: the ocean. But it's not that. It's the sound of man-made waves, and it's exactly the same. I can't wait for tomorrow.

At breakfast I ate a lot in preparation to the number of waves that I'm gonna get, all for me. I don't want to miss out.

We enter. It's a nice place. There's people everywhere. And waves, and surfers on them. I'm excited, people are excited. Usually in Australia for sport activities you get a lot of safety instructions. Here I want explanations and precise instructions.
We get nothing. It makes me nervous.


Ten minutes to go and finally we gather near the lifesavers tower. A typical Australian 'no worries' bogan surfer tells us few useless notions and sends us out. He also says waves are starting. So people rush in, but I'm carrying 9ft, 10kg surfboard with me. I try to speed up and as soon as I put my foot in the wet cement I slid down, ass on the ground. Perfect. My official debut at URBNSURF is the saddest I could imagine. A classic me. But there's no time to self-pity. The surfboard is fine and I want to get there.

The waves appear while we are still paddling. We go up and down and sideways. It's an alien setting. I'm trying to keep my board from hitting the pier of the others and I don't have time to understand what's happening. Soon it's my turn and I have no idea of what should I do. There are waves, but there are no waves coming at me. I turn my board and do as the others. A wave appears like magic. And it's too steep. Seriously? I try to save it but I fail. I get the washing machine treatment.

I try the get out of the way and in the process I find myself fighting against the water and the surfboard like a kook. I try to get a dignified appearance but I'm only wasting time and energies. There I go, I think, my usual kook/me, what a waste of money.

Finally I get back in line. I'm not the only one who failed, but this is not a relief. The carousel starts again. Up and down we go, current, traffic, it's messy. Again comes my turn and I don't know what the fuck should I do. There are no waves at the horizon, there is no horizon, I can't take aim at shit. I just move away from the external wall, the peak of the wave, then it's time to paddle. Still too steep. I grab the rail. I fail.


I get out of the way while I collect more waves on my head. What the fuck am I doing here? My wife, my friends, hundreds of people are watching me. Today, of all days! Why this? I go around again. My friends are unhappy as well. We suck. I'm frustrated and upset. WTF. I swear I can do this shit. I swear I surfed bigger waves that this. I swear!

I decide I need to do it my way. These blokes with shortboards take off near the wall and literally drop into the wave. I can't copy it. I need room. When the guy in front of me takes position, I go behind him, further back than anyone else. I also aim sideways, near the line. Get out of my way. Fuck your drop and your wall. The water disappears, then comes up. I place myself carefully on the board and paddle hard. I feel the wave sucking. I got it. Fuck it. This one is mine.

I do some little turns, exploring. The wave is nice and easy. Ok. I get back in line.

I go for another one, I push too much sideways and I loose it from below my feet. Fuck me. At least I'm beside the line and I take position right away.

I go for another one one, get it, and I ride it all the way to the last bit. Doing nothing, just riding it.

I get another one, I try to cross step. The nose dives. That's ok. But I find myself in the wrong spot and I have to fight the rip to get back in line.

I get another one, they are all different. This time I turn left. It's useless. Not a problem, just that I'm again in the wrong spot and I have to paddle hard. Wtf.

I get another one, and this time my cross step has a better timing. I stay near the nose for a couple a second. Not bad. I finish near the pier and this time it's an easy ride to the line.

I'm kind of having fun, but still uncomfortable. The pool is an alien place and everything goes too fast to understand things.

I get another 6 waves, trying to get into the rhythm. Meanwhile the wave seems to get bigger and I feel a little better.

The siren tells us it's over. At the end I surfed a good number of waves, but am I happy?

Lunch break. I look at the others in the water. Some fail, some are great. The excitement is still high and we are busy talking. I feel I don't have the time to really think about the waves. Also, I spent a lot of energy fighting the water. This is a sort of high intensity training! At least my back is still ok.

It's us again.
This time a girl gives us more info and says that we'll go through 3 different settings, making the waves bigger. She also point to a little flag on the wall as a take-off marker. Wtf. She comes in with us.


The carousel starts.
I keep true to my personal take-off. I don't care about the flag. I explore the waves and I start to have fun. The girl announces the changes and it's exciting. I try few more time to cross step, but like before, I become alive when the waves get bigger. Now I draw big arches in the water using all the face and keeping the speed. It feels great. The wave now reminds me of National Park, Noosa. There are no sections, yes, but it's very similar in shape. Not bad at all!

