25 August 2020

Slow

Sometimes I still make this mistake.

I turn hard and I fall.

Sometimes you need to go back to the basics. But the problem is always the same: practice. I don't surf enough to improve as much as I'd like.

The other day I thought that I surf 3 to 4 times a month. There are a lot of people who do that in a week. It's like the story of the twin brother that goes traveling at speed light and come back younger than his brother. Two different timelines. That's me. The others are going at speed light while I'm getting older.

I'm frustrated. 

 

 



Qualche volta faccio ancora cosi'.

Mi butto per una curva poderosa e mi ritrovo in acqua. Mi butto in acqua.

Certe volte e' necessario tornare a ripassare i principi di base. Ricordarsi di spostare i piedi, di fare questo e quello. Ma non e' possibile farlo in modo programmato surfando solo 3 o 4 volte al mese, in posti affollati e con onde che non ti danno cio' che serve. E moltissime persono attorno a me fanno 3 o 4 sessioni in una settimana.

E' come la storia dei fratelli gemelli. Quello che parte alla velocita' della luce e poi torna meno invecchiato dell'altro. Due linee temporali differenti. Io sono quello che rimane a terra. Divento vecchio facendo progressi da tartaruga.

Frustrazione.



05 August 2020

Double Island Point

I’ve been thinking of surfing Double Island Point for a long time.

But it’s a remote place and a 4WD is a must. You either drive 50km on the beach from Noosa, but only during low tide, or 130km inland, plus 12km on the beach from Rainbow Beach, only on low tide, again.

I’ve never had the chance to go until it occurred to me that I could have booked a mini surfing trip from Rainbow Beach. And last week a road trip in the right direction made all the pieces of the puzzle come together.

DIP is a beautiful place. Amazing. Still untouched but the white man, bar the tourists and semi locals that go there camping. Remote and wild and still echoing of the times when the white men were still looking at it from the boats, and wondering.

Of course, the day I went there it was horrible: super strong offshore wind, dark sky, rain, cold; miserable. 
I was the only non-beginner of the tour so I could spend my time as I wanted, and I entered the water alone. (things I don’t enjoy: a dark sea, an unknown spot, being alone. Perfect.)
The waves were small, with a low period and breaking all over the place. The strong wind kept them up way beyond reasonable and then let them crush randomly here and there. I couldn’t see any order at all.
I picked a spot and tried. I got one, which could have been nice if I didn’t have to spend time fighting against the wind. Then nothing. I couldn’t stick to a specific spot, I couldn’t turn my board easily, I couldn’t see in front of me because of the spray, I couldn’t drop down.
After a while a resolute to catch the white water to get a push against the wind, but it was a poor solution to a stupid day.
I saw 3 guys down to the north, and went there, hoping to find experts who figured out what to do. But no, really. Nothing changed.

I gave up before the hour having paddled for two. What a waste. Classic me.

Now I’m thinking that, even if I don’t have much to compare, I suspect that Noosa is a better wave.
 
 
The day after was a great day. Obviously. What a fantastic place!
 
 
 
Erano da tempo che avrei voluto surfare a Double Island Point.

Questo e' l'ennesimo capo che interrompe le immense spiaggie della costa est dell'Australia. Come Byron Bay, Coolangatta, Point Lookout a Stradbroke Island, Cape Moreton a Moreton Island, Noosa Heads, Indian Head a Fraser Island, per citare i piu' rinomati.
Tutti figli della stessa storia geologica, creati dalle stesse condizioni ambientali: un cucuzzolo di rocce che blocca il flusso di sabbia bianca verso nord, creando isole, dune, foreste e poi onde perfette.

Solo che D.I.P. e' un luogo remoto.
Fa parte dei 2.196 chilometri quadrati del Great Sandy Natinal Park, il cui nome spiega gia' tutto. Una intera regione fatta di foresta nata su alte dune di sabbia che arrivano a picco sul mare. Un territorio ignorato dai bianchi, che cercavano pascoli o miniere, tanto che ancora oggi semplicemente non c'e' nulla, neanche le strade.

