14 October 2013

2 years - 2 anni

My surfing is 2 years old now.
Two years that I try to learn this form of art, two years that I get great joy and great pain.

As I already mentioned it started just because I've been given an old surfboard, and with my friends it was more about killing time than wanting to surf. But the more I learnt the more I wanted to try.

Think about that I was 35, never done sports in 20 years, and I didn't -don't- live near the beach. I usually rely on weekends and my sessions last around two hours. So you can say that in a month I spend maximum 8 hours in the water. Taking into account this facts, and my complete lack of ocean knowledge, or background knowledge, or inherited knowledge, I believe I'm not doing so bad.

I have very clear in my mind how my path has shaped up.

October and November 2011 were spent trying to stand up. In December I got my current -and only- 9'2 cheap surfboard. In January I started to catch green waves and that's when I really got into it.
In April and May I finally questioned myself on how to direct the board where I wanted and I remember some beautiful days in Coolangatta with 2ft waves trying and trying to lean the board left or rigth without much success. (then the web gave me the answers - well, not that I solved the problem!).
Winter went by without much improvement and in september I didn't surf.
In october I was back in the water and by december I finally solved the nose dive problem. January and february were months spent with too big waves and I started recording this blog.
2013 has been a year during which my control has improved a lot, and where I was finally able to feel the board with my feet and move forward and back. But my target has always been to be able to carve and cut back. I'm still fighting with it. But lately, thanks I guess to my balance board, I've been doing some really interesting moves. I may be in the middle of my next step. Who knows..

So far I've been to the hospital twice and countless are the bruises and cuts and little injuries that I went through.  
It is more of a pain and frustration than else, but then, when you are up there, riding a beatiful clear water wave, with the sun shining, and you moving for some sort of magic, and your soul fills with happiness, well, really, it's all worth it.


A symbol of my learning experience: Cooly Jan12, I'm lost and worried while this guy is as relaxed as ever!
Una foto simbolo: Gennaio '12, cerco di capire quale fine sto per fare mentre intorno a me gli altri surfano!


In questi giorni faccio due anni.
Due anni che surfo, o che ci tento. 

Era in questo periodo infatti che, spinto dall'entusiasmo degli amici, mi sono degnato di provare la vecchia tavola da 7foot che avevo ereditato per caso. Se inizialmente era solo una sfida per ingannare il tempo, più ho imparato più e' diventata una passione irrinunciabile.

Ricordo benissimo il cammino di questi due anni.

Premessa: non abitando al mare ho sempre dovuto recarmici, quasi esclusivamente nei weekend. Ed in genere in due ore tra le onde sono cotto. Posso quindi generalizzare dicendo che in un mese passo dalle 6 alle 8 ore in acqua. ( ultimamente 8 e' un miraggio) 

I miei due anni hanno quindi visto questo cammino: ho passato ottobre e novembre a cercare di alzarmi in piedi. A fine novembre finalmente avevo capito dove stare perché la tavola non si fermasse subito. Ma allo stesso tempo la 7ft stava affondando e sono stato costretto a comprare un'altra tavola, che si è rivelata essere una nsp da 9'2 , grande, larga ed in teoria facile. A dicembre quindi ho resettato il cervello ed iniziato quasi da capo, ma in effetti la nuova tavola era molto più amica della vecchia. A gennaio ho cominciato a cercare di prendere le onde prima che si rompessero ( fino a quel momento era infatti la schiuma delle onde a muovere fisicamente la tavola, non la gravita'). Un passaggio obbligato e ovvio per tutti, ma anche significativo per me, un alieno nell'oceano. 
Febbraio, marzo e aprile li ho passati godendo della capacità di stare sulla tavola e cominciando a dirigerla timidamente di lato invece che dritta verso la spiaggia. Ad aprile e maggio infatti mi sono posto il problema di girare e ricordo alcune bellissime e fresche mattine a Coolangatta con 2piedi di onde perfette e nessuno intorno a me. Mattine spese a inclinare la tavola cercando di capire come fare. Ma sono stati i video in rete ad avermi spiegato che dovevo muovermi e cambiare approccio.
Giugno, luglio ed agosto sono passati con onde sempre più brutte e niente miglioramenti. A settembre  non ho serfato. Ad ottobre ho ripreso il filo. A novembre ho capito cosa fare per evitare che il muso mi si piantasse dentro l'acqua in partenza ed anche quello è stato un bel passo avanti. Dicembre, gennaio e febbraio sono stati mesi passati a sfidare onde un po' troppo grandi. Per la fine dell'anno avevo anche definitivamente migliorato il mio mettermi in piedi, in un unica mossa, invece che in interminabili fasi. 
Questo anno poi l'ho documentato sul questo blog. Tempo passato sulla tavola a cercare di capire che succede. Ho acquisito un controllo quasi completo e mi muovo avanti ed indietro sulla tavola prolungando le cavalcate, se possibile. Ma il mio vero obbiettivo, quello di virare completamente, non l'ho ancora raggiunto. Ma sono fiducioso. Da quando ho comprato la goofboard il mio equilibrio e' migliorato e nelle ultime sessioni ho avuto la testa per fare qualcosa in più del solito. E forse, forse, nuovi orizzonti si stanno aprendo. 