This time when the it's over I'm disappointed. We were really getting into it.
There's no frustration anymore and we are happy.

I spend the evening thinking about the 7'6. Should I use it tomorrow?
Don't change board mate! Put on a 2+1 but keep it simple. Yea, you may be right.

I wake up with sore shoulders and neck. I'm stiff like a piece of wood. 2 hours of constant exercise in the water is more than a usual session. My back is tired.

The carousel starts and I'm not sure I'm gonna last.
The water wakes me up, finally. I surf conservative. I don't want to waste energy. The take-off is ok now and I'm trying to paddle less. I also aim to finish near the pier. This is influencing how I manage the waves. But when I try something new and fail, it's a punishment.
The board is very responsive, but I'm not enjoying it as much. I'm missing the spring effect of the single fin. I'm surfing mechanically.
When it's over I'm surprised I'm still going.

Lunch break, I lay down on the lawn.
I'm going back to single fin. There's no time left for the 7'6. Or better, there's no strength left in me to try it. But consideringmy my limited fitness and  my funny back it could have been even worse.

The carousel starts.
I'm drunk of waves. I would go home if I didn't pay already.
I got too many waves in a too short time. And above all, I didn't manage to focus on the surfing, thinking about errors and solutions. This experience is out of scale.
I let the carousel carry me around.

The single fin gives me back the smile. Finally I can compare immediately my sensations. Things are clear. My feet can now tell me the solution of a long lasting dilemma. Repetition. Repetition is a luxury. God bless repetition.
Even though I'm tired, I'm really enjoying this session. I'm still conservative, yes, and I'm not taking advantage of this time to improve things, I know. But I'm simply, happily surfing.



The siren. My marathon is over.
I got more that 50 waves in just over 24 hours. This is crazy. It's a different reality. This amusement park makes you happy and punishes you at the same time.
I'm exhausted and happy.
Now I'm convinced: this place is a lot of fun and also great for your improvement. I understood my fins and felt my limitations. Once at home I'll look at the videos and will work on my shortcomings.

I'm drunk, satiated. I want to go home and rest.
But I know I'll be back.




--------------Italian--------------

Se cercate piu' dettagli sul surfare all' URBNSURF, leggete qua.



Arriviamo al buio, freddo e sotto la pioggia. A Melbourne ogni giorno puo' essere inverno, non importa il mese. Stento a crederci. 
Saliamo sul pulmino che ci porta all'hotel incastrando a malapena le enormi tavole. Questo e' strategicamente ad un passo dal parco ad onde e guardo fuori dal finestrino per trovarlo. 
D'un tratto dei lampioni illuminano la notte. Non e' un campo sportivo, e' l'URBNSURF.
Il pulmino fa il giro e ci passa davanti. Vedo l'entrata, la gente, l'acqua, le onde e surfisti che fan manovre! Sembra uno scherzo.
Vorrei andarci subito ma mi trattengo. Ci attendono lunghe giornate.
Il pulmino si ferma, scendiamo e sento un sottofondo familiare: il mare. Ma non lo e'. E' invece il rumore delle onde create dall'uomo. E non c'e' differenza.

L'indomani faccio colazione e mi riempo la pancia. Non vorrei avere un calo di zuccheri in un momento cruciale. La promessa di una valanga di onde tutte per me mi gasa e temo di fallire.

Arriviamo, entriamo. Guardo le gente surfare e stento a crederci. Sono onde vere, e la gente fa quello che vedo fare in oceano. Amici e familiari occupano gli spazi del parco giochi per adulti. E' un bel posto. C'e' un timido sole, ma non caldo. Avevo scommesso sulla muta lunga ed infatti Melbourne non si smentisce.
Nessuno ci da istruzioni, ed essendo abituati a lunghe introduzioni ogni volta che si va a fare una attivita' sportiva in Australia, troviamo la cosa snervante. Proprio qua la fanno breve?