Per arrivarci ci sono due modi: avere una 4WD e da Noosa farsi 50km sulla spiaggia, ma solo a cavallo della bassa marea, onde ritrovarsi sommersi dall'acqua; o farsi il giro di circa 130km per arrivare a Rainbow Beach, e poi comunque percorrere in 4WD 12km sulla spiaggia in senso opposto a prima, ma sempre a cavallo della bassa marea.

Rainbow Beach e' un paesino minuscolo che esiste solo per via di Fraser Island a pochi chilometri. Da qui infatti partono moltissimi tour e i turisti sono la linfa vitale di questo strano avamposto. Ovviamente ti portano anche a D.I.P., ed e' quello che abbiamo fatto noi. Ci siamo uniti ad un gruppo di aspiranti surfisti e ci siamo fatti portare al Capo.

Ovviamente gli australiani, essendo figli della loro terra, amano la vita all'aria aperta, lo sport, le barche, la pesca, il surf, il campeggio e le auto 4WD.
D.I.P. non e' quindi un luogo deserto. Molti sono i turisti, e molti i gitanti privati che ci si recano per godersi il luogo, muniti di qualsiasi tipo di attrezzatura.
Come ogni meta turistica al giorno d'oggi, non puoi pensare di arrivarci ed esser solo.
Ma non e' una cosa che trovo negativa, in questo caso.
Perche' se per caso si fosse davvero soli, e l'auto avesse un problema, immediatamente i 12km a piedi sino a Rainbow Beach si trasformerebbero in un incubo, in una corsa contro il tempo, contro la marea e l'oceano che inghiotte tutto senza curarsi. E se si avesse un problema fisico, beh.. buona fortuna.

Ma come diversi luoghi di questo continente, la presenza di altri non scalfigge il senso di vastita', eternita' e stupore che l'Australia sa darti. Double Island Point e' un posto meraviglioso. Sapevo delle onde, ma ignoravo il resto.

La guida ci ha portato sino alla punta del capo, per poi girare e percorrere una enorme lingua di sabbia in senso inverso, cercando il punto ideale per la lezione di surf.
Io ero l'unico indipendente e la tipa mi ha dato un'ora e mezzo di tempo dicendomi sostanzialmente di far quello che volevo.
Solo che sono Fantozzi.
Era un giornata con fortissimo vento da S, che se da un lato aveve creato le onde, dall'altro, in senso letterale!, le travolgeva come un off-shore tipo Bora triestina. Non solo. Appena scesi dalla Jeep e' iniziato a piovere, trasformando la giornata in un freddo, assurdo schifo.

Cose che non mi piacciono quando surfo: il mare nero, irrequieto; i posti che non conosco; essere solo nel mare nero o in un posto che non conosco. Perfetto, quindi.

Mi sono messo la muta (e la sabbia) e mi sono avvicinato all'acqua mentre il vento tentava di farmi decollare attaccato alla mia tavola manco avessi un acquilone. In acqua non c'era nessuno. Ho speso qualche minuto a guardare, cercando di capire se c'erano cose che non stavo considerando. La pioggia sulla schiena, il freddo in aumento.
Le onde non erano grandi. Al massimo arrivavano al metro. Erano relativamente ordinate, ma ben sotto i 10 secondi di periodo, molto ravvicinate. La rifrazione attorno al point era fortissima e formavano un arco assurdo che non avevo mai visto altrove. Il vento contrario le teneva su per interminabili secondi, impendendo che si infrangessero e sfumandone la cima verso il cielo nero. Ed i picchi erano sparsi ovunque, senza logica, per via della bassa marea e del fondale  irregolare, col vento a mischiare le carte. Il fondo era basso, tutta sabbia ovviamente, distribuita chissa' come. C'era la solita corrente parallela alla spiaggia, come in Gold Coast.

