05 June 2023

A lot of trial and a bit of luck

 A weird season.

May has delivered more waves than Feb/March, which is supposed to be the best part of the year, and that's when the pros come for their competitions.

So I've been fairly constant driving down the coast, but I got a never ending series of grey, windy days, too small or to big waves and little joy.

Until mid May, when, with a bit of time off, I could get 2 glorious, sunny days, with a good, small, consistent swell. I had the time to try many times the cutback to set up a proper nose riding.

While walking on the board ceased to be an issue some times ago, getting the time and the position right is another story.

Sometimes you are turning too much. sometimes you slow down too much, sometimes you rush too much..

But I'm happy about my brain putting together the clues and having a certain amount of understanding of the steps needed for a proper nose riding.

I'm also proud of myself because for the last couple of years I've been surfing always alone. Some of my friends gave up, some when interstate, some added a sail to the fun. So, I never exchange ideas on what's happening. It's always me and myself, looking at YouTube, looking at other surfers, and trying to make sense of it.

Also, a bit of happiness comes from the picture below. That's me, standing up on the nose. It's real. :) 



The days I love - Click to enlarge


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Mesi strani.

Ha fatto piu' onde a maggio che a febbraio/marzo, storicamente il momento migliore per questa costa, ed anche il periodo delle gare internazionali.

In ogni caso sono riuscito ad essere relativamente costante con le mie trasferte, anche se per la maggior parte non esaltanti, e piagate da vento, nuvole e pioggia. Grazie pero' ad un po' di ferie, ho beccato almeno 2 giornate infrasettimanali gloriose, per tempo atmoferico e onde (piccole, belle, costanti, tante).

Il mio lentissimo progresso ha dunque -e finalmente- ringraziato, potendo provare sotto al sole autunnale il segreto del nose riding.

Camminare sulla tavola non e' piu' un problema. Nei giorni buoni sono in grado di manovrare e fare avanti ed indietro in scioltezza, alternando entramebe le direzioni sulla stessa onda. Il segreto sta invece nel posizionarsi la' dove serve per poter stare veramente sul muso. Significa quansi sempre fare un cutback per aspettare il picco dell'onda e' mettere la tavola nel punto critico. Ma poiche' ogni onda e' diversa, il momento il cui rimandi la tavola sulla parete, avendo perso velocita', e' molto critico. Alle volte giri troppo, alle volte sbagli i tempi, alle volte devi correre in avanti... Son pero' felice di aver potuto provare decine di volte e di aver interiorizzato almeno la serie di steps da fare in determinate occasioni.

Mi muovo sempre in una realta' in cui passo da quasi competente a Fantozzi in un battito di ciglia. Ma ecco, nel momento giusto, non me la cavo male.

Questi ultimi progressi accadono poi in un periodo, ormai gia' prolungato, in cui in acqua surfo da solo. C'e' chi ha rinunciato, chi si e' traferito altrove, chi ha cambiato sport aggiungendo la vela... Non ho dunque mai modo di scambiare idee e valutazioni, e soprattutto ricevere consigli da qualcuno che mi vede e capisce. I video su youtube e la gente intorno a me in acqua sono l'unico mezzo che ho per mettere insieme i pezzi del puzzle, nella mia testa, in silenzio, per cosi' dire.

E' comunque accaduto un piccolo miracolo: una mia immagine, fatta col cellulare, mentre sono sulla punta, nose riding. Not bad!