19 February 2013

Sull'isola


Questo weekend appena passato l’ho trascorso a Stradbroke Island per un rilassante weekend con amici.
Avevo messo in conto che sarebbe stato un weekend di surf sprecato, e cosi’ e’ stato, se non per una piccolissima parte.

S. infatti era presente sull’isola e si era portato dietro la sua tavola, lunga come la mia, ma fatta da mani esperte, piu’ fina, piu’ leggera, piu' performante. Presa di seconda mano.
Avrei voluto affitare una tavolazza a noleggio e farmi qualche ora in acqua, invece affittare si e’ rivelato un impresa e ho finito per usare la tavola di Stefano per una mezzoretta.

Le onde era quasi decenti ma rompevano molto vicino alla sabbia.
Ne ho preso 2, propriamente. La prima e’ morta quasi subito, la seconda, piu’ grande, l’ho cavalcata per un pochino, girando la tavola, spingendola giu’ prima di perdere l’onda, e rimandandola per la tangente l’attimo dopo.
In entrambi i casi mi ha dato l’impressione che girare quella tavola sia stato piu’ facile che con la mia.
Sono cosi’ poco esperto che non saprei se siano state le condizioni o merito della tavola.  O me, migliorato.

Ultimamente ho messo a fuoco il fatto di dover tenere il braccio destro alla mia destra e sporgerlo fuori per girare da quella parte. (sono mancino sulla tavola, dunque andare a destra significa come giocare di rovescio a ping pong)
Per quanto sia ovvio a parole, non viene naturale. Bisogna imparare ad avere e tenere le braccia ai due lati del surf invece che entrambe sul lato in cui guarda il tuo corpo.
Quando l’altra volta ho usato la 8-2 ed ho fatto quelle micro manovre, erano fatte con la nuova, ragionata posizione del braccio. Ma erano troppo brevi.
A Straddy non ho pensato consciamente di farlo ma il ricordo che ho e’ che l’abbia fatto.
Quindi rimane il dubbio: postura migliore, tavola migliore, o condizioni particolari?
E’ tempo di tornare a bordo della mia tavola e provare.

Mercoledi o Giovedi dovrei essere in grado. Le onde non saranno piccole. Forse devo andare a Noosa.

A Straddy e’ stata l’occasione forzata per stare in acqua a fare immagini. Ho filmato qualche onda di S. e lui ha filmato, maluccio, me.

S. ha iniziato il surf con me. Siamo partiti da 0 lo stesso giorno. Ovviamente io beneficio di giorni settimanali in cui vado al mare, dunque ho provato piu’ di lui. In ogni caso mi sembra di poter dire di essere piu’ concentrato di lui, sul surf, e di essere un po’ avanti.

Il fatto di essere mancino mi ha svantaggiato surfando i point della zona, con onde che vanno sempre a destra. Mi ha costretto a surfare dando la schiena alle onde. Ma dopo qualche tempo mi ha anche messo nella condizione di ragionare forse meglio sui cambi di direzione, dato che il mio corpo guarda a sinistra, non verso l’onda, ma verso la spiaggia, ricordandomi che ho spazio a disposizione per andare dove voglio.
Quindi generalizzando, credo di poter dire che lui vira a destra stando a centro tavola e da li spinge su e giu’ lungo l’onda. Ma se non cambia posizione, non potra’ mai fare molto di piu’.
Io invece ho capito il trucco e sto’ col piede di dietro sulle pinne, e spingendo con quello indirizzo la tavola dove voglio. La giro di quasi 90 gradi, qualche volta. Per fare cio’ ho passato ore a guardare filmati e leggere, finche’ non ho messo a fuoco il trucchetto. Che non e' un trucchetto, ma che nessuno mi aveva detto. 
Ora mi sono anche reso conto che concentrandomi da mesi su questo aspetto mi sono dimenticato che poi devo spostarmi verso centro tavola, dove sta S., e dove dovrei stare se voglio dare alla tavola il giusto equilibrio per filare lungo la faccia dell’onda in un moto di perpetuo scivolamento.
Mi e’ capitato infatti di perdere lentamente un’ onda per via del fatto che stando sulla coda della tavola praticamente freno. Ma ormai ho messo a fuoco tutto e non dovrebbe succedere piu’.
Dunque per concludere, il mio ego sostiene di essere meglio di S. perche’ ho una concezione piu’ ampia di quello che sto facendo e dei problemi che affronto.
Ora devo concentrarmi sulla posizione delle braccia e sul tornare a centro tavola*.
Facile a dirsi.  

*Utilizzando un longboard, cioe' in tipo di tavola molto lunga, figlia del secolo scorso e lontana anni luce dai missili che vengono utilizzati oggi, la fisica richiede che si sposti continuamente il peso sulla coda per girare, ed al centro per filare dritto.  

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