In acqua non avevo riferimenti. Ero lontano dall'inizio del point e le onde come detto si infrangevano ad ogni distanza ed in ogni zona. Tentavo un po' di uscire oltre i flutti ma non aveva senso.
Dopo diversi minuti a cercare una posizione che ignoravo e che probabilmente non c'era, ne ho puntato una e l'ho presa subito, passando pero' il tempo a combattere il vento che voleva fermarmi. Mezzo gasato dalla lunga, strana corsa, sono tornato indietro (ma dove pero'?) a prenderne altre. Ma invano. Il vento non mi ha dato piu' pace, impedendomi di girare la tavola a piacimento, fermando le mie remate, accecandomi con l'acqua salata, sollevando la tavola proprio quando era il momento di scendere giu'. Un calvario.
Ad un certo punto, ho deciso di prendere la schiuma bianca e farmi spingere come i principianti. Funzionava ma era uno schifo. Giusto un'onda, ad un certo punto mi ha dato soddisfazione, surfandola quasi senza conbattere, sia a destra che a sinistra.
Ho poi visto 3 persone a cento metri da me, verso nord. Ci sono andato sperando che loro avessero capito tutto, ma non cambiava niente.
Sono uscito dopo 50 minuti ed aver faticato per due ore.
Solo io posso trovare uno schifo del genere in un paradiso cosi'.

Il giorno dopo ovviamente era una bellissima giornata. 


This was supposed to be a right.. I managed not to fly away..



22 July 2020

The old man

The old man paddled out and sat next to me to take a break just when the wave arrived.

I’ve been waiting for a long time to get that wave out of a busy line-up. Sitting on the shoulder patiently, knowing it would come again.
The old man thought I was one of the many kooks around. And he wanted to fuck me right there. He didn’t have the energy and time to paddle around me, so he thought he could paddle to the left in front of me, cutting me out. 
No way man. 
I usually don’t compete with grey surfers, because I respect their efforts and passion and the long paddles they need (everyone needs, but specially them) to endure. But this guy? Not today.

I turned my board and paddled harder than ever, going sideways to the left, 1ft from him, who was still trying to leave me without water underneath.  I accelerated faster, kept my priority and felt the perfect wave sucking me back up. I got it. 
At the same time I felt it was mine, the old guy gave up.  I popped up basically going left on a right wave. WTF, bloody old guy. I turned my board right of a 100 degrees in a single motion, found myself at the very top, and pushed down right, speeding up down the line in what became a very fine and fun ride. I knew it. 

There were plenty of kooks the other day, and certainly I can be a kook anytime. That’s my superpower. But I’m not a beginner anymore. I know what waves I want, how to get them and I know I can ride them decently.
It’s hard to judge the crowd. The old man got the wrong target. Especially when you don’t want to wait and evaluate. Greedy. After that he went on further out. I kept waiting and surfing my wave. Not today man.







Il vecchio e' entrato in acqua, ha remato, e si e' fermato a prender fiato accanto a me, proprio quando l'onda che aspettavo stava arrivando. 
Non ero fuori posizione. Data la folla, me ne stavo in disparte ad aspettare una bella onda leggermente diversa dalle altre, che si presentava ogni dozzina di minuti o forse piu', arrivando un poco piu' da nord ed evitando di coinvolgere la massa che affollava il picco.

Il vecchio, appena arrivato, ha pensato di fottermi immediatamente. Non avendo il tempo di girarmi intorno per prendere la priorita', ha pensato di remare in diagonale davanti a me, tagliandomi fuori. E no cazzo!

Di solito non sto' a competere con le persone di una certa eta' perche' apprezzo la fatica fisica che fanno per arrivare alle onde e prenderle. E vorrei un giorno avere in cambio lo stesso favore. Ma questo stronzo? Non si fa cosi', vecchio.

Ho girato la tavola, piantato le braccia in profondita' e spinto piu' del solito. Il tipo andava ridicolmente a sinistra e mi ci sono messo parallelo, impedendogli di sorpassarmi. Dopo poche bracciate ho sentito il risucchio e saputo che avevo gia' preso l'onda. Allo stesso momento il vecchio ha finalmente desistito.

Per colpa sua mi son ritrovato a fare un pop-up andando a sinistra su un'onda destra. Maledetto. In un unico movimento ho girato di almeno 100 gradi a destra, e, ritrovandomi sulla cima, ho spinto giu' in diagonale, filando veloce e iniziando una bella cavalcata, come mi aspettavo che fosse.