In generale si tratta più di fatica, frustrazione e delusioni che altro. 

Ma quando un'onda dall'acqua cristallina ti sta facendo filare sotto il sole, col vento in faccia, e tu sei li sopra questa energia impalpabile, e' una sensazione indescrivibile. 

07 October 2013

What a feeling - Troppo bello


Saturday morning my alarm ringed at 5am. 

At 5.30, having packed all I needed the night before, I was driving south. At 6.40 I was hitting the water at Rainbow Bay, Coolangatta. 

No need to say that the locals were already out in good numbers. 
At the beginning the waves were a bit too small and only rideable close to Snapper, where everybody was, competing for position.
But then it built up to a good meter at Snapper and many waves came up halfway to Greenmount were I and few others were waiting.


So the bigger sets were out of my reach, not for my skills I have to say, not today, but for all the things involved in being there at the front to catch them, but the others were for me to catch and I got plenty of them.


Oh! What a great feeling! 

That's the thing: when you can get enough rides to heal your inner self, then you can start thinking what to do next, how to do it, and fill your soul with happiness.



I had the chance to confirm what I first did at Noosa, that's changing direction and controlling the board from the tip. I'm not saying that I nose ride. I'm a foot away from that. But now I can comfortably get there and still send the board up or down the face. 
Greatest feeling was poping up going right ( as always at the points I surf) seeing room to go left ( hence going my forehand - I'm goofy) and going there till it was possible and then going right again for a bit more.



That's just what I needed to learn as going only one direction always send me away from the curl and cut short my rides. I'm soo stocked! 

I couldn't believe my feet! 

I also got in riding the last wave all the way to the beach, instead of draging myself out like a corps. Oh man, I was so high! I still am.



I felt joy. 
It doesn't happen often, does it? Well, it happens a bit more with surfing. You just can't get enough of it.



6.30am - already too late?
Gia' troppa gente alle 6.30?



La sveglia ha suonato sabato mattina alle 5. 



Avendo già tutto pronto dalla sera prima alle 5.30 stavo guidando verso sud. Alle 6.40 sono entrato nell'acqua fresca e cristallina di Rainbow Bay, a Coolangatta.

Era già pieno di locals che si contendevano la posizione migliore più in fondo possibile, vicino alle roccie di Snapper, e le onde erano piccole. 
Ma poi l'universo ha deciso di dar retta alle previsioni degli umani e in una bellissima mattina priva di vento hanno cominciato ad arrivare onde sul metro abbondante. 
Questa volta l'universo ha anche pensato un poco a me e mentre tutti si contendevano i set più grandi, alcune onde passavano quasi invisibili sotto le tavole di quelli davanti per poi gonfiarsi vicino a me e pochi altri.



Ho così potuto prendere un'onda dopo l'altra, saziando la mia smania di cavalcare e dandomi poi la possibilità di ragionare sul da farsi, come e quando. 
Ho ripreso il filo del discorso iniziato a Noosa ed ho provato ancora a controllare la tavola stando quasi sul muso, ed anche cambiare direzione. 
Infatti questa è stata la cosa più gratificante: poter andare a sinistra, dal mio lato buono essendo mancino ( i luoghi che surfo sono quasi esclusivamente destri) , e poi andare a destra, ricavando qualche secondo in più a disposizione. 
Non credevo ai miei piedi!



Sono uscito alle 9 con la folla che aumentava ogni minuto, stanco morto e con un sorriso così! 

Non capisco come sia possibile provare tanta gioia per questo. 
Eppure succede, e poi passi i giorni successivi in perenne stato di soddisfazione. E poi conti i giorni che mancano alla prossima uscita. E non vedi l'ora. 
È come una droga, e ne sono avvelenato.