Quando finalmente arriva l'ora, ci vestiamo e ci uniamo agli altri vicino alla torretta dei bagnini. Un equivalente del burino romano ci introduce alla piscina facendo il facilone "no worries" in stile australiano. Noi vogliamo dettagli e spiegazioni che non ci vengono fornite. Dice solo entrate di qua, se cadete andate di la, divertitevi. Si, ma che devo fare? Niente.
Poi mentre ci invita ad entrare in acqua dice che mancano pochi secondi al via. Il genio. Le persone avanti a me inziano a correre. Si lanciano con le loro tavolette. Ma io ho nove piedi e 10kg di tavola sotto il braccio. Non faccio in tempo a pensare di stare attento che scivolo! La mia entrata ufficiale all'URBNSURF e' una culata sul fondo di cemento, davanti a tutti. Non mi sorprendo neanche. Saro' sempre piu' vicino a Fantozzi che a qualsiasi eroe. "Vado? Vadi!" La tavola e' salva. Mi dimentico dell'imbarazzo e mi sbrigo a seguire gli altri.

Le onde arrivano -dal nulla- che stiamo ancora remando. Cominciamo a fare le montagne russe mentre gli altri partono. La fila avanza e  non c'e' tempo di pensare. Dove mi devo mettere? Che devo fare? Quando? Tento di non far sbattere la tavola contro il pier centrale o contro le tavole intorno a me, e guardo gli altri, ma non ho tempo di capire. Tocca a me. Giro la tavola. Arriva un'onda non so da dove. Remo. E' troppo ripida! Sul serio? Tento di salvare la situazione ma e' troppo tardi. Travolto. 

Aspetto di colpire il pavimento o di essere colpito dalla tavola ma non succede. Mi preoccupo di non intralciare chi mi segue e l'onda successiva mi travolge ancora. Prendo la tavola, aspetto la terza onda per cavalcare la schiuma come da istruzioni, ma quando arriva mi travolge ancora invece di spingermi! Cerco allora di ricompormi e di fare le cose con calma. Faccio passare ancora altre onde mentre arrivo dove l'acqua e' piu' bassa. C'e' una corrente assurda e lotto come un beginner contro la mia tavola. Penso: ecco come ho speso i soldi, a fare la figura dell'idiota mentre gli altri si divertono. Un mio classico. Un'ora per fare il giro! "Kook" scritto sulla fronte.

Raggiungo finalmente la fila. Mi rendo conto che anche molti altri hanno cannato la partenza, ma non cambia molto. La giostra riparte. L'acqua mi agita, spinge su, giu', avanti, dietro, stare in fila e' un lavoro, e nel mentre c'e' chi cade e chi surfa.
Tocca nuovamente a me. Che cazzo devo fare? Non c'e' niente all'orizzonte, non c'e' neanche l'orizzonte, non vedo l'onda, come mi regolo? Questa volta sto lontano dal muro esterno. Parto alla cieca. L'onda magica arriva dal nulla. E' ancora molto ripida. Salto e afferro il rail esterno. Ci sono quasi ma spingo troppo e mi pianto dentro l'onda. Travolto.

Riemergo. Mi tolgo di mezzo meglio che posso e mi prendo un altro giro di onde in testa. Ma che ci faccio qua? Mia moglie, amici, e centinaia di sconosciuti mi stanno guardando. Proprio oggi. Ma perche'? Rifaccio il giro. Anche i miei compagni di viaggio sono neri in faccia. Soldi buttati. Facciamo schifo. Mi girano le palle. Eppure, lo giuro, ci so andare e ho preso onde alte il doppio di queste! Lo giuro! 

Osservo ancora. Questi coglioni con le tavolette sono accanto al muro e stanno letteralmente cadendo sull'onda. Un drop nel vero senso della parola. Io non parto cosi'. Non posso copiare. Devo anticipare. Voglio spazio. Manca poco. Decido di fare a modo mio. Mentre quello davanti si mette in posizione mi infilo dietro di lui, piu' indietro rispetto a tutti quanti, e punto decisamente a destra. Che gli altri si spostino. Fanculo il muretto ed i loro drop. Vedo l'acqua sparire, poi salire, controllo che l'adesivo sul muso sia distante il giusto e remo forte. Sento il risucchio e il culo che si impenna. Questa volta ce l'ho. E che cazzo. Vado.

Accenno qualche curva, in esplorazione. L'onda e' facile e divertente. Finisco e mi rimetto in fila. Ok.

La successiva spingo troppo in diagonale, salgo troppo e me la faccio scappare, nuovamente come un cretino. Bestemmio, ma mi ritrovo accanto alla fila e mi affretto e riprendere posizione.