Era pieno di schiappe l'altro giorno. Un circo. E sicuramente posso trasformarmi in Fantozzi ogni secondo. E' un mio dono naturale. Ma non sono piu' un beginner. So cosa voglio, come prenderlo e cosa farci sopra. 
Il vecchio e' stato ingordo ed irrispettoso. Ha sbagliato. Non ha valutato le persone intorno, sottovalutandole tutte. Senza sapere. e' partito per la prima onda che ha visto. Io ero la' ad aspettare fermo da minuti e minuti per un motivo ben preciso. Ha fatto la figura del cretino.
Dopodiche' e' andato oltre, vicino al picco affollatissimo.
Mentre io ho continuato ad aspettare e surfare la mia onda.

30 June 2020

Little things

I get high for little things.
Dragging my hand in the wave’s face.
Spraying some water.
Walking forward and back, moving, shifting, kneeling, reacting to the water, managing the weight, managing the wave and making it last.

Little things. Happy things.


Little, perfet Kirra - click to enlarge



Ci sono volte che mi gaso, per piccolezze.

Sfiorare l’acqua di un’ onda con la mano mentre si fila in trim.
Sollevare uno spruzzo d’acqua con la tavola.
Camminare, indietreggiare, spostarsi, tornare avanti, inchinarsi, reagendo alla superficie dell’acqua, spostando i pesi per adattarli alla situazione e prolungare la corsa sino alla spiaggia.

Piccolezze. Ma belle.


18 June 2020

Details

Waves, a lot of waves.
I think this could be one of the most consistent first half year of my modest surf life. Only, because of my back first and then Covid, I surfed less than before.

Noosa again, for me. Even tough the easing of restrictions are making the crowd reappear.

I went there armed like a buddist monk and determined to stay serene and positive.
When I'm in the crowd, I spend my time evalutating people as well as waves.
Who can really surf and who can I drop in without crime. It's surviving, baby.

Good thing was that good surfers were still somewhere else, chasing bigger waves and checking who's got it bigger.
So I took advantage of the 'casual-surfing crowd' and had my fair share of waves.

I had fun and did something interesting in the field of nose-riding. My super slow, never ending progress to master this move. Not far, but not there yet. Getting closer. And having fun.

Things that will make me remember this session.
-The sun, finally.
-The carpark, full, after quite some time.
-An old man, with shoulders squared like a door, who surfed with style.
-A middle age asian woman, who got a lot of waves and was probably the best one in the water, for style, elegance and number of waves.
-A dolphin jumping out of the water for fun. I'm never sure of being happy or worried when I see them. Are they scaring away sharks, or are they chasing food, like sharks, with sharks??
-A sea eagle, very noisy, watching the surfers from the top of the tall trees.
-The father who launched his daughter into my wave. I had to abort to avoid killing her. She didn't even  see me. But his father? Dickhead.
-Another father, shouting orders to his teenager son. After 5 minutes of show the boy paddle away embarassed, leaving him alone. Everyone laughing at him (at the man). What a horrible day for the kid.
-A drone, filming nothing to preserve for future generations.
-A big, young woman, paddling out. I'm always caught in my prejudices when I see someone who seemingly does not fit in and won't be able to surf. What an horrible mind set, mine. I've learned to not underestimate anyone, as literally everyone could be actually better than me.
So I was curious to prove my self wrong. But I didn't see her. She went too far from me.
-My feet, which made me have good fun.



Since Thursday it was clear how it was going to be..
Gia' da giovedi' Noosa non lasciava molti dubbi sulla situazione.


La schiena e la pandemia mi hanno fatto perdere un inizio anno che non capitava da anni.
Onde su onde. Ancora.
E senza la piscina per allenarmi mi sono rifugiato ancora una volta a Noosa.
Credo che l'ultima volta in cui ho surfato a Noosa a giugno fosse il 2012 o 13. Dopodiche' non e' mai valso il viaggio di 150km. Non saprei dire se questa sia l'eccezzione o se lo fossero gli anni precendenti.

Purtroppo le restrizioni sempre meno ferree hanno fatto tornare la folla.
Sono andato al solito posto, circondato da una marea di gente. Le onde erano il solito metrino e la marea in salita ha regalato la solita finestra di quasi perfezione.
Putroppo l'enorme quantita' di sabbia che in questo ultimo anno, o piu', e' presente un poco ovunque rende impossibile collegare bene National Park con Little Cove, creando un close-out che difficilmente si puo' superare. Quindi cavalcate relativamente corte.

Il problema principale rimane comunque trovare il tuo spazio tra la gente.
Fortunatamente, con la mareggiata in corso a creare onde epiche altrove, a Noosa rimangono per lo piu' i surfisti per caso.
Passo il tempo a guardare gli altri e catalogare contemporaneamente le onde e le persone. Essendo impossibile partire da solo, cerco di capire e sapere in anticipo l'abilita' degli altri. Beginners, scarsi, parlatori, decenti, bravi, bravissimi. In questo modo ho una idea di cosa possano fare la persone accanto a me e come comportarmi.
Come detto la maggior parte sono surfisti per caso. Incapaci, confusi o timorosi. Cosi', adocchiati quelli a cui dare strada, tutti gli altri sono da scavalcare. Non in senso cattivo, ma per pura sopravvivenza.

Ho surfato. Non tantissimo, ma me la sono cavata. Niente di memorabile se non alcuni passi incrociati azzeccati che vedo ancora quando chiudo gli occhi. Piccoli tasselli da aggiungere al puzzle che sta mettendo su il mio cervello. Il solito, lentissimo processo di apprendimento inconscio, diluito in pochi secondi di tentativi alla settimana.

Questa sessione la ricordero' pero' per i seguenti dettagli casuali e slegati.
-Il sole, finalmente.
-Il parcheggio pieno, dopo alcune (alcune per me) giornate di desolazione.
-L'uomo cui capelli bianchi e le spalle dritte e squadrate con una porta. Risultato di una vita a remare. L'ho notato prendere solo un'onda, molto bella. Ma comunque finita al close-out, come le mie.
-Una donna orientale di mezza eta'. Piccola e col cappellino per il sole. Usava un longboard ed era molto brava per il livello del giorno e per me. Elegante, composta, leggera. Ne ha preso di continuo.
-Il delfino che e' saltato fuori dall'acqua, in lontananza. Non so mai se essere contento dei delfini o meno. Dicono che i delfini, in branchi, in qualche modo rompono le palle agli squali e questi si allontanano. Ma non c'e' nessuna prova. E se i delfini stanno inseguendo pescetti da mangiare? Non e' che arriva anche altro al banchetto?
-Un'aquila di mare (haliastur indus) che ha fatto del casino vocale e si e' poi appoggiata sulla fronde degli altissimi alberi del parco, proprio la, a guardare i surfisti anche lei.
-Un padre che ha lanciato la figlia di 5 anni sull'onda abbastanza grossa in cui io stavo gia' andando a mille. Forse la migliore del giorno. La bambina non e' riuscita ad andare in parete e mi e' caduta davanti. Ho girato tutto e son caduto anche io per evitare di sgozzarla col pinnone. Lei non si e' accorta di niente ma il padre testa di cazzo?
-L'altro padre, in acqua anche lui, che sbraitava istruzioni al figlio dodicenne, urlando come uno scemo e incazzandosi perche'  non tentava di prendere onde sulle quali ovviemente c'era gia' qualcuno (vedi bambina). Ha urlato cosi' tanto che il figlio dopo qualche minuto e' andato via, remando tra la folla, cercando di scomparire, lasciandolo solo senza neanche una parola. Il deficente ha tentato di nuotare per raggiungerlo, ma la corrente l'ha portato indietro verso la spiaggia. La gente attorno a me ha riso di lui. Chissa' se poi a casa l'ha poi preso a schiaffi per insubordinazione. Una bella giornata di cacca per quel bambino.
-Il drone, che filmava avanti ed in dietro. Dubito abbia ripreso qualcosa di memorabile.
-Una ragazza sovrappeso, giovane, avvolta nella muta come gli altri, senza possibilita' di mascherare i chili di troppo. Il mio pregiudizio, davanti a corpi del genere, mi fa sempre esclamare: ma questa/o, dove vuole andare? Ma ho imparato che non vuol dire niente. L'equilibrio non e' in relazione con la massa corporea. Chiunque impara da piccolo/a poi, avra' sempre un vantaggio sul mio cervello in decadenza. Pensionati ciccioni, signore rugose, infanti, ragazze da urlo, persone alte e basse, bianche, nere, gialle, rosse. Son tutti potenzialmente piu' bravi di me. In ogni caso la ragazza remava e si dirigeva in fondo. Non l'ho vista all'opera. Ero curioso.
-I miei piedi, che sabato erano in giornata e mi han fatto divertire.