Ritento ancora. Presa. Questa volta la faccio tutta in modo conservativo sino all'ultimo centimetro. Senza infamia e senza lode.

Ne prendo un'altra e accenno un passo incrociato. Il muso affonda e cado. Va bene lo stesso. Ma raggiungere il line-up da qui e' piu' difficile di quanto sembri. C'e' corrente.

Ne prendo un'altra, son tutte leggermente diverse, questa volta alla fine giro a sinistra. Inutile. Vabbe'. Ma sono a centro vasca e per qualche motivo sono nuovamente contro corrente! 

Ne prendo un'altra. Questa volta il passo incrociato ha una tempistica migliore e rimango vicino al muso per qualche secondo. Decente. Finisco al punto giusto e questa volta trovo il rip che mi porta in fila.

Forse mi diverto, ma non sono a mio agio. Le dinamiche della vasca sono strane. E' come scoprire un nuovo break senza fermarsi un'attimo a guardare dove sei. 

Ne prendo altre 6 cercando di capire come sfruttarle. Nel mentre le onde son diventate piu' grandi. Qualcuno afferma che abbiano cambiato setting. Adesso il muro d'acqua e' piu' serio ed inzio a girare meglio.  

Suona la sirena ed esco perplesso. Alla fine ho surfato. Ma mi sono divertito o no?

Pausa pranzo. Guardo gli altri in acqua. C'e' chi cade e chi fa i numeri. Tra eccitazione e chiacchiere non riesco a concentrarmi sulle onde e sul da farsi. Mi sdraio sull'erba. Ho remato troppo lottando contro le onde e la corrente. Questo e' un esercizio piu' intenso che in mare: non ci sono le pause a cui sono abituato! Almeno la schiena al momento non mi ha tradito.

Tocca nuovamente a noi.
Stesso tran tran. Ma questa volta una ragazza ci spiega che useremo 3 settings, ogniuno di venti minuti, via via piu' grande. Ah ecco! Indica una bandierina che non avevo notato per il take-off ed entra in acqua anche lei a tenerci d'occhio.

Parte la giostra.
Resto fedele al mio metodo personale e ora il take-off non e' piu' un problema. Me ne sbatto della bandierina e continuo a stare piu' in dietro degli altri. Esploro le onde. Inizio a divertirmi. La tipa annuncia i cambi di setting ed e' eccitante. Accenno qualche passo incrociato, ma come prima mi trovo meglio verso la fine quando spinge di piu'. Adesso disegno begli archi sfruttando tutta l'altezza dell'onda e conservando velocita'. Ci provo gusto. Ripeto l'esercizio diverse volte e il sorriso prende posto sulla mia faccia. Quest'onda e' figa. Ricorda National Park a Noosa, solo che non ha sezioni e si ammoscia alla fine, ma niente male davvero! 
Questa volta quando suona la sirena sono, siamo dispiaciuti. Proprio adesso che abbiamo ingranato!
La frustrazione e' sparita e sono, siamo contenti.

Passo la sera col dilemma: domani provo la 7'6 o no? Soluzione suggerita: insisti col 9 piedi e casomai metti su il 2+1. Non cambiare tavola proprio ora. Ok, forse hai ragione.

La mattina mi alzo con le spalle imbalsamate. Due ore intense a remare e circa 30 pop-up si fanno sentire. La schiena duole.

Entro in acqua senza sapere se riusciro' a fare un'ora intera. 
Parte le giostra. L'acqua fresca mi sveglia, finalmente. Surfo ma cerco di risparmiare energie. Ora per il take-off cerco addirittura il modo di remare meno, se riesco. E cerco di concludere sempre vicino al pier per sfruttare la corrente amica. Questo influenza la gestione dell'onda. Quando accenno qualche passo e cado, il conto e' salato. L'acqua gira in tondo, si, ma solo in punti precisi.
La tavola risponde ma non da' quel feeling che sentivo ieri. Gira sui binari ma manca quell'elastico, quella tensione e rilascio che crea il single fin. Manca la gioia. Surfo in modo meccanico e non faccio niente degno di nota. Suona la sirena. Sono ancora vivo e sono sorpreso. Ok, moribondo, diciamo. Ma non ho goduto come nella seconda sessione.