10 June 2020

Webcam

Sometimes 'surfcams' give you beautiful pictures.
It depends on the direction of the cam, sun position, clear glass! But sometimes magic happens.
Check this one out!
Currumbin sunset. Surfers' Paradise in the background.



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Ci sono volte che controllo il mare da casa e mi ritrovo immagini da cartolina in diretta sulle 'surfcam'. Il cui scopo non e' quello certo quello di fare promozione turistica.
Non sempre capita. Dipende spesso dalla luce, dalla direzione, e dalla pulizia del vetro!
Questo tramonto a Currumbin merita, anche se quasi non c'e' niente da surfare. Surfers Paradise si staglia sullo sfondo, persa nella foschia marina di fine giornata. Che bello.

03 June 2020

Cold

Greedy to get more waves, I went to Noosa a third time, even thou it was going to be very cold.

The max temp that day has been 13C, which around here it's too cold for winter, let alone autumn!
Honestly, I don't know how they do it in Europe or anywhere with proper seasons.
I made the effort, but this time conditions were poor. I didn't last 1 hour. It wasn't worth it.
Then I went for a walk and saw amazing condition on the other side.
But it was too late for me, or too big!










Assetato di onde, ci sono tornato una terza volta, anche sapendo che avrebbe fatto freddo.

La massima ha raggiunto i 13 gradi, che da queste parti non avevo mai visto. Ben al di sotto delle temperature invernali, figuriamoci autunnali!
Sinceramente non so come facciano in Europa od ovunque ci siano stagioni vere.
Ci ho provato, ma complici condizioni deludenti, non ho resistito per neanche un'ora.
Ho poi fatto una camminata nel parco, e visto bellissime onde dall'altra parte del parco. Troppo tardi per alcune, troppo grandi per altre!



24 May 2020

Good to be back


Back in the water, at last.

The ‘good season’ is here (and it has been here for weeks and weeks) and finally I got to see the Ocean and catch some waves.

We went to Noosa to search for easy conditions, since our shoulders and backs were (and are) all gone rotten.
Last Saturday it was overcast, cool, and the big swell from SE was reduced to small, fun waves at Little Cove and National Park.
The proficient surfers must have been to other places, looking for big waves and measures their dicks against each other’s. So, the good old home spots at Noosa were left to beginners and kooks like us. Thank you, guys.

We got a lot of waves and our shoulders were asking for mercy after not even 2 hours. I had fun but was also bummed by mistakes and wipeouts that were simply the results of 2 months without practice (not to mention the last 12 months, in general) and fitness.
Since the forecast was looking good, we couldn’t resist and went for a second session on Thursday. 

Somehow Thursday was better. Similar day, similar conditions, but better.

We went out at Little Cove and then sat mid-way through to National Park.
We got a few immediately. They were hip high and kind of fun, but most of them were closing out too soon for our tastes. We could see what appeared to be better waves in the distance and were wondering whether it would be a good idea to go there.
After yet another close-out I saw my friend paddling away. I wasn’t totally convinced, also because paddling too much was going to make me catch less waves. So I waited and watched. Meanwhile the tide was going out and suddenly my little spot started working properly. I got four or five waves in close succession and they were perfect, small, steep and fast. I started practicing cross stepping and finally got the occasion to do it with a super steep face (although small). I was expecting disaster, but the board didn’t move and kept slicing the water like a knife. In one occasion it was so perfect that I performed a second cross-step, reached the nose with my right foot (I’m goofy surfing right), and then put my left foot there as well. I lost control almost immediately, but it was my personal best. Both feet on the nose, for real.