Mangio e mi sdraio sull'erba per rilassare i muscoli. 
Decido di tornare in acqua col single fin. Non c'e' piu' tempo per la 7'6. Anzi, non c'e' piu' il fisico.
In realta' dato il poco allenamento ed i recenti problemi alla schiena, poteva andare anche peggio.

Riparte la giostra.
Ma sono ubriaco di onde. Sazio. Se non avessi gia' pagato andrei pure.
Sono troppe in pochissimo tempo. Ma soprattutto non ho avuto modo di ragionare, studiare il da farsi. Capire gli errori e pensare alle contromisure. E' un'esperienza fuori scala. 
Non ho idee e non ho risorse. Cosi' lascio che la giostra mi porti in giro.
Il pinnone pero' mi rida' il sorriso. Finalmente posso comparare immediatamente le sensazioni. Le cose diventano chiare. Il lusso della ripetizione. Benedetta ripetizione. I piedi oggi non hanno piu' dubbi, dopo che mesi in oceano avevano sollevato solo domande, in mille condizioni diverse.
Nonostante la fatica me la godo, ma non ho forze per fare cose nuove e magari cadere e lottare contro la corrente. Sto sprecando una buona occasione per progredire, lo so, ma sto anche semplicemente, felicemente surfando. Disegno archi.


Suona la sirena. La mia personale maratona e' finita. Ho intascato piu' di cinquanta onde, tutte buone, in 24 ore o giu' di li'. Una pazzia. Una realta' distorta, in un parco giochi che premia e punisce.      
Sono uno straccio ma sono anche felice. 
Si, ora sono convinto: questo posto e' divertente ed utile. Ho risolto le pinne e sentito i miei limiti. Con calma potro' vedere gli errori e pensare ai rimedi.

Ubriaco, sazio e stanco. Non ne posso piu'. 
Ma so gia' che tornero'.


21 February 2020

URBNSURF - Wavegarden Cove - Review!


 All you need to know about the URBNSURF wave park that you won’t find in surf magazines.

This is written by a weekend, longboarder, kook surfer.

URBNSURF is the first wavepoool open to public in Australia. It uses the Wavegarden Cove technology: instead of an underwater foil attached to a train, here the wave-machine is hidden in the pier/underwater and its exact nature is a secret.
The pool is diamond shaped, split in 2, left and right.

What kind of waves can you get?
Beginner, intermediate and advanced. While the beginners stay “near the shore”, the intermediate and advanced sessions take turns at the tip of the diamond.

How many people in the water?
Up to max 18 surfers per side, plus beginners near the shore.

How does a session work?
A session lasts 1 hour. Surfers get gathered near the pier 10 mins prior and receive basic instructions, while the surfers in the water hear a siren that means “last waves and out”. Then you hit the water and the carousel starts again. Till the next siren.



What happens in the water?
You enter near the pier where a rip helps you out to the take off zone, at the tip of the diamond. The waves generate a lot of current that flows clockwise on the right side, and anti-clockwise on the left. If you fall it is way easier and safer to get the white water and go straight near the beginners, then catch the sideways rips to the pier and back to the point. Any other option is a waste of time and energy as you will find yourself struggling against a powerful river.
So you enter the water, paddle easily along the pier, then get in the line with your fellow surfers, ready to take a wave each, in turns.
The waves are generated at 6 seconds period, and they go in sets of around 10 of them. After that there’s a pause of one or two minutes. I don’t know if this is a technical break, but certainly it’s a good thing to have, as surfers get scattered around the pool and first-time users find themselves fighting against the rip. So, it’s probably more of a safety break, but trust me, you will be surprised by the intensity of the game: you will enjoy the break.

Since URBNSURF at the moment is constantly sold out, you will be in the water most certainly with another 17 surfers. This means that you are not gonna take 2 waves of the same set.  Knowing that, and knowing of the break between sets, take your time to go back in the line-up and save energy.

The line-up is the most annoying part, I found. Surfers are very close to each other and it’s easy to bang the surfboards while the waves pass-by pumping. Also, there’s a strong suction effect for each wave that you have to manage. So, waiting for your turn is not relaxing as you may have expected.

The take-off part is the most alien experience of them all. The others get going one by one at 6 seconds interval, like a clockwork, and soon you find yourself at the top of the chain, with 6 second to get in position and catch a wave that you didn’t see, didn’t chose, didn’t evaluate. The water sucks you back and up and you must go. It is so weird, I can bet you’ll fail your first wave just because in reality you are going blind.

So, what about the waves? Any good?
Oh yea!
I only surfed the intermediate and as mentioned, I’m not young and I’m a kook. However, I spend my surfing time in the Gold Coast, and I know what a good wave looks like.
This one is a good point-like wave, with a good, glassy shape, a steep curl and a welcoming open shoulder for your tricks.
The Ocean gives you waves that are way better and taller, yes, and also variety, yes, but also a lot of crap, and you never know when things are good, unless you are there. At URBNSURF you get tons of waves that are consistently good, all the times. This place is like a surf gym.
But the best part is that during your session they change the settings and let the waves pump more!
You start at hips high and finish at head high. No need to say that the last 20 minutes are the one where you really enjoy the game! The last setting reminded me of National Park, in Noosa, on a nice day: nice shape, tall enough, wide shoulder, fast enough to have a very good time.
You ride up to about 12 seconds and you have time to shoot 3 or 4 moves. And then repeat, and repeat, again and again.

Property of URBNSURF
Are the waves really all the same?
No. The rips, the refraction and the wind makes them develop in slightly different way.
But they are incredibly similar!

What about the advanced?
As mentioned, I didn’t try it. For what I’ve seen, it starts from where the advanced left, tweaking the setting and getting a wall that becomes steeper, until you get the barrel. The barrel reminded me vaguely of The Wedge in California, for its pyramid shape. Everyone I’ve seen failed it at the first attempt. It seems you take-off, bottom turn, spray at the top, and then lay low inside the barrel. Easy for you?

So, is it worth?
Well, yes.
Quantity and consistency are of another planet. Unless you only enjoy pumping/barreling Kirra or Uluwatu, then yes, this is lots of fun. This place is like Disneyland for weekend surfers.

And what about the nature (or the absence of it), the searching, the finding, the perfect wave dream, the enlightenment, the spiritual growth that surfing in the Ocean can give you?
I surf in super crowded places where women and kooks like me get abused by locals and youngsters. That storytelling does not fit with my reality and I don't have any problem in having fun in a pool if I'm sure that I can get my waves without dickheads interfering. Honestly, I don't know what the problem would be.
For me surfing is about having fun and URBNSURF is certainly a place where I got a lot of fun.
It made me happy. I'll go again.

So, time for my rating!
Score: 4.5 stars out of 5!
Why not 5? Because it could be bigger!!
Does it work?
Hell yes!
Do I like it?
A lot.
Do I recommend it?
Of course!
Suggestions?
Book ahead. Get no less than 2 sessions. Use it to try fins and different surfboards: in 2 hours you’ll get them sorted!
Be fit.
Have fun!


--Italian--

Aerial shot of The Wave, Bristol - same but smaller



Mi sono sacrificato ed ho visitato URBNSURF per voi.
Ecco tutto quello che non è stato ancora scritto per il surfista qualunque che vuole visitare questo parco giochi.

Cos’è URBNSURF?
E’ una wavepool creata a Melbourne da imprenditori australiani, utilizzando la tecnologia Wavegarden Cove.
Al contrario della capostipite in funzione nei Paesi Baschi ed in UK, che utilizza un’ala che viaggia sotto la superficie dell’acqua, attaccata ad una sorta di treno che corre al centro vasca (zio Kelly ha chiaramente copiato), qua la creazione delle onde è nascosta ed è segreto industriale.
La vasca ha forma romboidale, con un pier al centro che nasconde la macchina delle onde e le divide in destre e sinistre.

Cosa trovo una volta varcati i cancelli?
Spogliatoi, bagni, docce, lockers, divani, tavoli, panchine, spazi verdi, spa, scuola di surf, noleggio ed acquisto attrezzatura, servizio fotografico/video, bagnini, camioncini per rifocillarsi e presto anche un vero e proprio bar ristorante (alcune cose sono ancora in allestimento, ma l’esperienza è già ottima), clima rilassato e surfisti gasati.

Che onde ci sono a disposizione?
Dal sito è possibile prenotare sessioni per beginner, intermediate e advanced.
I beginner stanno vicino riva, se così si può dire, gli intermediate e advanced si alternano durante il giorno e surfano le onde partendo dal picco più lontano.