After sometimes, while going back and forth playing this game, I saw the ‘rouge wave’ coming. This is also known as the clean-up wave. But in this place and day, the rouge wave was a head high, classic, perfect Noosa right.
Obviously, I just go a small one and I was out of position. I cursed my destiny and refrain from paddling out fast. There were 5 guys in line and there was no way that this one was for me, anyway. So I kept cool and paddle steadily out to the left.
The guy on the wave wiped-out. My friend wasn’t ready and lost it. And old man bailed out before taking the drop. Tree guys out, two left.
I kept paddling out and left, and kept watching.
One guy took the drop and failed. I kept paddling. The last guy didn’t even try! The perfect wave was empty and its wide beautiful wall was closing on me all the time.
I didn’t expect I could have this chance. It was very late and I was going to get a very steep drop. But nothing compared to some of Kirra’s. I couldn’t let it go without trying. I turned the board at the very last second and the wave got me even before I paddled. I got up and pushed right, going down the line without trouble. Down and up, down and up, down and up, racing through Little Cove, finally, this sensation again! But the third time I did something wrong and wiped-out from the top. Nevertheless, it has been fantastic.

My friend came back, and we kept catching nice little rides, including a couple of very long waves the we shared in tandem.
Again, at the two hours mark we were cooked. Long waves at Noosa means a lot of paddling. Fortunately the wind came up by then and the low tide was changing the behavior of the wave. So it wasn’t too bad to go out by then.
I don’t remember having undisturbed fun in Noosa for a long time. What a place.



Geography of Noosa - click to enlarge



Finalmente.

Certo, i locals non solo non si son fermati, han pure surfato di piu' del solito. E certo, avrei potuto andare all'alba e fare il finto tonto, e surfare come hanno fatto in molti pure da Brisbane. Ma quando sei cresciuto qua e questa pandemia sostanzialmente rimane un'idea vaga che succede ad altri, in altre parti del mondo, e' molto piu' facile dimenticarsene.

In ogni caso in questi mesi ci sono state onde a quintalate.
Questa settimana non era affatto piccolo e Noosa era l'opzione migliore per le nostre spalle ratrappite e la quasi totale mancanza di fitness.

Sabato era una giornata fresca e coperta.
Siamo entrati a Little Cove ed abbiamo scoperto che tutti i bravi surfisti erano a misurarsi chi ce l'aveva piu' grosso sfidando onde importanti da qualche altra parte. Abbiamo ringraziato.
Abbiamo surfato a volonta', tra National Park e Little Cove, dominando principianti ed anziani su onde ad altezza fianchi. Purtroppo la ruggine c'era tutta e ho commesso un sacco di errori sparsi dovuti a muscoli inefficienti e appesantiti.
Ma ci siamo divertiti ugualmente e la situazione settimanale garantiva ancora giorni di onde in quantita'.
Non abbiamo resistito e ci siamo tornati giovedi.
Giornata quasi identica ma onde in qualche modo migliori. E zero esperti, nuovamente!

Inizialmente le onde si presentavano bene ma erano corte, chiudendosi in un close-out che non dava vie d'uscita.
Vedevamo piu' in fondo, verso Boiling Pot, onde piu' alte ed invitanti, ma c'era da remare un po'. Eravamo indecisi. Dopo l'ennesima corsa breve vedo il mio compare remare via. In modalita' risparmio energia ho preferito stare a guardare da lontano e valutare.
Ma mentre lui sedeva largo ad espettare un turno in uno spazio di mare evidentemente piu' affollato, da me le onde hanno preso a sistemarsi e le cavalcate so diventate via via piu' lunghe.

Ora la paretina si alzava verticale ma dava ancora un attimo di tempo per passare e continuare, avendo spostato il peso in avanti in cerca della velocita' massima. Dopo verie ripetizione ho iniziato a camminarci e ho fatto un passo incrociato proprio sulla parete, cosa che di solito evito per paura di cadere. Invece la tavola filava in diagonale come niente fosse, dandomi ancora piu' coraggio. Il top l'ho raggiunto quando ho fatto un doppio passo incrociato e ho portato il piede destro proprio sul muso. La tavola non dava segnali negativi ed allora ho portato anche l'altro piede davanti. Ho perso l'equilibrio quasi subito, ma e' stato un momento che mi ha gasato. Un vero e proprio, per quanto breve, nose-riding.