Quanta gente c’è in acqua?
Ogni lato accoglie un massimo di 18 surfisti per ogni sessione. Oltre ai beginner che fanno lezione vicino riva.

Come si svolgono le sessioni?
Dieci minuti prima dello scadere di ogni ora suona una sirena che avvisa i surfisti in acqua che è tempo di prendere un’ultima onda ed uscire.
Contemporaneamente il nuovo gruppo viene radunato al centro, vicino al pier, per scannare il braccialetto elettronico e per una breve introduzione.
Dopodiché si entra in acqua ed inizia la giostra. Fino alla prossima sirena.




Cosa succede in acqua?
Le onde generano una corrente significativa che gira in senso orario nella parte delle onde destre, e antiorario dalla parte opposta.
Quando si entra in acqua accanto al pier basta sdraiarsi sulla tavola e si viene portati agevolmente verso il picco in fondo alla piscina, dove il muro esterno ed il pier centrale convergono, creando un angolo d’acqua che risulta essere la take-off zone.
Se si cade la cosa migliore è farsi trasportare dalla schiuma dell’onda successiva verso riva, per poi attraversare la piscina verso il pier sfruttando la corrente, e tornare al picco remando il meno possibile. Qualsiasi altra scelta, oltre ad essere di intralcio e in qualche modo pericolosa per gli altri surfisti, risulta in una lotta impari contro un potente fiume d’acqua che si farà sentire sulle vostre spalle a fine giornata.
Le onde vengono sparate circa ogni sei secondi ed in set di circa dieci alla volta. Dopodiché’ c’è una pausa di uno o due minuti prima del nuovo set.
Inizialmente la pausa è una delusione e la prima reazione è: ecco la fregatura! In realtà, come accennato, questa macchina spara onde vere ogni pochi secondi in uno spazio che non è poi così grande come sembra. Dopo poco la corrente è fortissima, c’è chi cade e non si toglie di mezzo, chi viene trascinato sino al parcheggio, chi lotta di traverso ed invano contro il fiume..
Non so se ci siano ragioni tecniche, ma la pausa risulta essere necessaria per la sicurezza di tutti, per ristabilire ordine e ridare fiato ai partecipanti.
Si, avete letto bene: ridare fiato. Magari non in senso letterale, ma l’esercizio qua avviene ad una intensità molto più alta che in mare. Nella mia prima ora all’URBNSURF ho contato 14 onde. 14 pop-up, 14 cavalcate, uscite o cadute, e remate e tutto il resto. Mentre in mare/oceano il surfista sceglie quando e come e cosa fare, qua è come avere il personal trainer che ti conta i secondi di riposo tra un push-up ed uno squat.
Come detto le onde vengono sparate in set di circa 10 alla volta. Ciò significa che se la sessione è completamente piena (ed al momento all’URBNSURF stanno vendendo tutti i posti disponibili, sempre, tutti i giorni, dall’alba alle dieci di notte), i 18 surfisti in acqua prendono le onde necessariamente in due set diversi, con una pausa nel mezzo. Dunque non c’è bisogno di affrettarsi a fare il giro, perché non prenderete mai due onde dello stesso set. Una volta capito questo, farete con più calma, risparmierete energie, e penserete con più serenità alla prossima bella onda che vi aspetta tra qualche minuto.

Stare in fila nello strano line-up è la parte più fastidiosa, a mio avviso. Durante la pausa non c’è problema, ma quando si inizia, si galleggia accanto al pier centrale mentre le onde vi fan fare le montagne russe, risucchiandovi in avanti ed in dietro a ciclo continuo, mentre dovete gestire la posizione insieme ai vostri vicini. Se andate col longboard come il sottoscritto, mettete in conto il fatto che i vostri vicini (90% shortboard, sembra essere la media) sbatteranno contro la vostra tavola con una certa regolarità!

Il take-off è l’esperienza più strana che possiate avere. Siete in fila, uno ad uno gli altri partono con regolarità da metronomo, ed in punto in bianco avete 6 secondi per mettervi in posizione e prendere un’onda che non c’è, non avete visto, non avete scelto, non avete valutato. Ma basta il tempo di spostarvi al centro, girare la tavola e dare uno sguardo alle spalle per vedere l’acqua della piscina salire decisamente in alto e risucchiarvi indietro. Tocca a voi. O siete pronti o cadrete senza appello.
Inizialmente il processo può confondere i vostri automatismi e risultare alieno. È molto probabile che fallirete il vostro primo take-off, per il semplice motivo che in realtà non sapete cosa state facendo. Ma dopo poco aggiusterete il tiro ed a quel punto inizia il divertimento.