Ad un certo punto, dopo una caduta, ho visto in lontananza l'onda anomala, quella che in giornate di onde serie diventa onda killer, o clean-up, come dicono qua, perche' fuori misura, si rompe e travolge tutti senza scampo, lasciando poi il mare pulito, libero di surfisti.
L'onda anomala arriva sempre, anche quando il mare e' quasi piatto. Nel qual caso arriva di 30cm, ma pur sempre fuori scala. Il segreto e' essere nella posizione giusta. Ma solitamente questa posizione e' troppo lontana dalla media delle altre onde, e nessuno aspetta invano un miraggio. Va a culo. E per quello quasi tutti vengono spazzati via.
In ogni caso, giovedi l'onda anomala era un'onda ad altezza persona, con un lungo muro aperto, pulito e con una certa potenza. Praticamente, semplicemente la classica, goduriosa onda perfetta di Noosa. Finalmente!

Ovviamente ero fregato. Mi son trattenuto dal remare a manetta per uscire, sapendo che non sarebbe mai toccata a me. C'era uno sopra, ovviamente, e altri quattro surfisti tra me e lei. Ho preso a remare con calma in diagonale per togliermi almeno di mezzo.
Dopo pochi secondi il tipo sopra ha sbagliato ed e' caduto!
Il primo dei quattro si e' girato disperato, me era gia' troppo tardi. Persa. Io continuavo a remare in diagonale.
Un signore di una certa eta' ha preso a remare, ma all'ultimo secondo ci ha ripensato, proprio sulla cima dell'onda. Niente.
Io continuavo a remare, il muro in avvicinamento ed il mio cervello alle prese con la triangolazione dei punti di impatto e di partenza. Partenza?
Il terzo della fila non si e' tirato indietro, l'ha presa, e' corso giu', e non sapendo fare il bottom turn e' stato mangiato da una valanga di schiuma. Io continuavo a remare. Ora gli scenari si moltliplicavano. Fiatone. Guardavo l'onda, il picco, il muro, velocita' di avvicinamento, il quarto surfista, un ragazzo inesperto. L'ho visto girare la tavola ma poi e' rimasto seduto, facendola andar via sotto il culo. Aveva visto giusto perche' anche la da lui un secondo dopo e' diventata una valanga. Non potevo crederci: vuota!
La mia uscita in diagonale mi aveva portato invece nel punto giusto. Quasi. Mancavano forse due secondi. Il muro ora si alzava minaccioso anche per me. Lasciare o tentare? A Kirra questi muretti sono normale amministrazione. Dai! Ho girato la tavola, messo giu' il muso, piegato le ginocchia per portare i piedi sopra al culo e spostare il peso avanti, ho messo il primo braccio in acqua per spingere ma era gia' tardi. La tavola e' partita senza il mio intervento. Ho sentito la valanga al mio fianco e mi son tirato su, preoccupandomi di andare in diagonale e scappare avanti. E d'un tratto era mia. Facile. Giu' in diagonale, virata, su, spruzzo d'acqua in cima girando, giu' nuovamente. Ho ripetuto il gioco tre volte. Alla terza ho sbagliato qualcosa e' son caduto. Ma che figata! Quanto tempo era passato dall'ultima volta?

Il mio amico e' poi tornato da me e abbiamo continuato a prenderle, piccole, facili, divertenti, lunghe. Le remate sempre piu' faticose. Alcune le abbiamo fatte pure in tandem, e sostanzialemente abbiamo fatto quello che volevamo senza competizione degna di nota.
Alle due ore eravamo sfatti.
Ma fortunatamente si e' alzato il vento e la marea, in perenne cambiamento, ha cambiato nuovamente i paramentri. Cosi' siamo usciti sapendo di aver beccato la finestra migliore per quella mattina.
Non ricordo di aver surfato Noosa cosi' senza competizione degna di nota per chissa' quanto tempo.
Che posto. Che bello.

ps: alla fine, stando alla app, abbiamo percorso in acqua 7.700 metri. Metti che abbia sbagliato del 20%. Sarebbero 6.300 metri. Di questi farei 40% onde, 60% remate. Piu' di 3km di remate senza allenamento!