Ma insomma, come sono queste benedette onde?
Vediamo, come posso descriverle in poche parole.. Ah ecco: una figata!
Qua devo specificare di aver surfato, col longboard, solo l’intermediate, perché’ il tubo a disposizione per gli advanced è fuori dalla mia portata. Ho anche una certa’ età e somiglio più ad un bradipo che ad un gatto. Tuttavia, dalla mia parte c’è il fatto che normalmente surfo in Gold Coast e conosco le famose onde della zona.
Questo per dire che l’intermediate offre un’onda tipo point, che spinge quanto basta, con una bella parete aperta per le vostre manovre ed un picco che si srotola e vi travolge esattamente come in oceano. L’oceano regala certamente onde migliori e di varietà, ma anche peggiori e per periodi indefiniti. Ed è praticamente impossibile prenderne così tante di questa qualità nell’arco di poche ore. Questo posto è praticamente una palestra per il surf.
Ma la parte migliore è che durante la sessione cambiano i settings, aumentando gradualmente l’altezza e la potenza dell’onda. Si parte ad altezza bacino e si finisce ad altezza testa. Il take-off diventa un poco più critico e la parete a disposizione più alta e consistente. L’ultimo setting mi ha ricordato l’onda di National Park a Noosa, in buone giornate: sufficientemente alta, di bella forma e veloce per godere come un riccio.
La durata è di circa 12 secondi. L’onda di URBNSURF vi da abbastanza tempo per spararci 3 o 4 manovre in scioltezza.


Proprieta' di URBNSURF


Ma son proprio tutte uguali?
No. Le correnti interne, la rifrazione ed il vento fan si che ogni onda sia unica, pur restando maledettamente, incredibilmente simile alle altre.

E la advance?
Per quanto visto, la sessione advance riprende da dove aveva finito l’intermediate: onda alta e muro aperto, per poi diventare via via più cattiva. L’onda si trasforma ed il tubo viene formato con una sorta di picco tipo The Wedge in California, per capirci. A quel punto si tratta di fare take-off, bottom turn, uno spray in cima, e poi via dentro il tubo, che dura un paio di secondi. In questo caso, al contrario dei tubi infiniti che vedo in Gold Coast, qua il tubo sembra essere breve (sembra perché’ non so cosa si provi a farlo) e comporta anche la fine dell’onda.
Certamente è abbastanza difficile dato che ho visto cadere di continuo tantissime persone.

Ma ne vale la pena? Non è troppo caro?
L’intermediate all’URBNSURF costa 69$ (42 Euro al momento di scrivere) in giorni lavorativi e 79$ il weekend. Se vivete in Australia e credete sia caro, avete qualche problema da risolvere prima di andare a surfare.
La quantità combinata con la consistenza delle onde che prendete in piscina supera una normale sessione tra i pesci.

Ma scusa, ed il contatto con la natura, la lotta contro gli elementi, i regali di Nettuno, la ricerca dell’onda perfetta, il karma, l’illuminazione, le visioni di San Pietro sopra la traversa come Fantozzi e le foto facendo yoga in controluce al tramonto dove le mettiamo?
Mi spiace che voi abbiate questi problemi. Ma non sono uno psicologo. Per tutti quelli che invece pensano che surfare sia divertimento, l’URBNSURF, ed in generale la tecnologia Wavegarden Cove, è certamente il parco giochi che fa per voi.

Ok, tempo di tirare le somme con le solite domande che applico a tutto cio' che provo.
Punteggio: 4.5 stellette su 5.
Perche' non 5? Perche' si potrebbe costruire piu' grande con onde ancora piu' fighe.
Funziona?
A voglia!
Ti piace?
Ci passerei settimane intere.
Consigli?
Fare minimo due sessioni. Con la seconda tutte le incognite son passate e rimane solo il godimento.
Approfittatene per provare pinne e tavole diverse: in due ore risolvete i dubbi amletici che vi attanagliano da anni.
Arrivate in forma.
Divertitevi!